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E’ necessario che nella borghesia delle nostre province, si diffonda o si radichi, più che finora non sia accaduto, il sentimento che il miglior pregio della vita, la maggiore soddisfazione che in essa possa provarsi, è data non dalle fortune materiali, non dagli arricchimenti, non dai gradi conseguiti, non dagli onori,ma dal produrre qualcosa di obiettivo e di universale, dal promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua pittura o della sua scultura, e un poeta della sua poesia(…). In questa creazione del bene comune, si apre il più bel campo dell’uomo(..)
(BENEDETTO CROCE, 1923)      
E’ necessario che nella borghesia delle nostre province, si diffonda o si radichi, più che finora non sia accaduto, il sentimento che il miglior pregio della vita, la maggiore soddisfazione che in essa possa provarsi, è data non dalle fortune materiali, non dagli arricchimenti, non dai gradi conseguiti, non dagli onori,ma dal produrre qualcosa di obiettivo e di universale, dal promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua pittura o della sua scultura, e un poeta della sua poesia(…). In questa creazione del bene comune, si apre il più bel campo dell’uomo(..)
(BENEDETTO CROCE, 1923)
E’ necessario che nella borghesia delle nostre province, si diffonda o si radichi, più che finora non sia accaduto, il sentimento che il miglior pregio della vita, la maggiore soddisfazione che in essa possa provarsi, è data non dalle fortune materiali, non dagli arricchimenti, non dai gradi conseguiti, non dagli onori,ma dal produrre qualcosa di obiettivo e di universale, dal promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua pittura o della sua scultura, e un poeta della sua poesia(…). In questa creazione del bene comune, si apre il più bel campo dell’uomo(..)
(BENEDETTO CROCE, 1923)
E’ necessario che nella borghesia delle nostre province, si diffonda o si radichi, più che finora non sia accaduto, il sentimento che il miglior pregio della vita, la maggiore soddisfazione che in essa possa provarsi, è data non dalle fortune materiali, non dagli arricchimenti, non dai gradi conseguiti, non dagli onori,ma dal produrre qualcosa di obiettivo e di universale, dal promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua pittura o della sua scultura, e un poeta della sua poesia(…). In questa creazione del bene comune, si apre il più bel campo dell’uomo(..)
(BENEDETTO CROCE, 1923)
E’ necessario che nella borghesia delle nostre province, si diffonda o si radichi, più che finora non sia accaduto, il sentimento che il miglior pregio della vita, la maggiore soddisfazione che in essa possa provarsi, è data non dalle fortune materiali, non dagli arricchimenti, non dai gradi conseguiti, non dagli onori,ma dal produrre qualcosa di obiettivo e di universale, dal promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua pittura o della sua scultura, e un poeta della sua poesia(…). In questa creazione del bene comune, si apre il più bel campo dell’uomo(..)
(BENEDETTO CROCE, 1923)
E’ necessario che nella borghesia delle nostre province, si diffonda o si radichi, più che finora non sia accaduto, il sentimento che il miglior pregio della vita, la maggiore soddisfazione che in essa possa provarsi, è data non dalle fortune materiali, non dagli arricchimenti, non dai gradi conseguiti, non dagli onori,ma dal produrre qualcosa di obiettivo e di universale, dal promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua pittura o della sua scultura, e un poeta della sua poesia(…). In questa creazione del bene comune, si apre il più bel campo dell’uomo(..)
(BENEDETTO CROCE, 1923)
E’ necessario che nella borghesia delle nostre province, si diffonda o si radichi, più che finora non sia accaduto, il sentimento che il miglior pregio della vita, la maggiore soddisfazione che in essa possa provarsi, è data non dalle fortune materiali, non dagli arricchimenti, non dai gradi conseguiti, non dagli onori,ma dal produrre qualcosa di obiettivo e di universale, dal promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua pittura o della sua scultura, e un poeta della sua poesia(…). In questa creazione del bene comune, si apre il più bel campo dell’uomo(..)
(BENEDETTO CROCE, 1923)
E’ necessario che nella borghesia delle nostre province, si diffonda o si radichi, più che finora non sia accaduto, il sentimento che il miglior pregio della vita, la maggiore soddisfazione che in essa possa provarsi, è data non dalle fortune materiali, non dagli arricchimenti, non dai gradi conseguiti, non dagli onori,ma dal produrre qualcosa di obiettivo e di universale, dal promuovere un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, dal modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera come un artista della sua pittura o della sua scultura, e un poeta della sua poesia(…). In questa creazione del bene comune, si apre il più bel campo dell’uomo(..)
(BENEDETTO CROCE, 1923)

Eventi News

  • Nella galleria Hde presentazione di Vicoli, ultima opera fotografica di Sergio Siano

    Nella galleria Hde presentazione di Vicoli, ultima opera fotografica di Sergio Siano

    di Patrizia Giordano

    Foto che scavano solchi nell’anima, l’accarezzano e la trasportano negli spazi dell’immaginazione e della poesia, facendo vibrare corde assopite da tempo. Sono le immagini di Sergio Siano in ' Vicoli, un viaggio napoletano' edito da Intra Moenia. Il libro sarà presentato venerdì 16 dicembre(a partire dalle 17.30) negli eleganti spazi dell’Hde, ( Via Fiorelli 12). Una iniziativa promossa e organizzata da Incontri Napoletani e la stessa galleria d’arte diretta da Francesca di Transo.

    Ne discute con l’autore, il giornalista e scrittore Pietro Treccagnoli, letture a cura di Marialuisa Firpo. Conduce l’incontro il giornalista Pasquale Esposito.

    Introducono Francesca di Transo e Patrizia Giordano-Alario, presidente di Incontri Napoletani.

    Nel corso dell’evento, una video proiezione in esclusiva a cura dell’autore.

    Le foto che Sergio Siano, noto fotoreporter del Mattino, ha raccolto in questo volume fanno rivivere il fulgore di questa complessa città e di chi vive con intensità le sue contraddizioni ed i suoi momenti di grande fascino. I vicoli, i bassi, i volti dei loro abitanti, la storia di un’edicola votiva, il tirare a campare quotidiano non sono oleografia spicciola, ma l’anima più profonda di Napoli, tramandata da secoli. In questo 'viaggio', nella città dei Marotta, dei Di Giacomo, dei Caruso, la vita popolare è tutt'uno col monumento sgretolato che sorge a due passi, con la misera abitazione nello scorcio di un palazzo nobiliare, con le pietre, con gli uomini che sembrano legati dallo stesso destino. Ne deriva perciò un’opera dove l’immagine si intreccia e si confonde con la parola, grazie anche ai contributi dei tanti  “compagni di viaggio” di Sergio ( tra i quali lo stesso Pietro Treccagnoli, Vittorio Del Tufo, Pietro Gargano, Antonio E.Piedimonte, Francesco Romanetti, Gerardo Ausiello, Gigi Di Fiore,  Luciano Pignataro, Marco Perillo, Luca Cervone..), fino a diventare un vero e proprio racconto fotografico che si appropria degli stimoli evocativi e si trasforma in ogni cosa: parole, immagini, odori, voci.

    A conclusione di serata, degustazione dei vini gentilmente offerti da Masseria Campito delle cugine Di Martino( CE), impegnate nella valorizzazione dell'Asprinio doc.





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