Restaurato nel 1995, è una interessante tela giovanile eseguita nel 1661 per i Governatori della Deputazione di Purgatorio ad Arco, in cui l’artista rilegge e rielabora gli accenti neoveneti di Mattia Preti, le rarità pittoriche di Rubens, la pittura esuberante di Pietro da Cortona e di Lanfranco che poté studiare nei suoi soggiorni giovanili a Roma. L’immagine di Sant’Alessio, protettore dei pellegrini e mendicanti, nuovo santo della Controriforma, rinnova l’appello della Chiesa tridentina al sacrificio e alla fede per la salvezza dell’anima. L’angelo posto di profilo, emerso dopo il restauro, finanziato da Incontri Napoletani ed eseguito dal gruppo di Paola Fiore, Salvatore Borrelli e Maria Rosaria Carotenuto, è la versione ribaltata di quello dell’Annunciazione di Tiziano, collocato un tempo in San Domenico Maggiore, oggi nel museo di Capodimonte.
“L’estasi di Sant’Alessio” di Luca Giordano
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