San Lorenzo Maggiore

Risale al maggio 1996 l’intervento di Incontri Napoletani nel chiostro dell’insula francescana di San Lorenzo Maggiore, uno degli spazi più stimolanti del cuore antico di Napoli. Ben quattro i monumenti restaurati, questa volta in collaborazione con il Comitato notarile regionale, presieduto da Vincenzo Del Genio, quattro piccoli capolavori che si dilatano lungo oltre due secoli di storia e che vale la pena ricordare. Nell’angolo nord est del chiostro, il pezzo forte della serie, la lunetta affrescata da Montano d’Arezzo, raffigurante una “Madonna col Bambino ed un devoto”.

L’affresco è del primo Trecento e completa una precedente operosità dell’artista toscano disceso nella capitale del regno angioino a diffondere la pittura moderna di Assisi e di Roma dove conobbe le opere giovanili di Cimabue, di Giotto e Pietro Cavallini. E’ provato che Montano d’Arezzo lavorò moltissimo a Napoli, prima nella Cappella Minutolo nel Duomo, poi in Castelnuovo. Di lui restano nel transetto destro della Basilica di San Lorenzo Maggiore, una “Natività” e una “Morte della Vergine”, in cui l’artista esprime una conoscenza molto approfondita degli affreschi proto-giotteschi. I lavori di restauro promossi e finanziati da Incontri Napoletani ed eseguiti dal toscano Claudio Tenerelli con la supervisione di Roberto Middione, della Sovrintendenza per i Beni Artistici e Storici , hanno permesso inoltre di riscoprire la figuretta inginocchiata a sinistra – verosimilmente, il primo ritratto di San Ludovico da Tolosa, non ancora canonizzato e primogenito di re Carlo II - e lo stemma angioino a destra.
Ricomposta anche l’immagine originaria della Madre e del Figlio nella sua totale bellezza ed il prezioso fondo quadrettato (imitante antichi tessuti) con tracce dell’incorniciatura a rombi e cerchietti policromi.