Eventi

Pittura, scultura, arte grafica, fotografia: preziosa alleanza tra il gruppo Fidapa di Napoli e Incontri Napoletani per illustrare il fervido rapporto tra i diversi settori delle arti figurative al femminile nella II edizione della Biennale internazionale 'Premio Partenope' dal 15 al 18 febbraio, promossa dalla UTESPED     (Università terza età sperimentale decentrata), curata da Cristina Franzino Cagnazzi  ( presidente della stessa sezione napoletana Fidapa), con il patrocinio di Incontri e del Comune di Napoli.

Inaugurazione mercoledì( ore 17) negli eleganti ambienti del Circolo della Marina Militare di Napoli ( in Via Cesario Console 3) dove il pubblico avrà l’opportunità di conoscere da vicino il cosmo di tante artiste italiane e non, la loro abilità nel creare opere incisive, accattivanti, utilizzando linguaggi e tecniche diverse, alla ricerca di un mélage estetico che sia non solo rappresentazione della sensibilità di ciascuna ma anche del mondo sincretico che ci circonda. La giuria è presieduta dal filosofo, prof. Aldo Masullo affiancato, tra gli altri, da Eufemia Ippolito, past presidente nazionale Fidapa, dai giornalisti Ermanno Corsi e Titta Fiore     ( responsabile Arte Cultura e Spettacoli de Il Mattino) e dalla stessa Franzino Cagnazzi..

Premiazione sabato 18 febbraio( a partire dalle ore 10.30) con gli indirizzi di saluto del Capitano di Fregata, Andrea di Raimondo, presidente del Circolo Ufficiali M.M. di Napoli, della curatrice del premio, dello stesso Masullo, modera l'evento Carmela Maietta del Mattino. Insomma gran bella mattinata con vista sul golfo di Partenope ricca di ospiti, spunti e riflessioni sull’altra metà del cielo nell’Arte..

 

 

 

di Patrizia Giordano

Foto che scavano solchi nell’anima, l’accarezzano e la trasportano negli spazi dell’immaginazione e della poesia, facendo vibrare corde assopite da tempo. Sono le immagini di Sergio Siano in ' Vicoli, un viaggio napoletano' edito da Intra Moenia. Il libro sarà presentato venerdì 16 dicembre(a partire dalle 17.30) negli eleganti spazi dell’Hde, ( Via Fiorelli 12). Una iniziativa promossa e organizzata da Incontri Napoletani e la stessa galleria d’arte diretta da Francesca di Transo.

Ne discute con l’autore, il giornalista e scrittore Pietro Treccagnoli, letture a cura di Marialuisa Firpo. Conduce l’incontro il giornalista Pasquale Esposito.

Introducono Francesca di Transo e Patrizia Giordano-Alario, presidente di Incontri Napoletani.

Nel corso dell’evento, una video proiezione in esclusiva a cura dell’autore.

Le foto che Sergio Siano, noto fotoreporter del Mattino, ha raccolto in questo volume fanno rivivere il fulgore di questa complessa città e di chi vive con intensità le sue contraddizioni ed i suoi momenti di grande fascino. I vicoli, i bassi, i volti dei loro abitanti, la storia di un’edicola votiva, il tirare a campare quotidiano non sono oleografia spicciola, ma l’anima più profonda di Napoli, tramandata da secoli. In questo 'viaggio', nella città dei Marotta, dei Di Giacomo, dei Caruso, la vita popolare è tutt'uno col monumento sgretolato che sorge a due passi, con la misera abitazione nello scorcio di un palazzo nobiliare, con le pietre, con gli uomini che sembrano legati dallo stesso destino. Ne deriva perciò un’opera dove l’immagine si intreccia e si confonde con la parola, grazie anche ai contributi dei tanti  “compagni di viaggio” di Sergio ( tra i quali lo stesso Pietro Treccagnoli, Vittorio Del Tufo, Pietro Gargano, Antonio E.Piedimonte, Francesco Romanetti, Gerardo Ausiello, Gigi Di Fiore,  Luciano Pignataro, Marco Perillo, Luca Cervone..), fino a diventare un vero e proprio racconto fotografico che si appropria degli stimoli evocativi e si trasforma in ogni cosa: parole, immagini, odori, voci.

A conclusione di serata, degustazione dei vini gentilmente offerti da Masseria Campito delle cugine Di Martino( CE), impegnate nella valorizzazione dell'Asprinio doc.

Continua il viaggio sul filo della memoria di Nicola Pagliara. 'Architets Memories', ultima fatica letteraria del noto architetto alla ricerca costante di un tempo perduto da ritrovare e condividere con i lettori. Se ne discute venerdì 21 ottobre ( a partire dalle 17.30) negli spazi dell'Hde, la galleria multimediale diretta da Francesca Di Transo in via Fiorelli. Un incontro-dibattito promosso ed organizzato con l'associazione Incontri Napoletani presieduta da Patrizia Gioordano-Alario ed il patrocinio dell'Inarch Campania.

Un prezioso breviario di composizione edito da artstudiopaparo in cui l'autore ha ormai reso familiari ai più fedeli tra loro i suoi "posti delle fragole": gli anni giovanili tra Roma, dove è nato, e l’asburgica Trieste, la scoperta della vocazione, l’amore per il cinema di Fellini, il viaggio ( particolarmente lungo le strade ferrate), la rivelazione dei maestri del Novecento( Wagner, Wright, Le Corbusier), la devozione per la qualità artigiana del mestiere vissuto con passione, diligenza ed etica del lavoro.

Il tutto filtrato con affetto nostalgico e immediatezza comunicativa attraverso l’amore per Napoli, la città che accolse lo studioso poco più che adolescente e che avrebbe finito con il diventare una componente ineliminabile della cultura e della sua filosofia di vita e perche no? del suo personaggio pubblico.

Con Pagliara ne discutono l’architetto Riccardo Rosi, consigliere INARCH e il giornalista e scrittore Pietro Treccagnoli, autore del recente successo de “La Pelle di Napoli. Voci di una città senza tempo” ( una raccolta dei reportage fatti dal giornalista del Mattino negli ultimi due anni) e con il quale Pagliara ha in comune quel meraviglioso smarrirsi con la leggerezza che è propria degli uomini di cultura che si misurano direttamente con la vita, nel mistero delle città, rimescolando le carte e mettendo al bando la ripetitività e i luoghi comuni.

di Patrizia Giordano

Donne e scrittura al Cervantes di Napoli per il V centenario della nascita di Teresa d’Avila (1515-2015) patrona di Spagna e degli scrittori. Oggi pomeriggio, alle 17.30, nell’auditorio dell’Instituto di cultura spagnolo in via Nazario Sauro 23, diretto da Luisa Castro, si svolgerà l’incontro dibattito ”Corazon de mujer” (Cuori di donna), sul valore della scrittura femminile dal viceregno spagnolo ai giorni nostri, organizzato in collaborazione con  Incontri Napoletani e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli.

Moderati dallo scrittore Maurizio Ponticello, ne discutono la poetessa Olvido Garcia Valdés (Premio National de Poesia, 2007), appositamente in trasferta da Toledo, autrice di numerosi saggi di riflessione letteraria tra cui quello dedicato a “Teresa de Jesus”  e la scrittrice napoletana Antonella Ossorio. Intervengono Massimo Rosi, grande studioso delle influenze del Levante spagnolo sulla cultura e l’architettura meridionali tra ‘400-‘500 e il teologo, Padre Luigi Gaetani, Superiore provinciale dei Carmelitani scalzi di Napoli.

L’incontro vuole riaffermare l’antico e profondo rapporto fra Napoli e Teresa, visto che la santa carmelitana è da 350 anni anche compatrona della città, fra Napoli e la Spagna del siglo de oro attraverso la figura di questa donna che con l’intensità della sua esperienza spirituale ed intellettuale (che arrivò persino a guadagnarle un’accusa di possessione), ha saputo influenzare la letteratura moderna, esaltando il valore etico e civile della scrittura, come strumento di promozione personale e sociale.

“ Per chiunque, credente o no, è impossibile negare che le parole  racchiudano un potere immenso - spiega Antonella Ossorio, autrice del romanzo “La Mammana” ( Einaudi, I Coralli) - Teresa d’Avila non smise mai di ricorrere alla parola scritta per denunciare ingiustizie, affrontare problemi, confidare stati d’animo, una scrittura per lo più autobiografica e appassionata, nonostante i condizionamenti del suo tempo che privavano le donne di qualsiasi avanches culturale e spirituale. In questo è stata una antesignana del femminismo”.

E viaggiando a ritroso nel tempo dai giorni nostri al viceregno spagnolo, la Ossorio sceglie per l’incontro di oggi pomeriggio alcune scrittrici, una per secolo: “ Penso a Eleonora Pimentel Fonseca, Matilde Serao, Anna Maria Ortese, sino a Elena Ferrante, la più rappresentativa dei nostri tempi ma anche a Constanza Ossorio, non per il fatto che ne porti il cognome - precisa - ma perché Costanza, anche lei monaca di clausura alla fine del Cinquecento in un monastero di Siviglia, ha molti punti di contatto a mio dire con Teresa d’Avila.”

Quasi tutte queste scrittrici hanno a che fare con Napoli sebbene nate altrove, ma da questa città, che è senza dubbio femmina, hanno tratto ispirazione. Una relazione a volte complicata. E la Spagna?            ” Naturalmente c’è, dal momento che c’è Napoli nella lingua, nella cultura, in un certo sguardo sulla realtà” ribatte la Ossorio che nei suoi scritti ama spaziare nel favoloso, nell’irreale, invadendo e reinventando storie, denudando miti ancestrali e tabù. Basterebbe inoltrarsi tra i vicoli dei Quartieri spagnoli, dove è nata e cresciuta: “Abbiamo fatto molto per liberarci dalle radici storiche della misoginia, ma forse ci siamo illuse che bastasse scrollarsele di dosso per trovare la libertà. Quella interiore, fa ancora fatica ad affrancarsi” conclude.

di Patrizia Giordano

TRECENTOCINQUANTUNO anni, e li dimostrava tutti. C’era bisogno da  tempo di un intervento radicale, di pulitura e conservazione per sottrarre alle ferite del tempo la bella statua marmorea di S. Teresa d’Avila, realizzata su disegno di Cosimo Fanzago intorno al 1664, quando l’artista, ormai più che settantenne, si limitava al progetto delle sue opere seguendone la realizzazione affidata ai suoi collaboratori.

La statua è incastonata, in una sorta di struttura “a serliana”, sull’altare maggiore della omonima chiesa di Chiaia, lungo Via Vittoria Colonna. La prima, la più antica per la precisione (1625) dedicata a colei che fu eletta tra le compatrone di Napoli( 1664) nonchè patrona del regno di Spagna( 1627) che le aveva dato i natali, riedificata e abbellita alla metà del ‘600 dallo stesso Cavalier Fanzago - come riportato su un’iscrizione marmorea all’interno della chiesa - al tempo in cui il borgo di Chiaia si era trasformato in quartiere residenziale e i frati  avevano ultimato l’acquisizione di tutti i suoli necessari alla nuova edificazione. Ecco che tra due giorni ci sarà il momento della festa e del gaudio, in particolare per tutta la comunità dei Carmelitani scalzi della provincia di Napoli.

Mercoledì, infatti, con inizio alle 17.30 si svolgerà l’inaugurazione del restauro conservativo ed estetico dell’effige marmorea, promosso da Incontri Napoletani, lo storico sodalizio fondato da Tina Giordano Alario, impegnato sin dall’anno della costituzione nel recupero e nella valorizzazione di molte e originali opere che arricchiscono il patrimonio artistico e culturale della città. Il restauro è stato realizzato in occasione dellle celebrazioni del V centenario della nascita della mistica spagnola ( 28 marzo 1515-2015), meglio nota come Teresa di Gesù, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e dell’Istituto di cultura spagnolo Cervantes, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per il P.S.A.E e il Polo museale,  grazie al sostegno della Giovanna Izzo Restauri e la LINVEA industria vernici (un’eccellenza napoletana da più di sessant’anni che lavora sul valore del colore come materiale ecocompatibile e quindi poco inquinante e sui suoi molteplici aspetti).

Dal tetro edificio della Vicaria, prigione e Tribunale della città dove ogni sabato si svolge l’estrazione del Regio Lotto, all’Albergo dei Poveri, quello che per i napoletani una volta era il Reclusorio o Serraglio e dalle cui squallide mura cerca di fuggire assieme al suo inconfessabile segreto il piccolo Antimo, un orfano senza storia. Nel suo cadavere “bello della tremenda bellezza degli offesi” abbandonati, catturati, ingoiati nelle viscere tufacee di una città, che acconciata come una provincia, ispanizzata e ispanizzante,  bella o brutta che fosse, era tornata con i Borbone di Spagna regno indipendente, s'imbatte il giovane commissario Giocchino Fiorilli, da poco entrato in servizio alla Vicaria, in una inchiesta che si trasformerà per lui in una ossessione, in una ricerca di verità. Che gli farà scoprire che la Giustizia degli uomini è troppo spesso cieca. Proprio come la Fortuna.

Esplode così con tutta la sua carica narrativa la Napoli noir di primo Ottocento, quando la miseria nei secoli bui è un dono aperto a tutti e il colpevole.. è sempre un numero al Lotto a cui una folla derelitta, che brulica negli infimi strati della vita sociale, affida, ogni sabato, quasi per un rito, il miracolo della ricchezza.

Sotto l’apparenza del giallo in costume o del neogotico che dir si voglia, in un equlibrio rischioso eppure finissimo di personaggi e vicende narrate, si presenta “Vicaria. Un’educazione napoletana” di Vladimiro Bottone ( Rizzoli, 2015), al centro di un incontro-dibattito che si tiene domani, venerdì 20 marzo, nella sala conferenze del Palazzo delle arti di Napoli ( ore 17, Via dei Mille 60), organizzato da Incontri Napoletani - lo storico sodalizio fondato da Tina Giordano Alario - in collaborazione con Linvea industria vernici e Giovanna Izzo restauri, per il V centenario della nascita di S. Teresa d’Avila, compatrona di Napoli (e patrona degli scrittori cattolici) e in occasione del restauro dell’effigie marmorea della santa spagnola presente nella omonima chiesa di Chiaia.

Assieme all’autore intervengono gli scrittori Giovanna Mozzillo e Maurizio Ponticello (vice presidente dell’associazione Napolinoir), il prof. arch. Massimo Rosi e la storica e critica d’arte Mimma Sardella. Modera la giornalista Carmela Maietta. Saluti introduttivi di Patrizia Giordano, presidente di Incontri Napoletanii.

Completano gli interventi le letture di Lucia Stefanelli Cervelli, regista, attrice, autrice di numerosi testi teatrali e le fotografie di Umberto T. Vocaturo che con virtuosi giochi di luce e, soprattutto, di ombre ci restituisce la Napoli tufacea, mollemente adagiata sulla sua povertà, sempre in cerca della Buona sorte, raccontata con sensibilità letteraria da Bottone. Complice anche le quinte fornite dall’(ex) Albergo dei Poveri, questo corposo ed incompiuto edificio tardo barocco, una delle grandi metafore della città del presente, che per le sue dimensioni, il suo impatto sulla fantasia popolare, era diventato alla metà dell'Ottocento  il paradigma delle condizioni di reclusione di poveri, orfani e pupilli.

Un incontro a più voci dunque, un omaggio all’esplosivo potenziale narrativo della Napoli del XIX secolo, vale a dire di una città-mondo come le coeve Parigi, Londra, Pietroburgo, che ruoterà non solo su “Vicaria”, sulla perfetta ambientazione storica, sull'abilità dell'autore di assimilare una serie caleidoscopica di suggestioni e spunti letterari ( Mastriani, Verga, Dickens, Hugo..), ma si estenderà anche ai suoi luoghi. A quegli edifici e monumenti cittadini come l'Albergo dei poveri - marginali, rispetto ai circuiti turistici standard, oltre che non funzionali o largamente sottoutilizzati - che aspettano solo di vedersi attrezzare come set dall’eccezionale carica suggestiva. 

<< Esistono in loco maestranze, sceneggiatori, attori, autori locali, di respiro nazionale, vere e proprie eccellenze, si pensi solo a Mario Martone e Antonietta De Lillo - dichiara Bottone, napoletano ma trapiantatosi da tempo a Torino -  che si sono già cimentati in opere di taglio storico e ambientazione napoletana. Le ricadute in termini economici-occupazionali, di valorizzazione e diversificazione dell’immagine cittadina, sono ovvie - aggiunge - bisogna solo capire se ci sono, oppure no, i presupposti di minima condivisione per sviluppare e amplificare certi temi >>.

 L’autore
Vladimiro Bottone, napoletano ma residente da diversi anni a Torino, collabora con quotidiani (Corriere del Mezzogiorno, Corriere della Sera) e periodici (L'Indice dei Libri del mese). I suoi libri precedenti sono stati pubblicati da Avagliano e Neri Pozza. 

 

(foto e cartoline d'epoca inserite sono state gentilmente concesse da Mariano Grieco) 

 

 

di Patrizia Giordano

Mattinata di arte e spiritualità nel piccolo chiostro della chiesa di S. Teresa a Chiaia ( in Via Vittoria Colonna 23), questo gioiello un pò nascosto dell barocco napoletano che conserva ancora l'impronta fanzaghiana. Sabato 20 dicembre ( ore 11.30), alla presenza del priore ocd Padre Lugi Borriello e introdotti dalla giornalista Carmela Maietta dell'associazione Incontri Napoletani, sarà presentata un'opera in esclusiva di Teresa Mangiacapra "Messaggero d'amore" che l'artista coerente con la ninfa da cui prende il nome, Niobe, dedica alla compatrona di Napoli in occasione delle celebrazioni del V centenario della nascita( 28 marzo 1515) e del restauro della statua in marmo, opera dello stesso Cosimo Fanzago (1654), promosso dal sodalizio, con il sostegno della Giovanna Izzo Restauri e la Linvea industria vernici.

Visibile sino al 10 gennaio 2015, l'installazione, realizzata in ferro, alta circa 1.70 cm., è una interpretazione personale della visione mistica avuta dalla riformatrice spagnola, di un angelo, dal volto di un fanciullo giocoso, simbolo dell’amore di Dio, che le trafigge il cuore con un dardo di luce. ”Lo straordinario della vita di Teresa d’Avila è ciò che mi ha sempre attirata e lasciata colma di ammirazione - confessa Mangiacapra - il suo percorso spirituale e la narrazione che lei ne fa nei suoi scritti è affascinante e unica per la possibilità soprattutto di una ‘accessibilità’ a quello stesso percorso che difficilmente troviamo nei ‘grandi illuminati".

Ad affiancare l'opera che permette di entrare ancora una volta nell'universo poetico di Niobe e la sua schiera di angeli, l'esposizione fotografica di Umberto T. Vocaturo, natali calabresi e passione per la macchina fotografica sin da ragazzo, quando fu il padre a regalargli una "mitica" Ferrania, compagna delle prime scorribande per immagini in cui mostra da subito la naturale inclinazione a fissare sulla pellicola istanti privilegiati, riportando un'emozione, uno sguardo, un sorriso, con fresca immediatezza. Come quel gioco di mani che si aprono, si tendono e si chiudono verso l'alto, verso il basso, ad accarezzare un melograno dai rubini rossi, proprio come un cuore vivo e palpitante d'amore.

Nel corso dell'evento letture a cura di Lucia Stefanelli Cervelli tratte da scritti autobiografici di Teresa d'Avila sulle note della chitarra di Alberto Fusco.


Chiesa di S. Teresa a Chiaia, Via Vittoria Colonna 23, Napoli
Convento di S. Teresa a Chiaia, Parco Margherita 6
sino al 10 gennaio 2015, secondo orari apertura chiesa:
dal lun. al ven.7.30-11; sab.7.30 -17; dom.8.30-12
(info 081/414263)
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www.incontrinapoletani.it 

"900", è il nome di un modello di mandolino dalle caratteristiche innovative, messo a punto e brevettato da Raffaele Calace proprio nell’anno 1900, considerato ancora oggi uno standard dai mandolinisti di tutto il mondo. Voce limpida, chiara nei bassi e negli acuti e grande uniformità di suoni, si legge a chiare lettere in una locandina d'epoca. Parallelamente alla canzone napoletana d'autore si sviluppò l'uso del mandolino come strumento classico con brani appositamente composti. Venerdì 21, alle ore 18, lo showroom di Casa Ascione, situato in piazzetta Matilde Serao 19, all'interno della galleria Umberto I, ospiterà un concerto di Raffaele La Ragione al mandolino e di Giacomo Ferrari al pianoforte.

L'attività della ditta Calace risale alla prima metà dell'Ottocento, è antica ed è legata alla storia della cultura napoletana. Fu fondata da Nicola Calace, che da confinato politico nell’isola di Procida impara l’arte liutaia. Da allora i suoi discendenti nel laboratorio nel centro storico di Napoli, accanto al complesso monumentale di San Domenico Maggiore, realizzano ininterrottamente mandolini, chitarre, altri strumenti a plettro, esportandoli in tutto il mondo. Considerata un'eccellenza del territorio napoletano, coniuga sistemi antichi a tecniche avanzate usando esclusivamente le mani per poter dare allo strumento la massima sonorità. Il mandolino classico, infatti, ha un suono preciso e selettivo in cui è possibile distinguere tutte le note suonate, nelle loro varie sfumature.

La serata è anche un'occasione da non perdere per visitare il museo del corallo degli Ascione con collezioni ed esemplari magnifici come la parure realizzata per la regina Farida d'Egitto in occasione delle nozze con re Faruk; sono monili di grande plasticità e di rarissima fattura che ripercorrono la storia della lavorazione di questo prezioso e antico elemento, attraverso l'esposizione di documenti originali e delle più significative creazioni dell'azienda di Torre del Greco dai primi dell'Ottocento, quando Paolo Bartolomeo Martin, originario di Marsiglia, otteneva da re Ferdinando IV di Borbone una privativa della durata di 10 anni per impiantare nella cittadina all'ombra del Vesuvio una fabbrica per la lavorazione del corallo ed una scuola per insegnare ai giovani torresi l'arte dell'incisione, sino al moderno e ai giorni nostri con modelli che conservano l'abilità e la versatilità tecnica dei suoi artefici.

Ma vediamo i protagonisti di questa serata proposta da Casa Ascione: Raffaele La Ragione ha intrapreso a Napoli, sua città nativa, lo studio del mandolino sin dall'età di 11 anni per poi laurearsi in Discipline dell’Arte della Musica e dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, con una tesi sulla tradizione liutaria e musicale della famiglia napoletana dei Calace, di prossima pubblicazione, mentre Giacomo Ferrari, classe 1985, milanese doc,  si è diplomato nel 2006 al Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida del M° Daniele Lombardi e nel biennio successivo è stato allievo del grande M°. Luigi Zanardi. Per due anni frequenta un Civico corso di Jazz diretto da Mario Rusca ma la passione per il pianoforte e la musica da camera gli fa vincere nel 2009 una borsa di studio presso la Manhattan School di New York.

L'esibizionismo che nasconde, l'oscurità che rivela. All'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici, nelle Grandes Galeries, prosegue con gran successo la mostra 'I bassifondi del Barocco. La Roma del vizio e della miseria' ( sino al 18 gennaio 2015), curata da Francesca Cappelletti, professore di storia dell’arte moderna dell'Università degli Studi di Ferrara, e Annick Lemoine, responsabile del dipartimento di Storia dell'arte dell'Accademia di Francia a Roma e professore all’Università di Rennes 2. L'esposizione è ideata e organizzata nell’ambito di una collaborazione tra l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e il Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, dove verrà presentata dal 24 febbraio al 24 maggio 2015.

I bassifondi del Barocco svela il lato oscuro e volgare della Roma barocca, quello dei bassifondi, delle taverne, dei luoghi di perdizione. Una Roma “alla rovescia”, abitata dai vizi, dalla miseria e da eccessi di ogni tipo, che è all’origine di una stupefacente produzione di opere, ricca di paradossi e invenzioni. L’esposizione mostra per la prima volta questo aspetto trascurato della creazione artistica romana, da Caravaggio a Claude Lorrain, mostrando il volto nascosto della capitale del papato, fastosa e virtuosa, e degli artisti che lì vissero.

Roma nel Seicento era il centro culturale più vivo e all’avanguardia d’Europa e attirava artisti da tutti i paesi. Italiani, francesi, olandesi, fiamminghi, spagnoli che vissero e fecero carriera nella capitale delle arti. A contatto con questa “splendida e misera città”, sovvertirono i codici espressivi e i canoni di bellezza, confrontandosi con l’universo dei bassifondi, la vita notturna e i suoi pericoli, il Carnevale e le sue licenze.

La mostra presenta più di cinquanta opere, realizzate a Roma nella prima metà del XVII secolo da artisti provenienti da tutta l’Europa, tra cui Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Jan Miel, Sébastien Bourdon, Leonaert Bramer, Bartolomeo Manfredi, Jusepe de Ribera, Pieter van Laer. Il pubblico potrà scoprire nelle Grandes Galeries i dipinti dei più grandi pittori Caravaggeschi, dei principali paesaggisti italianizzanti e dei Bamboccianti, araldi della rappresentazione della vita comune di Roma e della campagna circostante. Quadri, disegni, stampe provenienti dai più importanti musei europei, ma anche opere che fanno parte di collezioni private, raramente esposte in pubblico.

Orari d'apertura della mostra: da martedì a domenica 11.00-19.00 (ultimo ingresso alle 18.30).

Visite guidate alla mostra: tutti i martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica ore 17.00 (in francese), 17.45 (in italiano).

 

di Patrizia Giordano

E colore fu. Intenso e discreto, freddo e caldo, tenue e ribelle, catturato dallo stucco, imbrigliato dalla luce o dal marmo, sparso. Elemento fondamentale per concepire spazi che siano respiro, umanità, poeticità. Bisogni e desideri. Colori che lasciano il segno e sono parte sostanziale dell’identità di una città e delle suggestioni visive che offrono.  Il colore rende immediatamente riconoscibile la città, e, al contempo, più gradevole la percezione che si ha di essa, come un prolungamento della natura perché rimanda ai materiali che ne costituiscono il corpo stesso. La natura tellurica e vulcanica della geologia partenopea si riflette nel giallo dorato del tufo e nel grigio plumbeo della pietra vesuviana e del piperno o nel rosso lumeggiare delle facciate delle case che caratterizzano la grande tradizione architettonica di Napoli.

De "I colori di Partenope: stucchi, marmi, intonaci sui palazzi storici di Napoli", si discuterà in occasione dell’incontro-dibattito di venerdì 7 novembre nella sala conferenze del Pan (ore 17), promosso da Incontri Napoletani in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli per l'apertura del nuovo anno sociale di questo sodalizio fondato da Tina Giordano Alario da anni impegnato nel recupero di opere d'arte citttadine.

Moderati dal prof. Alessandro Castagnaro con i saluti dell'Assessore alla Cultura, Gaetano Daniele, intervengono il prof. Aldo Aveta che affronterà il tema del profondo rapporto che lega tradizione dei colori e identità culturale, la prof.ssa Renata Picone affronterà  il tema della conservazione delle superfici storiche, il prof. Paolo Giordano discuterà invece sul trattamento di alcuni dei nostri maggiori monumenti storici mentre il prof. Massimo Rosi si diffonderà e diletterà sui colori e le facciate di un grande architetto del ‘700 napoletano: Mario Gioffredo mettendo in dialogo classicità e contemporaneità sulle tracce di testimonianze non soltanto edilizie ( dal palazzo Casacalenda a quello dei Caracciolo di Torella) ma anche simboli dell'ingegno costruttivo e artistico, materico e funzionale che va rispettato e recuperato. Ad accompagnare l’evento una proiezione fotografica a cura di Umberto Vocaturo.

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Il Banco di Napoli trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii sorti a Napoli tra il XVI e XVII secolo. Attualmente è una Società del Gruppo Intesa Sanpaolo.

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L'Istituto Banco di Napoli è una Fondazione che persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale nelle regioni meridionali. Ha sede nel Palazzo Ricca, Via Tribunali 213 -Napoli.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell'ambiente al fine di assicurare l'organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.

NarteA
NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni ed ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli.

Associazione Amici degli Archivi Onlus
L’Associazione Amici degli Archivi Onlus è stata istituita con atto notarile nel 2000 ed ha come scopo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Associazione è presieduta da Giulio Raimondi, già direttore del Grande Archivio di Napoli e Sovrintendente Archivistico per la Campania.

Giovanna Izzo Sampaolesi
Restauri e Conservazione, esecutrice lavori ripristino due Guglie Cavalli di Bronzo e Ciborio SS. Annunziata.

Il Cerchio
Rivista Il Cerchio di Napoli diretta da Giulio Rolando.

Lucio e Mariolina Mirra
Teatro Diana e Teatro delle Palme in Napoli.

Libreria Neapolis
di Annamaria Cirillo, Libreria Napoletana Via San Gregorio Armeno, 4 Napoli.

Al Blu di Prussia
L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.

Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.

Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.

Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.

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Palazzo Reale di Napoli

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Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
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Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34

Associazione No Comment
L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.