Eventi

Sabato 2 marzo 2013, alle 11, d'obbligo un passaggio a Purgatorio ad Arco, nello splendido complesso museale di Via Tribunali, dove in occasione dell’apposizione di una targa in ricordo dell’opera svolta dal sodalizio a favore del restauro dei dipinti e paramenti sacri presenti nella chiesa ( in particolare la pala d'altare di Massimo Stanzione “ La Madonna delle anime purganti”, una delle opere più note del Maestro), si svolgerà l’incontro “Tra Inferi e Cielo: passaggio a Purgatorio ad Arco”, organizzato da Incontri Napoletani con collaborazione dell'Opera Pia Purgatorio ad Arco, diretta da più di vent'anni da Donato D'Acunto.
Intervengono la giornalista Armida Parisi, la critica d'arte, Mimma Sardella, il soprintendente per il Polo museale di Napoli, Fabrizio Vona. A fare gli onori di casa, la direttrice del complesso, Francesca Amirante. Coordina il giornalista Pasquale Esposito.

Nel corso dell'evento, la conduttrice radiofonica, Simonetta De Chiara Ruffo, leggerà alcuni brani tratti dal best seller "Misteri, segreti e storie insolite di Napoli" (ed. Newton Compton) di Agnese Palumbo e Maurizio Ponticello che raccontano la devozione dei napoletani per i culti legati al sottosuolo, alle anime purganti, presenze tormentate in attesa del giudizio, intrappolate nel terzo luogo dell'indefinito. Dalle capuzzelle del Purgatorio ad Arco, al Cimitero delle Fontanelle,( "Le anime purganti e la Livella"; e "Trentaquattro, 'a capa 'e morte"), con la descrizione e la suggestione dei riti, non senza la pragmatica razionalità partenopea. Non si può parlare di culti dei defunti senza immergersi nel mito, nell'antica narrazione che ci vede tutti innamorati perduti alla ricerca della felicità..nonostante la morte ("Orfeo la lira e l'arte dei crocicchi").

Seguirà una visita nell’antico ipogeo recentemente riordinato nell’ambito del progetto “ Un Arco sul territorio” per la valorizzazione del Complesso ed il rafforzamento del valore sociale  di una delle realtà culturali più affascinanti del centro antico di Napoli che da quattro secoli opera in assistenza e sostegno ai più bisognosi del quartiere.

Un libro per raccontare le Opere prime di Nicola Pagliara attraverso le memorie fotografiche di un suo allievo ed assistente, Sandro Raffone, attualmente ordinario di composizione architettonica alla Federico II di Napoli.  Edito dalla Giannini, il volume sarà presentato venerdì 7 dicembre alle 17.30 nell'antico Refettorio di S. Maria La Nova, un'iniziativa organizzata da Incontri Napoletani in collaborazione con l'associazione Oltre il Chiostro diretta da Giuseppe Reale. 

Un interessante excursus storico e fotografico in un periodo culturale molto vivace, non solo nell'ambito dell'architettura, ma delle diverse espressioni culturali degli anni '60-'70. Coordinati da Mimma Sardella, intervengono: Gerardo Mazziotti, Nicola Pagliara, Riccardo Rosi. Proiezione a cura dell’autore. 
 
Più di un centinaio le foto raccolte da Raffone, alcune risalgono all'inizio degli anni Sessanta( la prima, la centrale telefonica di Benevento, è datata 1959) e hanno lo scopo di far conoscere non solo i lavori inediti del noto architetto e docente universitario, ma ricordarne altri che, pur avendo goduto dell’attenzione della critica nazionale ed internazionale, rischiavano l’oblio.

<<(….)Con la mia vecchia Wolkswagen.. andavo a caccia delle sue opere battendo il territorio. Ovviamente ero anche interessato alla sua produzione progettuale - scrive l'autore - ma era molto più difficile perché Pagliara non è un sistematico e nel suo studio mancava una qualche forma di archiviazione. Inoltre non faceva molto per pubblicizzare i suoi lavori..non amava guardarsi indietro. O meglio la memoria è tutt’oggi uno dei suoi fondamenti teoretici ma le sue opere tendeva a scordarle, specie se riteneva di aver esaurito un suo filone di ricerca >>.
 
I valori concreti di queste "Opere prime" sono ancora utili non solo per chi studia o svolge il mestiere di architetto, ma anche per il pubblico in genere e si pongono come controparte ai molteplici interessi del noto maestro che dall’arte, alla letteratura, al cinema e al teatro è divenuto uno scrittore. << A Pagliara piace narrare - aggiunge Raffone - e tutti i suoi lavori sono in realtà racconti, la traduzione materiale di storie, memorie sognate, fiabe e film non girati. Quest'anno ha tenuto in succesione quindici 'lectio magistralis' per le quali è stato necessario cercare aule enormi per contenere gli oltre cinquecento iscritti . Ascoltarlo è un vero e proprio viaggio di Odisseo, in assoluto il suo eroe preferito>>.

Scheda autore
Nato a L’Aquila e cresciuto in Eritrea, Sandro Raffone vive a Napoli, dove svolge il suo mestiere di architetto e docente universitario. Fra i suoi libri “Sverre Fehn, architetto del paese delle ombre lunghe”, Fiorentino 1993; “La casa di Abramo”, Clean 2007. Per l’editore Giannini ha stampato “Centri anticamorra” 2009; “Altre parole nel vuoto” e “Appunti di viaggio in USA: Wright e Mies, Schindler e Neutra”, 2012.

Torna al centro dell’interesse la costruzione settecentesca del Real Albergo dei Poveri, questo maestoso portavoce di un utopico progetto di annientamento della povertà voluto da Carlo di Borbone e ideato dall'architetto fiorentino Ferdinando Fuga, autore a Napoli di alcune geniali e singolari opere come il Cimitero delle 366 fosse e del palazzo dei Granili, andato distrutto dopo la seconda guerra mondiale.

Emblema della rivoluzione culturale illuminista del Meridione d’Italia, l’Edificio delle “ Arti della Città ”, così come viene citato nei documenti storico-archivistici, compensava in termini di grandezza e magnificenza la realizzazione della Reggia di Caserta rivolgendo la sua attenzione ai diseredati del Regno (Regium Totius Regni Pauperum Ospicium).

L’imponente costruzione in Via Foria ha un fronte di 354 metri ( largo 135)  che è solo la realizzazione parziale del previsto prospetto lungo 600 mt e delle diverse trasformazioni non solo architettoniche, ma anche funzionali e socio-economiche avute dall'edificio nelle varie epoche, compreso la nostra.

Nel corso degli anni, numerose le ricerche, le proposte progettuali ed ipotesi sulla destinazione d’uso dello storico complesso che ha sostenuto un fondamentale ruolo scientifico ed educativo per lo sviluppo delle arti nel '700 e '800, ospitando scuole, laboratori di sperimentazione, fabbriche. Anche i recenti e parziali restauri non hanno ancora portato il Real Albergo ad assumere quel ruolo centrale che dovrebbe rivestire nel rilancio della Città.

Se ne discuterà al PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, venerdì 9 novembre, alle 17.30, nell'ambito di un  incontro-dibattito “Albergo dei Poveri - Un grande monumento del passato come risorsa per la Napoli del futuro” promosso da Incontri Napoletani in occasione del suo ventennale, con la collaborazione di Patrizia Giordano e Riccardo Rosi, a cui partecipano alcuni studiosi d’architettura e progettisti che, a vario titolo, si sono occupati della struttura per confrontare proposte ed idee sul presente ed il futuro del monumento.

Coordinati dalla critica d’arte Mimma Sardella, già della direzione regionale  sovrintendenza per i Beni architettonici ed il paesaggio, intervengono i prof.ri  archh.:
Alessandro Castagnaro; Carmine Gambardella, preside della facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli di Aversa; Paolo Giordano; Gerardo Mazziotti; Massimo Rosi.

E’ stata invitata a partecipare l’assessore alla Cultura, Antonella Di Nocera.

Slide e immagini d’epoca a cura di Massimo Velo

Scheda evento
Titolo “Albergo dei Poveri - 
Un grande monumento del passato come risorsa per la Napoli del Futuro”
Promoter Incontri Napoletani, arte-cultura-attualità
Organizzazione Patrizia Giordano/ Riccardo Rosi
Sede Sala PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, Via dei Mille 60
venerdì 9 novembre 2012, ore 17.30
uff. stampa Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sarà presentato giovedì 6 settembre, alle 18.00, a Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, il libro “La Città Dolente” ('Letters from a Mourning City ', 1909) scritto dal medico svedese Axel Munthe (Oskarshamm 1857-Stoccolma 1949), durante l'epidemia di colera scoppiata nella città partenopea dove si era recato appositamente per offrire il suo aiuto.
 
Il libro contiene le corrispondenze che Munthe invia ad un giornale svedese durante la sua permanenza a Napoli tra la fine del 1884 e l'inizio del 1885. L'autore, che era venuto a conoscenza dell'epidemia  durante un suo soggiorno in Lapponia, fa partecipi i lontani lettori della sua esperienza nei quartieri più poveri e degradati della città, descrivendo quanto di inimmaginabile stia accadendo a tanti loro abitanti, ma insieme mettendo in evidenza "l'abnegazione, gli atti quasi eroici di sacrificio che facevano per aiutarsi fra loro". Ne emerge un'immagine di Napoli viva, sofferta, contraddittoria, ma sempre dignitosa, come poteva costruirla uno scrittore che questa città amava e quindi capiva profondamente.
La presentazione del volume sarà introdotta dalla giornalista Armida Parisi con interventi di Antonella di Nocera (Assessore Cultura e Turismo Comune di Napoli), Gerardo Marotta (Presidente Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli), Katriona Munthe (nipote di Axel Munthe) e letture di Arnolfo Petri. Alla presentazione del libro seguirà l’inaugurazione della mostra fotografica “La Città Dolente” di Salvino Campos (Brasile) e Peter de Ru (Svezia), a cura di Peter Cottino (Sovrintendente della Fondazione Axel Munthe e Console di Svezia), Mario Franco (docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli) e Maurizio Siniscalco (Presidente dell’Associazione Culturale ArteAs). La mostra è già stata esposta in anteprima nazionale negli spazi della Villa San Michele – Fondazione Axel Munthe ad Anacapri nel luglio scorso, riscuotendo un considerevole successo di pubblico e critica.

L'esposizione, organizzata dalla Fondazione Axel Munthe Villa San Michele e dall’Associazione Culturale ArteAs di Maurizio Siniscalco e promossa dalla UERJ – Universidade do Estado do Rio de Janeiro, presenta opere fotografiche accomunate dal tema della “dignità" e prende ispirazione dal libro “Letters from a Mourning City”( in italiano La città dolente) di Axel Munthe. Ma, in realtà, le sue lettere-racconto sono anche qualcosa di più: nella Napoli di Munthe realtà e simbolo finiscono per coincidere e la città diventa spazio metaforico di una condizione umana dolente. «A questo spazio metaforico, a questo dolore diffuso - scrive Mario Franco nel catalogo della mostra - si ispirano le foto dei due artisti, molto diversi per età, temperamento, tecniche, provenienza geografica, estro creativo, ma uniti in questo omaggio ad Axel Munthe ed alla sua umanità solidale. Da un lato Salvino Campos, brasiliano e napoletano d'adozione, che porta nelle sue foto la luce del sud del mondo, la luce del Brasile, civiltà emergente ed energica, dolente nelle sue contraddizioni, ma giovane e vitale negli sguardi dei suoi bambini, nella loro voglia di affacciarsi al mondo. Dall'altro lato lo svedese Peter de Ru, olandese di nascita e svedese d'adozione, che illumina le sue foto con la luce fredda del Nord. L'angoscia, più ancora del dolore, caratterizza le sue opere, dove anche il sorriso sembra generato da una lotta interiore. Nell’uomo, sembra dirci il fotografo, questo stato dolente è perenne. E questo vale anche per le sue costruzioni sociali: tanto più sono evolute, tanto maggiore è l’angoscia per il loro futuro: tutta l'Europa è una civiltà ferita e malata. Il dolore di Salvino Campos è più fisico e concreto. Descrive la povertà, l'infermità, le condizioni determinate dalla crescente frammentazione dell’economia mondiale e l’iniqua distribuzione delle risorse economiche a Cuba, in Argentina, in Brasile. Una forte tensione anima i due fotografi, alla ricerca di un terreno d’intersezione tra esperienze convergenti nel descrivere il dolore e la speranza. La differenza tra queste immagini, tra la fotografia del Sud e quella del Nord, dovuta all'opposizione tra l'ispirazione del fotografo e i due ambiti culturali distinti, rende interessante la mostra e il confronto: veicola due diversi tipi di sapere e due diversi modi di vedere». La mostra che sarà visibile a Napoli sino al 16 settembre, verrà successivamente presentata a Rio de Janeiro (Brasile) alla Galleria “Cândido Portinari” della UERJ dal 17 ottobre al 21 novembre 2012. Tra gli enti patrocinanti, oltre ai Comuni di Napoli e di Anacapri, l'ambasciata d'Italia in Svezia, l'ambasciata d'Italia a Brasilia, il consolato svedese dell'Isola di Capri e la Cidade de Paraty.

titolo: “LA CITTÀ DOLENTE” di Axel Munthe
Interventi di Antonella di Nocera, assessore Cultura Comune di Napoli, Gerardo Marotta, presidente Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Katriona Munthe, nipote di Axel Munthe, Armida Parisi, giornalista

Mostra fotografica “LA CITTÀ DOLENTE” di Salvino Campos e Peter de Ru
a cura di Peter Cottino | Mario Franco | Maurizio Siniscalco

dove: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Palazzo Serra di Cassano 14, Napoli, dal 6 al 16 settembre 2012

orari: lun - venerdi 15.30/19.00; sabato 9.30/13.00( www.iisf.it; www.arteas.org)

 


Se non fosse diventato uno dei più grandi geni cinematografici del dopoguerra, forse sarebbe diventato un genio della fotografia.
Al Pan, palazzo delle arti di Napoli, da venerdì 13 luglio sino al 9 settembre 2012, saranno esposti i sorprendenti lavori fotografici di Stanley Kubrick, che a soli 17 anni viene assunto da Look Magazine, una fra le più note riviste U.S.A., per documentare la vita quotidiana nell’America dell’immediato dopoguerra, attraverso le storie di celebri personaggi come Rocky Graziano o Montgomery Clift, le inquadrature contraddittorie di una New York in corsa per diventare la nuova capitale mondiale, o della giovane borghesia universitaria della Columbia University.

Il progetto espositivo, patrocinato dal Comune di Napoli, sostenuto dall’assessorato alla Cultura e al Turismo e prodotto da GAmm Giunti in collaborazione con il Museum of the City of New York e per la prima volta in Italia con i Musées Royaux Des Beaux-Arts de Belgique, indaga un aspetto ancora poco esplorato del celebre regista di Lolita, Arancia Meccanica, Eyes Wide Shut: il suo stile nel fare fotografia, che rivela una precoce profondità umana, poi ritrovata nei suoi futuri capolavori di regia.
La mostra che si inaugura giovedì 12 luglio alle 18 è inoltre un’occasione per conoscere le radici della creatività di colui che sarebbe diventato un fotografo di prima grandezza, se non avesse improvvisamente lasciato il suo lavoro per girare il film “Paura e desiderio” (1953), primo lungometraggio di una straordinaria avventura da regista .

In esposizione negli spazi del PAN 168 fotografie, realizzate da Kubrick tra il 1945 e il 1950, stampate dai negativi originali conservati nella Look Magazine Collection del Museo di New York. Questo patrimonio fotografico fino a poco tempo fa era quasi sconosciuto, e se ne aveva traccia soltanto nelle illustrazioni degli articoli pubblicati su Look Magazine, da quando il giovane Kubrick ritrasse un edicolante affranto per la morte di Roosevelt il 26 giugno 1945. La foto affascinò così tanto Look Magazine che subito lo assunse come fotoreporter nella rivista ( aveva solo 17 anni !), pubblicando da quel momento tutti i suoi lavori fotografici.

Tra le opere in mostra si possono ammirare il ritratto dedicato al giovane attore Montgomery Clift, ripreso nel suo appartamento; il campione di boxe italo-americano Rocky Graziano, uomo dall’infanzia difficile e migrato oltreoceano, colto da Kubrick sotto la doccia, alla ricerca della sua anima più autentica, lontano dai riflettori. Riprendendo l'affascinante Betsy Furstenberg il regista-fotografo ci fa entrare nel mondo di una bellezza canonica d’altri tempi, simbolo della vita mondana newyorkese, contrapposta alla vita precaria dei piccoli lustrascarpe che si aggirano agli angoli delle strade di New York con il loro sguardo altrove, lontano dalle scarpe che lucidano. Spazio anche per gli artisti del circo, con i loro retroscena, e per il genere poliziesco come in Crimini, dove Kubrick testimonia l’arresto di due malviventi seguendo le strategie dei poliziotti fino all’avvenuta cattura, e lasciando intravedere la vena indagatrice dell’occhio del futuro regista. Negli scatti della Columbia University, il giovane osserva dietro l’obiettivo il luogo d’élite dove l’America formava la classe dirigente del futuro.

Un'eruzione di biciclette invaderà  la città di Napoli il prossimo weekend. Torna 'A Critichella- Critical Mass del Mediterraneo, terza edizione della coloratissima manifestazione destinata agli appassionati delle due ruote che si svolge una volta l'anno per le vie cittadine. Da sabato 9 a domenica 10 giugno sino a tarda serata tantissime bici porteranno il messaggio positivo della... massa in un lento giro per la città.

Un evento che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo, un raduno "pseudo-casuale" dei mezzi a pedali (ma anche tricicli, monocicli, pattini...) che, raggiungendo appunto la massa critica, invade le strade formando un traffico diverso da quello abituale, un traffico colorato, gioioso, stravagante, divertente e che non inquina. Il tutto ha lo scopo di accendere i riflettori sui temi della mobilità alternativa e sostenibile.

La Massa Critica ( www.criticalmassnapoli.it)  si mobilita per un uso intelligente dei mezzi di trasporto, si riprende le strade rubate dalle auto, ridando ALLE PERSONE un luogo sicuro e silenzioso per camminare, giocare, pedalare, pensare, guardare, sostare, incontrare gente, in poche parole, crescere come individuo e come collettività. Una Napoli, che come tutte le grandi città occidentali può ripensarsi e quindi riconvertirsi in una città ecologica, rinnovabile, ma sopratutto più umana ed abitabile...insomma a misura d'uomo e sopratutto di bambino.......in cui usare una bicicletta, farsi una sana pedalata non sia più un impresa difficile o da sognare...a volte basta solo pensarci un attimo.

Pedalare è anche un modo per ri-trovare una Napoli più bella, recuperando libertà e relazioni in sella al mezzo energeticamente più efficiente ed il meno inquinante che esista. Critical Mass Napoli ( tiene a precisarlo) non ha capi né organizzatori. Se siete d'accordo con i suoi princìpi basterà solamente saltare in sella e unirsi alla massa....A partire da sabato 9 giugno con cicloraduno, alle ore 15, in piazza del Gesù, in serata dalle 19 alle 20 Festa al Parco Robinson ( in viale Kennedy a Fuorigrotta): si mangia, si beve e si ascolta musica. Mentre domenica 10 giugno ciclocontrentramento alle ore 11 in Piazzale Tecchio( nei pressi della fermata Cumana), si prosegue a ruota ....sino alle 23.

Se volete partecipare ma non avete la bici.....nessun problema, ve la prestano loro gratis!! (per prenotazioni basterà inviare per tempo una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; per info e contatti www.criticalmassnapoli.it; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Buona pedalata!

L'oro giallo di Italia torna a Città del gusto. In occasione dell’uscita della guida Oli d’Italia - Gambero Rosso 2012, realizzata in collaborazione con Unaprol, Città del gusto Napoli propone al pubblico, giovedì 7 giugno, a partire dalle 19, una Grande Degustazione!

Per il secondo anno consecutivo nello splendido scenario della Terrazza sul mare, l'Italia dell'olio sarà protagonista di una serata pensata per gli appassionati della cucina di qualità e dell'arte gastronomica italiana.

L'evento sarà animato dalle suggestioni musicali di Radio Yacht Sunsation; saranno in degustazione i migliori oli extravergine italiani segnalati in guida;  le 5 tipologie di pani speciali prodotti da "I Sapori della Tradizione"; i golosi finger food pensati, come abbinamento agli oli, dagli chef Gambero Rosso di Città del gusto Napoli; i bocconcini di mozzarella del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop.

E alle 23.00 una spaghettata gourmet: aglio, olio e la Pasta di Gragnano di Coretti Specialità.

Nel corso della manifestazione sarà anche possibile prenotarsi per un corso dedicato alle tecniche di degustazione degli oli.

Un evento innovativo e originale, una manifestazione tutta da gustare, volta a valorizzare il meglio della produzione olivicola italiana, che da sempre ha un ruolo fondamentale nella cucina e nella tradizione gastronomica del nostro paese; una serata nata per avvicinare il grande pubblico ad un mondo, quale quello degli oli, tanto vicino quanto sconosciuto. E' consigliabile prenotarsi.

prezzo della degustazione € 18,00, abbonati speciali € 15,00
info e prenotazioni :
Citta del gusto Napoli -Via Coroglio 104

tel 081.19808900/902
eventi.na@cittàdelgusto.it
www.gamberosso.it

 

Si celebra domani, sabato 26 maggio, alle ore 10,30 nel Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli, l’edizione 2012 del Premio Elsa Morante Ragazzi. La giuria, presieduta da Dacia Maraini, è composta da Francesco Cevasco, Vincenzo Colimoro, Maurizio Costanzo, David Morante, Paolo Ruffini, Emanuele Trevi, Teresa Triscari e Tjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione).

Con loro i tre vincitori, tra i quali una giuria di studenti eleggerà il super-vincitore: Teresa Buongiorno, nota firma della letteratura per ragazzi e il suo accattivante "Giovanna D'Arco, la ragazza dal vestito rosso" (Salani), lo scrittore americano Peter Cameron ed il suo intenso "Questo dolore un giorno ti sarà utile" (Adelphi), e Cecilia D’Elia con l’istruttivo e vivace “Nina e i diritti delle donne” (Sinnos).

Sul palco del Morante anche gli operatori del carcere minorile di Nisida che, coordinati da Maria Franco, premieranno il vincitore della sezione speciale Morante-Nisida- Roberto Dinacci l’ironico e iperrealista “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli” di Antonio Menna (edito da Sperling & Kupfer).

In apertura la musica e le parole del raffinato ed istrionico cantautore Giovanni Block. Mentre David Morante leggerà brani da “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante, che, nel 2012, avrebbe compiuto cento anni.

Ispirate al corallo, simbolo del Premio, le straordinarie sculture di Gennaro Sardella, artista onirico, creatore di sensazionali chimere.

Alle 16,30, sempre nella splendida cornice del Teatrino di Corte, sarà la volta del cinema. Verrà infatti proiettato il film tratto dal libro di Cameron e girato a New York dal regista Roberto Faenza, già insignito Premio Elsa Morante Cinema Bratislava. Accanto a lui la produttrice Elda Ferri, alcuni membri della giuria ed i premiati dibatteranno sui passaggi da libri a film. Tra le autorità in sala sarà presente il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, Louis Godart, Consigliere Culturale della Presidenza della Repubblica, il Soprintendente Stefano Gizzi, la Direttrice di Palazzo Reale Gina Ascione, il Commissario della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia,Lidia Genovese, il Direttore della Biblioteca Nazionale Mauro Giancaspro,il Direttore dell’Istituto di pena minorile di Nisida, Gianluca Guida, e tanti altri.

La manifestazione, coordinata da Iki Notarbartolo, curata nella comunicazione da Gilda Notarbartolo, e nell’immagine da Luca Maiorano, è organizzata dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante in collaborazione con il Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura, con la Soprintendenza di Palazzo Reale, la Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia e la Biblioteca Nazionale.

(ingresso libero, per le manifestazioni del mattino e del pomeriggio, fino ad esaurimento posti)

Prenotazioni 3332222632; info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

" ..Scrivo che tu sei bella, Scrivo che tutto è accolto Sul grazïoso volto De' vezzi il roseo stuol. Scrivo che i tuoi dolci occhi Vibran soave foco, Scrivo.... Ma questo è poco Per sì gentil beltà. Chi mai potria le grazie Spiegar di quei colori, Ove si stan gli Amori Come sul loro altar? Dir altro io mai non seppi So non che tanto sei Vezzosa agli occhi miei Ch'altra non sanno amar".

Versi che appartengono ad uno dei grandi 'Spiriti' della nostra storia. Colui che influenzato dal sublime amò l'amore, la patria, la natura nella sua espressione selvaggia, la Grecia classica e l'antagonismo omerico. Colui che incarnò tempestivamente l'ideale ottocentesco del poeta, incline fatalmente all'eroismo e alla trasgressione ("bello di fama e di sventura"), passionale e ribelle nella vita amorosa come in quella patriottica e civile: Ugo Foscolo a cui i ragazzi della IV B del liceo scientifico G. Mazzini di Napoli hanno destinato la loro ricerca “Dai banchi alle stelle, inseguendo un poeta” nato dal progetto didattico “Passeggerò sopra le stelle” finalizzato all’analisi del profilo intellettuale del letterato.

Coordinato dalla loro docente, Armida Parisi, il progetto ha portato gli studenti nel corso dell'anno alla stesura di cinque micro-saggi, che approfondiscono vari aspetti della produzione foscoliana con i contributi scritti di Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Pasquale Sabbatino, docente di letteratura italiana presso la Federico II e la prefazione di Pasquale Malva, dirigente scolastico del Mazzini. 

"Dai banchi alle stelle”, però, interessa non solo per lo studio del poeta, ma anche per la capacità degli alunni di dimostrare un impegno collettivo serio, affrontato con entusiasmo e spirito di gruppo.
Non senza però un tocco di freschezza, per via della loro giovane età, come appare nei ringraziamenti della “Presentazione” scritta da uno degli studenti: “Vogliamo ringraziare: il signor Ugo Foscolo per averci permesso, con la sua arte, di realizzare quest’opera; la nostra professoressa, per averci dato quest’opportunità e per averci sopportato oltre l’orario scolastico; e infine tutti gli autori dell’opera, per la pazienza che li ha portati a innumerevoli ore di studio”.

Il volume, edito dalla Photocity.it, verrà presentato mercoledì 23 maggio, alle 16.30, nella Sala Rari della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, in piazza Trieste e Trento. Coordina Mauro Giancaspro, saluti dii Pasquale Malva ed interventi  a cura di Pasquale Sabbatino e di Annamaria Palmieri, assessore comunale all'Istruzione. Letture del poeta e scrittore Arnolfo Petri.

titolo: " Dai banchi alle stelle, inseguendo un poeta: Ugo Foscolo in cinque saggi"

quando: mercoled' 23 maggio 2012, ore 16.30

dove: Sala Rari, Biblioteca Nazionale Vitt. Emanuele III, piazza Trieste e Trento, Napoli

di Riccardo Rosi

Un centenario all'insegna dell'amarcord quello che si celebra domani, 19 maggio, “Al blu di Prussia” in via Filangieri dove verrà inaugurata alle 17.30 la mostra curata da Mario Pellegrino e Mauro Iorio per celebrare i cento anni di Palazzo Mannajuolo. Mentre nel corso della mattinata alle 11.30 si svolgerà un incontro a cui parteciperanno tutti gli autori che hanno contribuito al volume "Palazzo Mannajuolo, Cento anni di architettura, arte e cultura" edito dalla Paparo  con il coordinamento di chi scrive. Cent’anni di un palazzo, dunque, e in una città come Napoli dalla storia millenaria dove molti dei suoi edifici contano agevomente su quattro o cinque secoli di storia. Ma trattandosi di Palazzo Mannajuolo, non sono cent’anni di solitudine, per così dire, ma un «secolo breve» vissuto intensamente lungo la riva urbana di Via Filangieri grazie ai positivi riverberi che ha esercitato sul contesto urbano circostante e alla attività di questa illustre famiglia di professionisti, imprenditori, mecenati e cultori dell’arte che hanno svolto un ruolo di primo piano nella vita culturale napoletana dell’ultimo secolo. Palazzo Mannajuolo è l’acuto che l’architetto piacentino Giulio Ulisse Arata raggiunge in un ambito in cui la sua impronta d’architetto è dominante grazie ad alcuni splendidi edifici disseminati tra la stessa via Filangieri, Piazza Amedeo e Parco Margherita. Corpus di opere tanto più affascinante quanto in qualche modo «rinnegato» dallo stesso autore che parve associarsi all’accorato appello gaddiano «…per favore, mi lasci nell’ombra…» stendendo su di esse un velo d’oblio.

Nella mostra e nella pubblicazione il Palazzo reciterà da prim’attore attraverso analisi e saggi d’impronta accademica ma anche nelle fantasiose rievocazioni della belle epoque e dei fermenti culturali che contribuirono alla rinascita napoletana del secondo dopoguerra. L’occasione, tuttavia, è anche quella di valorizzare la produzione progettuale di Giuseppe, Ugo e Riccardo Mannajuolo in parte nota, in parte - fino ad oggi - rimasta nella penombra di un archivio. Un’attività professionale ed imprenditoriale che ci riporta, attraverso il raffinato gusto d’antan delle prospettive, ad una stagione pionieristica dove a prevalere era l’immaginazione del futuro, la corsa verso nuove avventure professionali, la prefigurazione di utopie di trasformazione urbana.

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NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni ed ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli.

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L’Associazione Amici degli Archivi Onlus è stata istituita con atto notarile nel 2000 ed ha come scopo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Associazione è presieduta da Giulio Raimondi, già direttore del Grande Archivio di Napoli e Sovrintendente Archivistico per la Campania.

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Lucio e Mariolina Mirra
Teatro Diana e Teatro delle Palme in Napoli.

Libreria Neapolis
di Annamaria Cirillo, Libreria Napoletana Via San Gregorio Armeno, 4 Napoli.

Al Blu di Prussia
L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.

Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.

Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.

Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.

Palazzo Reale Napoli
Palazzo Reale di Napoli

Soprintendenza Archivistica per la Campania
Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
Presidente Dott.ssa Maria Luisa Storchi

Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34

Associazione No Comment
L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.