Giovedì 24 Novembre 2011 17:09

Luoghi e memorie, storie di legami - Al Pan apertura dell'anno sociale di Incontri Napoletani

di Riccardo Rosi

“Il Luogo come Memoria” l’incontro- dibattito curato da Nicola Pagliara e Massimo Rosi, con l’intervento di Francesco D’Episcopo e di Pasquale Esposito in veste di moderatore, ha aperto nei giorni scorsi al PAN, l’anno sociale di Incontri Napoletani, l’associazione culturale presieduta da Tina Giordano Alario.
Nell’affollata sala i relatori hanno condotto un pubblico attento ed affascinato lungo i percorsi della memoria di luoghi reali o immaginari dell’architettura e della poesia, ma anche lungo i cardini e i decumani della città antica, fulcro della memoria collettiva.
Il luogo come memoria, dunque, ma anche la memoria dei luoghi o la memoria stessa come luogo se è vero che Jacques Lacan, capovolgendo il cogito cartesiano, definiva l’inconscio, abisso delle memorie perdute, come il fondo autentico dell’essere: “Penso là dove non sono…ovvero penso a ciò che sono là dove non penso di pensare”.
La storia dei luoghi ha occupato un peso progressivamente crescente, a volte persino ingombrante, da quando il dibattito architettonico contemporaneo si è liberato dal dominio di una modernità arida e meccanicistica fatta di algoritmi e diagrammi funzionali.
E, allora, il luogo come memoria per Massimo Rosi non può che essere quello delle infinite trame e stratificazioni della storia: il centro antico di Napoli. “ Un rifugio - spiega l’architetto - dove Benedetto Croce amava ritrovare i confortevoli segni dell’appartenenza ma, dove memoria e identità che sono specchio l’una dell’altra, possono anche, incredibilmente, sfuggire e smarrirsi”. Ed è proprio Rosi a guidarci lungo le tarsie dei lapicidi alla riscoperta di portali, bifore e cornici delle fabbriche del Regno di Napoli, testimonianze di una memoria perduta e di un’identità da ricostruire. In questo caso, la storia solo apparentemente minore del Rinascimento Meridionale come espressione culturale originale ed autoctona da sottrarre all’oblio della storiografia dominante.
Luoghi e memorie che devono ritrovare la loro giusta collocazione in una rinascita della consapevolezza collettiva della nostra storia passata e recente.

La memoria è tema inevitabile nella letteratura, potremmo dire, forse, che è la letteratura stessa. 
E gli esempi sarebbero virtualmente infiniti: dagli epici racconti d’Omero, alle ricordanze leopardiane fino alla dimessa evocazione di Attilio Bertolucci, il maestro della reverié: “A Bologna, alla Fontanina, un cameriere furbo e liso aprì per noi una porticina…” .
Francesco d’Episcopo descrive con accenti appassionati come quella napoletana sia anche la letteratura dell’appartenenza al luogo. Vicende intrise di  luci, umori, odori su cui si stagliano le immagini di luoghi della città e di uomini che difficilmente riescono a separarsi da essa.
Dal Di Giacomo del Pianefforte e’ notte, le cui note si perdono lungo lo spazio del vicolo - ricorda D’Episcopo - alla Scala a S.Potito di Luigi Incoronato, per arrivare, in anni più recenti, ad Ermanno Rea, alla Via Gemito di Domenico Starnone, ai racconti di  Erri De Luca.
Uno scenario di case, strade, piazze che si trasfigurano nel luogo etereo del cielo napoletano dalla “luce gridata a perdifiato” - per dirla con Leonardo Sinisgalli - quella che pervade l’anelata e ormai proverbiale “bella giornata” di Raffaele La Capria.
Chi conosce Nicola Pagliara non può sorprendersi quando il noto architetto afferma: “Il luogo dell’immaginario è la fonte della nostra capacità di elaborare memoria. Dal momento che la “creatività” si basa sulla possibilità di ricordare e di manipolare i ricordi, trasformandoli in nuove realtà”. L’opera di Pagliara, in difficile equilibrio tra passione mediterranea ed etica del lavoro mitteleuropea è un percorso originalissimo e suggestivo lungo le tracce dei maestri dell’architettura di quello straordinario periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento. I protagonisti di una stagione in cui il “mestiere” era anche quello di creare suggestioni che l’età del funzionalismo ha liquidato come residui sentimentalistici e “borghesi”.
Ma la possibilità e la manipolazione del ricordo diventa l’abilità di comporre nuovamente, perché nulla si crea e nulla si distrugge, ammonisce Pagliara, ma tutto nelle mani dell’architetto si reinventa continuamente. E così, nell’opera di Nicola Pagliara, non le citazioni ma la proiezione delle memorie di maestri come Sullivan, Wright, Wagner, Horta, Hoffman, rivivono in una lingua nuova. Originale.
“Tuttavia la memoria - aggiunge al termine di un incontro che estasia il pubblico - è anche nostalgia, da cui nessuno è immune e la letteratura, l’arte, il cinema, la stessa architettura ci aiutano a capire questo nostro bisogno di avere “luoghi” e di poterci confrontare con loro”. Ed è così che il progetto di un albergo può diventare nelle mani dell’architetto un transatlantico pronto a salpare dal lungomare di Salerno all’inseguimento del Rex di Fellini, un’onirica apparizione tra le nebbie del ricordo.

 

 

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L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.

Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.

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L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.

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Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.

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La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.

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Palazzo Reale di Napoli

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Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34

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L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.