Gran folla ed un pizzico di emozione nei locali dell’antica Ruota dell’Annunziata a Forcella, la madre di gran parte degli Esposti di Napoli e del Meridione, dove alla presenza dell’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, Antonella Di Nocera, giovedì 22 dicembre, a pochi giorni dal Natale, è stata apposta una targa in ricordo del restauro promosso e finanziato nel 1999 da Incontri Napoletani; un restauro che grazie alla collaborazione della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio ha permesso il recupero anche dell’ambiente che ospita tuttora il manufatto ligneo.
Un piccolo locale di appena pochi metri quadri, con un pavimento geometrico settecentesco ed un lavabo in marmo bianco dove i bambini abbandonati, i figli della Madonna, ricevevano le prime cure prima della sistemazione nel brefotrofio di prorietà comunale, chiuso nel 1980. Entrambi, oggetto e locale, non hanno alcuna valenza artistica, ma riescono a coinvolgere emotivamente forse più di un’opera d’arte. “Napoli è anche la “Ruota” e qui sono racchiusi cinque secoli di storia cittadina; ricordarlo, è anche un monito quanto mai opportuno sull’infanzia abbandonata” ha ribadito la Di Nocera nel corso dell’evento al quale hanno partecipato alcune esponenti del Comitato per il diritto alla conoscenza delle origini biologiche sorto nel 2009 e diretto da Anna Arecchia con l’intento di modificare l’art. 28 della legge 84/1983 che vieta ai figli adottivi non riconosciuti alla nascita dalla madre di accedere alle informazioni sulle proprie origini per 100 anni. “Una legge iniqua che ci impedisce di far luce su una zona senza ricordi e senza storia rendendoci eternamente incompleti e destinati a morire senza aver avuto piena cognizione di noi stessi” confessa Maria Virginia Volpe, una Figlia dell’Annunziata, adottata all’età di 4 anni, ancora alla ricerca di una parte di sé. Contro questa diseguaglianza civile il Comitato si sta battendo su più fronti affinché anche l’Italia - recependo le direttive della Comunità Europea - si allinei alle più avanzate normative del resto del mondo.
Dopo l’apposizione della targa, l’assessore Di Nocera ha fatto visita all’antica basilica della SS. Annunziata progettata dal Vanvitelli dove Incontri Napoletani poco meno di tre anni fa ha recuperato altri due pregevoli manufatti: il portale della Cappella del Tesoro e l’antico Ciborio a base ottagonale mistilinea progettato da Cosimo Fanzago. Due esempi notevoli dell’arte del commesso marmoreo a Napoli nei primi anni del Seicento, entrambi risparmiati dall’incendio che divampò nella navata della chiesa il 24 gennaio del 1757. Alla cerimonia erano presenti tra gli altri Ida Maietta della Sovrintendenza speciale per il Polo Museale della Città di Napoli, responsabile dei lavori di recupero dell’antica Rota, il presidente del Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo, Antonio Pariante, l’arch. Vincenzo Giunta, l’avv. Emilio Cesare, la storica dell’arte Mimma Sardella, il giornalista Pasquale Esposito e la moglie Gabriella Marotta, i soci fondatori di Incontri Napoletani tra cui Rosa Del Genio Carelli e Rosetta Rossi Lando, la restauratrice Giovanna Izzo Sampaolesi, Bona Mustilli Mc Leod.
Sulla storia e le alterne vicende dell’ex brefotrofio dell’Annunziata sarà realizzato l’anno prossimo un documentario ideato da Incontri Napoletani e l’associazione culturale No Comment presieduta dal fotoreporter Antonio Alfano.
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