Un decreto del 1793 aveva imposto che fossero chiamati 'orfanelli o figli della patria' allo scopo di risollevarne le tristi condizioni.
Nel 1789 erano qurantamila in tutta la Francia, nel 1810 già ottantamila: il governo dovette quindi correre ai ripari e stabilì che in ogni circondario vi fosse un ospizio destinato a riceverli con l'uso di una 'Ruota'. Inseriva le spese delle nutrici e delle pensioni fra le spese pubbliche, concedeva ai parenti il diritto di ritirare i loro figli a condizione però di pagare, essendone in grado, quanto da loro causato e puniva severeamente chi faceva 'abitualmente trasporto di fanciulli esposti agli ospizi'.
Ma nonostante questa ferrea legge, ci fu un aumento notevole degli abbandoni con un indice di mortalità pari all'80 per cento; tant'è che Thomas Malthus, l'economista anglicano noto per le sue teorie blasfeme sui problemi sociali, disse all'epoca che per ' arrestare il movimento progressivo delle popolazioni ed eliminare gli individui non necessari alla società, nulla di meglio avrebbesi potuto fare che raddoppiare le case degli esposti' e Dellessert voleva che poi sulla porta di questi istituti fosse scritto ' qui si fanno morire gli infanti a spese del pubblico denaro'.
Fu nel 1834 che in Francia si iniziarono a chiudere le ruote, sostituendole con una serie di ospizi detti 'depositi' e si abolirono in via definitiva nel 1853; l'accettazione dei bambini avveniva, come accadde in seguito nel brefotrofio dell'Annunziata a Napoli, tramite 'gli uffici di consegna' e i funzionari potevano fare, a scopo amministrativo ed in rigoroso segreto, indagini sulle madri per stabilire domicilio, stato civile e condizioni economiche.
Era vietata invece la ricerca sulla paternità.
Dal 1875 con la legge Roussel tutti i bambini al di sotto di due anni affidati alle nutrici 'mercenarie', erano sottoposti alla tutela di speciali commissioni locali di vigilanza e sempre per aiutare la maternità indigente, si crearono i 'creches', gli antesignani dei nostri asili-nido. A Londra, il ministro Addison proponeva nel 1713 la fondazione di un 'asilo' che ospitasse i trovatelli sempre più numerosi nei quartieri poveri e malfamati di Londra; solamente venti anni dopo ci riuscì Tommaso Coram, il quale, con l'aiuto di scrittori ed artisti del tempo, ebbe alla fine il suo 'asilo', noto sopratutto per le splendide pitture che ne decoravano le sale.L'istituto poteva contenere solo 400 trovatelli, che divennero mille alla metà del Settecento, seimila pochi anni dopo. Allora il Parlamento inglese, notevolmente spaventato da questi numeri e risultati, intervenne stabilendo che il mantenimento degli indigenti spettasse alle parrocchie.
Non si conosceva in Inghilterra il sistema della ruota nè tanto meno l'ammissione di ufficio e, prima di accettare un esposto, la parrocchia faceva ricerche per scoprire i genitori; trovata la madre, ' se maritata, le si rimandava il figlio, se nubile doveva dichiarare il complice del suo fallo'. Dal 1872 venne ammessa la ricerca della paternità.
A Madrid, in Spagna, c'era la 'rueda de los pobres': un decreto di Carlo III nel 1794 ordinava che tutti i trovatelli senza padre fossero considerati legittimi e ammessi agli uffici pubblici ; erano puniti severamente quelli che li chiamavano 'bastardos' cioè i figli della colpa. Ogni capoluogo di provincia, come in Italia, doveva avere asili per fanciulli bisognosi, le ammissioni erano fatte tramite la ruota. Ogni bambino era trascritto in un registro-matricole e veniva affidato a nutrici interne o balie di campagna. Anche in Spagna, la Casa reale dei Borbone accentrava nelle sue mani la vigilanza e la tutela dei luoghi pii destinati all'infanzia.
L'Ospizio dei trovatelli di Madrid teneva in allevamento comune i bimbi di entrambi i sessi sino ai sette anni, poi li divideva e li inviava nel Collegio dei Rejetti per i maschi e l'Ospizio della Pace per le femmine. Sull'esempio e sull'immagine di Madrid, Carlo III prima e poi suo figlio Ferdinando IV, disposero alla fine del Settecento a Napoli l'ordinamento dell'Albergo dei POveri e dell'istituto dell'Annunziata. In effetti la Spagna assieme all'Italia e alla Grecia, era l'unica nazione in cui non fossero state ancora aboliote le ruote nell'ultimo ventennio dell'Ottocento ed una delle poche al pari dell'Italia che non avesse una legge organica sul servizio degli esposti. A Vienna c'era il grande istituto fondato da Giuseppe I d'Asburgo nel 1784. Vi erano ammessi i bimbi a pagamento, l'ammissione gratuita si verificava solo per i neonati trovati per la strada o figli di genitori poveri o quando le madri accettavano di fare da nutrici per quattro mesi nell'ospizio che manteneva i fanciulli sino ai sei anni poi li restituiva. Era ammessa la ricerca della paternità e, quando non si potevano rintracciare i genitori, i piccoli venivano ricoverati in istituti che risultavano ' una via di mezzo fra brefotrofio ed orfanatrofio'.
In Portogallo, la città di Lisbona provvedeva ai suoi trovatelli attraverso la Ruota della Misericordia, un istituto sovvenzionato dallo Stato e controllato dai suoi ispettori. Per un certo periodo non rientrò nel decreto del 1867, con il quale si erano abolite le ruote presenti in tutte le altre province portoghesi.
Anche a Bruxelles, in Belgio, vigeva il sistema delle ruote, soppresse a partire dal 1847: l'ultima, quella di Anversa, fu chiusa nel 1860. Lo stato ed il comune nel quale era stato trovato il bambino ' esposto' cioè abbandonato, si dividevano le spese di mantenimento ed assistenza ai trovatelli. Ad Amsterdam invece, in Olanda, chi trovava un neonato, era obbligato a farne la dichiarazione all'ufficio dello Stato Civile del luogo di ritrovamento, indicare e mostrare vestiti o qualsiasi opggetto trovato con il bambino, descrivere dettagliatamente tutte le circostanze: l'ora, il giorno, il luogo e via dicendo. Di tutto ciò si faceva un verbale scritto in cui si annotava anche il nome dato al trovatello, quello dell'ospizio dove era inviato oppure della persona alla quale era affidato. Questo per favorire gli eventuali riconoscimenti da parte di uno o entrambi i genitori. A Zurigo e nei cantoni protestanti della Svizzera, generalmente gli illegittimi stavano con la madre, la quale era obbligata a riconoscerli e aveva facoltà di chiedere un contributo dal padre per il mantenimento del figlio.
In Germania tranne che nelle province della Renania, era ammessa la ricerca della paternità e la madre del figlio naturale doveva obbligatoriamente dare il suo nome al nascituro. Non si conosceva la Ruota e non esistevano brefotrofi. Il mantenimento dei bimbi illegittimi era a carico della madre o del padre oppure di qualche parente più prossimo. Se i genitori erano veramente poveri, le spese del trovatello gravavano su confraternite o particolari opere di assistenza.
Oltreoceano, in Canada, gli istituti di accoglienza per i bambini, si chiamavano, come tuttora, 'nursery': la mamma andava a deporre il suo bambino e dava all'impiegato di turno, tutti i 'ragguagli necessari che in seguito le avrebbero permesso di ritirarlo'. Non si conosceva chiaramente il sistema delle ruote, tipicamente europeo, ma c'erano tuttavia istituti capaci di mantenere quel rapporto necessario, vitale tra madre naturale e figlio anche quando le condizioni sociali ed economiche non lo consentivano.
In poche parole si adottò meno zelo religioso, quanto piuttosto un'assistenza intesa come 'dovere sociale, perchè, se vogliamo usare le parole di De Crescenzio - governatore e riformatore della Santa Casa dell'Annunziata di Napoli nel 1875 - 'i brefotrofi non erano affatto un gran bene per la società, bensì un'opera di carità malintesa che attraverso il sistema dei torni ( cupe e perfide macchinette lignee) assicurava, per causa del segreto con cui si circondava, l'impunità agli autori dell'esposizione abituale e di quello dei legittimi' perpetuando così un 'ceto di uomini e donne senza nome nè patria'.
Difatti nei paesi in cui era stata abolita sin dall'inizio la Ruota o non era mai stata adottata come sistema di accettazione, si tentava di responsabilizzare la donna nei confronti della sua maternità non desiderata, a non emarginarla, aiutandola anche economicamente nel suo percorso di riabilitazione morale. Mentre al bambino si offrivano tutti gli elementi per acquisire uno stato sociale e giuridico - ad esempio attraverso la ricerca della paternità - che attenuasse il suo disagio iniziale e ne favorisse il suo inserimento nella società.
Il risultato fu che la percentuale dei bambini abbandonati in questi paesi era di un esposto su 1500-1800 abitanti.
In Italia, dove la questione dell'infanzia abbandonata venne più a lungo dibattuta, sin oltre i primi del secolo scorso, il rapporto era di uno su cinquecento abitanti. Un esercito di bimbi senza nome ed odore.
*L'argomento è tratto dal libro "La Rota degli Esposti" a cura di Patrizia Giordano,Altrastampa edizioni, III ristampa Napoli 2004 - Foto Archivio storico dell'Annunziata, Via Annunziata n.15 - Napoli
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