Storie di amore e morte nel Palazzo San Severo

di Francesco D’Episcopo*

Già in una pubblicazione, edita a cura di Incontri Napoletani, volli richiamare l’attenzione su quello che si volle indicare come un palazzo-città: la dimora del principe di San Severo, Giovan Francesco del Sangro. Nel racconto della sua lunga storia, un episodio certamente balza con estrema efficacia ed evidenza, a tal punto da avere il sapore grottesco di un noir dei nostri tempi: il duplice delitto passionale che, all’interno delle segrete stanze del palazzo, in piazza San Domenico Maggiore, Carlo Gesualdo, rappresentante di una delle più nobili famiglie della città, musicista madrigalista di fama internazionale, compì della moglie Maria d’Avalos e dell’amante, Fabrizio Carafa, considerato il più bel cavaliere del Regno. Il duplice omicidio si consumò nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 1590.

Il matrimonio era stato celebrato il 28 aprile 1586, quindi solo quattro anni prima, nella chiesa di San Domenico Maggiore. Maria d’Avalos, reduce da due vedovanze, quella di Federico Carafa dei marchesi di San Lucido e l’altra del marchese di Giulianova, Alfonso Gioeni, era considerata una delle donne più belle della città, come, del resto, in ambito maschile, il suo giovane amante. Quest’ultimo fu ucciso, all’ingresso del talamo coniugale, da due colpi di arma da fuoco mentre Maria fu sgozzata e colpita più volte da un’arma da taglio. I corpi dei due amanti erano stati poi esposti al pubblico ludibrio lungo le scale d’ingresso del nobile palazzo. I delitti d’onore non erano rari nel Regno di Napoli, con modalità generalmente violente, ma questo duplice assassinio divenne certamente il più celebre e varcò i confini del Regno stesso, per le caratteristiche criminali, per l’autorità delle nobilissime famiglie coinvolte, ma anche, e soprattutto, per un’aneddotica, che ricevé una ciclica consacrazione letteraria da parte di autori del tempo ed oltre, i quali alla vicenda d’amore e di morte dedicarono pagine degne di essere, seppure rapidamente, ricordate. Torquato Tasso aveva celebrato in versi, carichi di referenti astrologici e mitologici, l’incomparabile bellezza, esteriore e interiore, di Maria D’Avalos, in vari componimenti: Questa del puro ciel felice imago, Era sparsa la gloria e ‘l chiaro grido, e non aveva trascurato di esaltare la nascita di Emanuele, figlio di Maria d’Avalos e Carlo Gesualdo, in Lieto presagio di leggiadra vista. Il rapporto di devozione del poeta nei confronti di Carlo è, dunque, documentato da una fitta serie di Rime, che vanno oltre lo stesso matrimonio con Maria d’Avalos, per coinvolgere, dopo l’atroce fatto, il nuovo legame nuziale che lo unì a Eleonora d’Este, testimoniato dalla canzone Lascia, o figlio d’Urania, il bel Parnaso. Il rapporto tra il poeta e il musicista fu intenso, nel segno di una collaborazione, che avrebbe prodotto risultati degni di particolare rilievo, soprattutto in quel genere madrigalesco, di cui Tasso e Gesualdo furono maestri. Basti citare i ben trentasei madrigali, che Carlo richiese espressamente a Torquato nel 1592, due anni dopo l’efferato delitto. Quest’ultimo riceve piena consacrazione letteraria nel sonetto Alme leggiadre a meraviglia e belle, che accompagnava una lettera sul tragico evento, dell’11 novembre 1590, quasi un mese dopo il suo compimento. Il riferimento, quasi inevitabile, all’autorevole episodio dantesco di Paolo e Francesca, com’è stato ben notato, viene nel componimento successivo in qualche modo ribaltato dal suo sensibilissimo e acutissimo autore, il quale non solo assolve i due amanti, ma proietta addirittura la loro vicenda sullo schermo di un’apoteosi amorosa. L’Inferno di Dante, insomma, si trasforma nel Paradiso di Tasso, il quale conferma il forte abbandono nei confronti di un Amore, che non conosce confini e convenzioni e che, pur risentendo dell’ineliminabile influsso astrologico, si espande in tutta la sua bellezza e compiacenza. Altri due sonetti: Piangete, o Grazie, e voi piangete o Amori e Poiché d’un cor due amiche amanti voglie, confermano lo spazio metaforico e mitologico, che il poeta costruisce sul tragico evento, nel nome di un Amore, ancora una volta costretto a misurarsi con il suo classico e complice referente, la Morte, che su di esso trionfa. Sulla linea del Tasso, si muovono altri rimatori, sempre più invaghiti della concettosità barocca che la terribile vicenda mostrava di evocare. Giulio Cesare Capaccio, in Notte che infausta il tenebroso orrore, non può così fare a meno di criticare negativamente la violenza criminale di Carlo, il quale provocò << l’Inferno ove era il Paradiso >>, mentre Giovan Battista Marino non può non soffermarsi su quel Paradiso di sonno, che diventerà morte, in “Oscura notte, il nero vel disteso, traea per l’aria in tenebroso orrore, e di sudore amoroso, condannato a trasformarsi tragicamente in rosso sangue, in De’ congressi già stanchi in grembo accolti. La storia dei due amanti, sorpresi in adulterio e violentemente trucidati, si impresse nell’immaginario collettivo di una città, nata per raccontare, tra mito e realtà, se stessa. I suoi scrittori continuarono ad essere fortemente impressionati da questa vicenda di amore e morte, tra questi piace ricordare Alberto Consiglio, che alla vicenda dedicò il suo dramma Gesualdo ovvero assassinio a cinque voci. La “storia” non restò nei confini della città e del Regno, ma fu adottata anche da autori stranieri, come Anatole France, che, ne Les Puits de Sainte Claire, dedicò all’episodio un significativo spazio memoriale. Piazza San Domenico Maggiore, con la sua storica chiesa; Palazzo San Severo, con la sua nobile severità, la guglia, simbolo avvincente di una religiosità popolare intrisa d’antiche memorie pagane. Luoghi che continuano a tramandare l’immagine di una città, che, tra pubblico e privato, tra sacro e profano, sperimenta la sua vocazione ad una natura esuberante, che si fa cultura, attraverso spericolate mediazioni, che la letteratura napoletana ed europea ciclicamente documentano

“ Storie di amore e sangue nel Palazzo Sansevero” di Francesco D’Episcopo tratto dal libro associativo” 15 anni +1 di Incontri Napoletani”, Napoli, dicembre 2008.

*Docente di Letteratura e Filologia all’Università Federico II° di Napoli, noto critico letterario, cultore del buon vivere civile, è socio onorario di Incontri Napoletani e componente del Comitato scientifico.

Links

Studio 147
Guida agli appuntamenti in citta', online tutte le informazioni utili.

SVILUPPO DONNEIMPRENDITRICI
Un network al femminile di donne professioniste, imprenditrici e aspiranti imprenditrici in tutti i campi che creano sinergie per crescere professionalmente.

NeveDonna 2011
L'evento dedicato alla Donna, un'occasione unica di Networking. Tre giornate di sinergie e benessere, di incontri e presentazioni, conferenze e laboratori con e a cura di Donne, Aziende, Imprese, Istituzioni, Club, Circoli, Associazioni, per mettersi in gioco, cogliere e generare opportunità personali, professionali e sociali.

Banco di Napoli
Il Banco di Napoli trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii sorti a Napoli tra il XVI e XVII secolo. Attualmente è una Società del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Istituto Banco di Napoli Fondazione
L'Istituto Banco di Napoli è una Fondazione che persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale nelle regioni meridionali. Ha sede nel Palazzo Ricca, Via Tribunali 213 -Napoli.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell'ambiente al fine di assicurare l'organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.

NarteA
NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni ed ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli.

Associazione Amici degli Archivi Onlus
L’Associazione Amici degli Archivi Onlus è stata istituita con atto notarile nel 2000 ed ha come scopo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Associazione è presieduta da Giulio Raimondi, già direttore del Grande Archivio di Napoli e Sovrintendente Archivistico per la Campania.

Giovanna Izzo Sampaolesi
Restauri e Conservazione, esecutrice lavori ripristino due Guglie Cavalli di Bronzo e Ciborio SS. Annunziata.

Il Cerchio
Rivista Il Cerchio di Napoli diretta da Giulio Rolando.

Lucio e Mariolina Mirra
Teatro Diana e Teatro delle Palme in Napoli.

Libreria Neapolis
di Annamaria Cirillo, Libreria Napoletana Via San Gregorio Armeno, 4 Napoli.

Al Blu di Prussia
L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.

Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.

Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.

Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.

Palazzo Reale Napoli
Palazzo Reale di Napoli

Soprintendenza Archivistica per la Campania
Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
Presidente Dott.ssa Maria Luisa Storchi

Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34

Associazione No Comment
L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.