" Pochissimi sguardi, qualche parola, e un rapido gesto, che, si riduceva a un suono discontinuo, che pretendeva significare: “Addio”.[...] Io sono, comandante e marinaio di questa nave.[...] per tenermi lontano, dall’onda-gigante, mi sono ritrovato qua e là: nell’unica rotta possibile,navigando in una lacrima!".

Si intitola appunto ' Navigando in una lacrima' la nuova raccolta di poesie di Enzo Manzoni edita da Guida che verrà presentata sabato 17 dicembre alle ore 11 nella Saletta Rossa della Libreria Guida a Portalba a cura dei giornalisti Pietro Gargano e Ettore Capuano. L’evento organizzato dall’editore Mario Guida per la sezione «Note di Poesia» -  al quale sono state invitate autorità civili e militari - sarà condotto  dalla scrittrice Silvana Capuano Di Santagata e si avvarrà del contributo dell’attrice napoletana Annie Pempinello che leggerà alcune liriche. L'autore, giornalista, esperto di arte, enogastronomia, cultura e segretario dell’A.B.A. (Associazione Bibliofili e Artisti), ha incentrato il suo percorso creativo sull’amore per Napoli di cui vuole far riscoprire i tanti talenti, il glorioso passato, la grande forza morale offuscata dalle vicissitudini storiche recenti e passate, ma pur sempre viva, attraverso le sue intense elegie partenopee.

“La passione per la cucina la porto con me da sempre”.Alla fine ce l'ha fatta, Maria Cristina Foglia ha coronato il suo sogno: le sue ricette in un libro: "Ischia in tavola (sottotitolo Amore per la cucina)"edito da Graus, che verrà presentato domani 30 ottobre alle 18 nel tipico ristorante Zi Carmela Lucignolo dolce vita, in Via Monsignor Filippo Schioppa a Forio d'Ischia. Moderati da Gaetano Ferrandino, intervengono: lo chef Antonio mazzella e Andrea Esposito, vice presidente associazione Approdi d’autore.

Nel corso della presentazione è prevista la degustazione di alcune ricette tratte dal libro che raccoglie molti dei tipici piatti isolani, come la “quiche ai fiori di borragine”, il “migliaccio ischitano”, il “pesce al cartoccio con foglie di fico”, il “coniglio all’ischitana”, l’ “insalatona paesana”, il “totano ripieno”, la “cianfotta ischitana”. Oppure i dolci come la pastiera, gli struffoli, la torta mimosa. Ma ci sono anche le conserve e il liquore nocino. Una galleria di sapori e odori che affondano le radici nella grande tradizione culinaria partenopea e ischitana, una delle poche città di mare in cui il piatto doc - il coniglio - non è di mare, ma di terra ed il cui sugo è l'ideale per condire la pasta( la ricetta classica prevede i bucatini) completata con prezzemolo e parmigiano grattuggiato.

Sono tutte ricette pratiche e veloci, create da una donna per le donne. In alcuni casi, vedi la pasta e cavolo, si tratta di rielaborazioni utili a rendere la pietanza più appetibile. “Il mio libro vuole essere un manuale da consultare per riempire le tavole con succulenti prelibatezze alla portata di tutti”. Il libro è diviso in categorie: antipasti, primi, secondi, contorni e dolci. Piaceri del palato, ma non solo. “Nell’arte del cucinare ci sono alcuni elementi che non c’entrano con il gusto - prosegue l’autrice -  come l’utilità e il rilassarsi. C’è l’aspetto pratico che è importantissimo. Oggi viviamo in un mondo fatto di velocità. Il tempo è sempre poco per conciliare insieme tutti i nostri interessi: quelli di mogli, madri, lavoratrici. Il risultato finale è quello di un piatto buono, ma anche comodo da eseguire. E poi, mentre si cucina ci si rilassa anche. Per me è anche un diversivo, un modo per rompere la routine. E comunque proprio la manipolazione, l’assemblaggio degli ingredienti e la realizzazione di una ricetta sono elementi di rilassamento, di distensione.


Graus editore
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Sarà lo scrittore Maurizio De Giovanni, mercoledì 26 ottobre, alle 18 presso la Libreria Loffredo, in via Kerbaker, a presentare “Le strane abitudini del caso” il libro di Giuseppe Pompameo edito da Scrittura & Scritture con reading a cura di Peppe Miale.

Cinque racconti, cinque storie, cinque incontri legati dal filo rosso del destino.
Un libro ( pagg.88) che in realtà è un paso doble con la vita. Cinque viaggi attraverso i chiaroscuri del cuore, un gioco di apparenze che colora di luce e d’ombra situazioni e personaggi sempre sospesi, come in bilico tra presente e passato… Perché la sorte di ognuno sta nell'illusione che, allo stesso tempo, tutto sia vero, tutto sia falso: la felicità e il dolore, l’amore e il disincanto, l’attesa, la realtà e la fantasia. Le strane abitudini del caso sono finestre accese sul buio, sfere di vetro dove la neve scende per molto, per poco, dove il silenzio, come il destino, è uno sparo lontano.
Il racconto di apertura “La città incantata” è dedicato alla città di Napoli dove il tempo è sempre bello ma qui “Incantata” vuol dire in realtà bloccata, paralizzata, inceppata ( il copione insomma di una realtà sempre uguale a se stessa).
 
Dedicato ad una storia d'amore impossibile tra lo scrittore Ludovico e la sua fedele lettrice Sara, è invece il racconto ' Eravamo sogni' :

“(…) E se l’amore fosse solo un disincanto, un sogno dispari da cui, prima o dopo, svegliarsi? Se non fosse altro che l’inizio di un finale, tutto tempo passato a perdersi, a preparare un alibi, un ricordo, più spesso una nostalgia? Insomma un modo qualunque per dimenticarsi?”

Nato a Napoli dove vive e lavora come editor e consulente editoriale, Giuseppe Pompameo scrive da tempo per il teatro, insegna scrittura creativa e collabora con la Fondazione Premio Napoli. I suoi testi saggistici e narrativi sono apparsi sulle riviste letterarie “Quarto Potere” e “L’Isola”. Nel 2010 la sua raccolta di racconti “Il rumore bianco dell’inverno” è stata segnalata dal Comitato di Lettura della XXIII edizione del Premio letterario “ Italo Calvino”.


dove: Libreria Loffredo, Via Kerbaker 19, Napoli
quando: mercoledì 26 ottobre 2011, ore 18

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Nel salotto letterario del Centro studi Erich Froom di Teresa Augusta Rossi, in Via Andrea d'Isernia 4, mercoledì 5 ottobre, alle 20, Lucio Iaccarino presenta 'Ritratti Italiani- Individualità e civiltà nazionale fra il XVIII e XXI secolo' di Francesco Paolo Casavola. Un libro che vuole infondere fiducia e speranza alla luce di esempi che sono parte integrante della civiltà e della storia italiane.

Nel corso dei secoli, puntualmente, dalle nostre comunità e da parte di singoli individui sono venute prove di coraggio, di pazienza, di originalità, di saggezza, di creatività, di cultura, non solo adeguate a fronteggiare le difficoltà presenti, ma anche proiettate in avanti ad anticipare soluzioni e atteggiamenti che si affermeranno nel tempo. Se questo è accaduto in Italia, c’è speranza ancora oggi per l’Italia e per gli italiani di risalire la china e conseguire risultati eccellenti. Questo è il messaggio di fondo. I personaggi rievocati appartengono a un arco di tempo che va dal Rinascimento ai nostri giorni. La loro azione ha investito molteplici campi, dalla religione alla morale, dal diritto alla politica, dalla filosofia alla letteratura. Si tratta di Sant’Alfonso de’ Liguori, di Beccaria, di Filangieri, di Garibaldi, di Manzoni, di Gentile, di Croce, di Gramsci, di De Gasperi, di Dossetti, di La Pira, di Vittore Branca e di altri, la cui storia ed individualità risultano complementari gli uni agli altri e nell’insieme fanno un soggetto collettivo, artefice di nuovi destini e di nuove prospettive per sé e per l’Italia intera.

Alfredo Guida Editore
via Port'Alba 19 - 80134 Napoli
tel. (+39) 081290768
fax (+39) 081 299744
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Un giallo dai toni noir, da leggere tutto d'un fiato, l'ultimo libro di Francesca Battistella edito da Scrittura&Scritture ( pagg.270), ambientato nella Napoli del 1986, una città in delirio per Maradona, ma allo sbando per le guerre dei potenti clan di camorra. "Re di bastoni, in piedi" prende spunto infatti da vicende di cronaca realmente accadute e da personaggi di clan camorristici e politici facilmente riconoscibili. 

Maria Consiglia Cecere, detta Maricò, ha il dono della preveggenza, non solo fa sogni premonitori che puntualmente si avverano, ma legge il futuro nelle carte da gioco e non sbaglia mai. Maricò è la proprietaria di “Casa Serena” una pensione in via Martucci che tra i suoi stralunati ospiti vede don Cecè Tarallo ‘o femminiello’.
Per Maricò, don Cecè è come un parente stretto e, proprio a  lui leggendo le carte, è costretta ad annunciargli avvenimenti funesti.
Ma don Cecè da lì a poco muore lasciandole una scomoda eredità: alcuni quaderni che raccontano fatti di sangue, terribili e remoti. Attorno a Maricò, infatti, in una Napoli in odore di scudetto e in adorazione di Maradona, si muovono oscuri individui, politici, avvocati e camorristi in qualche modo legati al segreto dei quaderni.
L’arrivo alla pensione dell’affascinante Raoul Zanardi, commissario della Direzione Investigativa Antimafia, in missione a Napoli sulla scia di alcuni strani omicidi avvenuti al Nord ,sarà determinante per l’inesorabile risoluzione del caso. Napoletana, Francesca Battistella ha collaborato come traduttrice per L’Istituto degli Studi Filosofici di Napoli e ha lavorato come pr ed editor per la società INNOVARE srl del Gruppo Banco di Napoli. Attrice di cinema e di teatro di avanguardia negli anni ’70 e ’80, ha un brevetto di pilota di aereo e una grande passione per la scrittura e per i viaggi. Ha già pubblicato con successo “Gli esuli” (2004) e "Il parco delle meraviglie" (2006).

info: ufficiostampa@scritturascritture, Vincenza Curcio
Cell. 3343752141

 


Tutù, il protagonista del libro, è un cagnolino, ma rappresenta la più varia umanità e diventa simbolo di un viaggio interiore, in un contesto primigenio, misterioso, archetipico.
La scrittura di Angela Migliozzi è semplice, franca, come i pensieri di una mente infantile, ancora vergine, nel momento in cui scopre il mondo. E' un continuo incanto. Una piacevole lettura da godersi anche sotto l'ombrellone.
Volutamente la scrittrice non affonda nei momenti di maggiore lirica poetica, dilungandosi in un'inutile sintassi. E ' una scelta quasi pittorica la sua : poche pennellate di colore,  "en plain air". Ci permette così di goderci per nostro conto tutta la faccenda poetica del racconto e quant'altro,senza infingimenti.
Le provocazioni, come motivo di approfondimento sono molteplici. La strada come occasione d'incontro ma anche di sofferta rapina. L'amore come appartenenza, scoperta, complice abbandono. La dignità e il rispetto della propria condizione, quale che sia. La natura come "persona" con cui dialogare e far crescere. La "fratellanza", la nostalgia del nido, la paura di cadere. La favola come interpretazione vera della vita, la voglia di ali per volare. E tant'altro ancora.
E alla fine anche la scusa, il motivo preso per fuggire da quell'amore per lui diventato comunque una catena, anche quel motivo è un atto d'amore. Non fugge, lui, Tutù dalla mamma-amica-compagna,va solo a prendere un tesoro, quasi una ricompensa per lei, un riscatto per se stesso.
Non è forse quello che fanno tutti i figli, prima o poi?
Ma quella libertà si può conquistare e sentire, poi, solo se si affondano la proprie radici in un humus di ricordi.
O no?  E' una domanda che l'autrice lascia aperta alla discussione e alle scelte del lettore. Tutti inseguono il proprio Leprechaun, il folletto irlandese che, secondo la tradizione, ha nascosto la pentola d'oro alla base dell'arcobaleno. Tutti vanno alla ricerca dell'irraggiungibile nell'arcobaleno dell'umanità,i ndipendentemente dal colore del quale partecipano. Comunque, il viaggio merita sempre di essere intrapreso, a qualunque età e a qualunque condizione o momento della vita.
Alfredo Guida Editore
Via Port'Alba 19,  80134 Napoli 
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«Perché sei qui?», gli chiedo in tono un po’ aggressivo.
«Perché ho un’idea di Napoli che amo, un’idea che si è formata negli anni, nel corso dei miei, prima brevi, poi lunghi soggiorni in questa città strana, meravigliosa, ambigua. È importante amare l’idea di Napoli perché diversamente, se ci si so......fferma su ciò che appare, la sporcizia, il disordine, lo squallore di certi quartieri, non si resiste. Per vivere qui bisogna sapere vedere quello che non si vede». (dal Ritratto di Francesco Durante)
Un ideale percorso tra le strade di Napoli.
Un viaggio che inizia a via Foria, zona orientale della città, passa per il centro storico, i quartieri eleganti di Chiaia, il Vomero, la periferia occidentale (Soccavo) per terminare sulla collina di Posillipo.
Emilia Leonetti riscopre la città attraverso gli occhi e le parole di artisti, intellettuali, scrittori, registi, attori e musicisti, ma anche imprenditori e imprenditrici, manager, commercianti, magistrati, sacerdoti e giornalisti. Tutti accomunati dal viver o dall’aver vissuto a Napoli, semplicemente perché non sarebbe potuto essere altrimenti.
Come in uno specchio le storie riflettono i luoghi, le passioni, la forza del vulcano, la ragione, la luminosità del mare. In un continuo rinvio dalla persona ritratta alla città e viceversa.
Così, per esempio, mentre attende di poter conversare con Roberto De Simone, in una stanza di un palazzo storico, l’autrice è colpita da un dipinto settecentesco in cui «nel buio della notte si erge mostruoso il Vesuvio in eruzione. Domina ogni cosa, anche il mare, che è in fiamme come il vulcano. Nel mare… il fuoco».Il libro sarà presentato giovedì 16 giugno alle 18 presso le sale del Real Yacht Circolo Canottieri Savoia di Napoli, assieme all'autrice ci saranno il filosofo Aldo Masullo, il magistrato Raffaele Cantore ed il sacerdote Tonino Palmese.

quando: presentazione giovedì 16 giugno ore 18
dove: Real Yacht Circolo Canottieri Savoia, Banchina di S. Lucia 13, Napoli

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di Luciana Rollo Bancale

Cucina e letteratura, un binomio vincente e non solo in 'rosa' che ha dato vita ad un genere molto diffuso negli ultimi anni: la gastro-letteratura. Al punto che una Casa editrice torinese, 'Il Leone Verde', ha addirittura istituito una collana intitolata' Leggere è un gusto' interamente dedicata ad esplorare gli intrecci gastronomico-letterari in piccoli e grandi capolavori del passato. Il perchè di tale commistione è ovvio. La letteratura, anche quella non autobiografica, nasce da sensazioni, odori, ricordi. E che cosa più del cibo, di una tavola imbandita con le tradizioni familiari e locali, può suscitare tutto questo??
La cucina è l'infanzia, la madre, la terra; anche dove non è presente il dato autobiografico, l'interesse gastronomico costituisce una cultura nascosta che impregna di sè i luoghi descritti, i caratteri dei personaggi, l'ambiente. Le caratteristiche di un determinato piatto vanno a identificarsi con la cultura e le tradizioni di un popolo, diventano folclore puro, e perciò elemento di curiosità da parte dello straniero. Nasce così una letteratura gastronomico global-itinerante che trova una delle prime espressioni nelle ricette raccolte dai protagonisti durante il loro viaggio nei diversi paesi ne 'Il giro del Mondo in 80 giorni' di Jules Verne. E sembrerebbe strano trovare tanta attenzione all'elemento culinario in un romanzo d'avventura, se questo non implicasse appunto una caratterizzazione di culture e civiltà diverse che a volte si scontrano nella medesima terra. Si pensi ad esempio alla Sicilia, al contrasto tra la cucina dei contadini offertaci dai 'Malavoglia' e la tragica opulenza del buffet festivo descritto da Tomasi di Lampedusa nel 'Gattopardo' con aragoste, tacchini, galantine, in cui il compiacimento barocco di quella tavola sembra l'unica traccia di vita di un mondo che muore. Qui il contrasto  di culture diventa un vero 'spaccato' sociale e storico. E parlando della terra siciliana non si può fare a meno di pensare al sapore del formaggio citato da Elio Vittorini nelle 'Conversazioni in Sicilia', per lui basterà quel sapore 'bianco eppur aspro e antico' a riportargli sensazioni dell'infanzia assieme all'immagine della madre che arrostisce l'aringa.

Forza evocatrice del cibo, dunque, capace di suscitare grandi pagine letterarie e allora viene subito da pensare a Marcel Proust, dove il sapore delle famose madeleine, quei biscottini panciuti che mangiava da bambino a Combray in casa della zia ammalata, suscitano in lui un'emozione tale da dare addirittura origine al romanzo.
Sullo stesso filone evocativo metterei Colette che ne 'Il mio Noviziato' rammenta con nostalgia le cene dell'infanzia e l'entusiasmo che suscitava in lei il 'puchero', quella sorta di bollito misto di carne che facevano a casa sua.
Le citazioni sarebbero infinite ed è curioso osservare come persino in uno scrittore poco intimista come Giosuè Carducci si trovi il racconto della 'merlata' con accurate descrizioni di lui, provetto cacciatore e buongustaio, della preparazione dei merli e dei crostini, nelle sue vivaci cronache campestri di Castagneto Marittimo.
Ricordiamo ancora il compiacimento attraverso il quale sono descritte le ricche tavole dei 'Buddenbrook' da uno scrittore sensibile e raffinato come Thomas Mann, oppure le evocazioni di piatti appetitosi in 'Donna Flor ed i suoi due mariti', di Amado ( 1966), per non parlare di quei libri in cui il cibo diventa persino protagonista: libri che sembrano costruiti attorno ad un pranzo quali appaiono sin dall'esordio della letteratura, il 'Simposio' di Platone e poi il 'Satyricon' di Petronio, con la dettagliata descrizione delle cinquanta portate servite alla cena di Trimalcione, fino ad arrivare ai giorni d'oggi, al famossimo 'Pranzo di Babette' di Karen Blixen o ai romanzi di Joanne Harris dai titoli eloquenti ' Vino, patate e mele rosse' o 'Chocolat' reso celebre dalla trasposizione cinematografica con Juliette Binoche.

E come escludere da questo parziale elenco gastro-letterario tutti quei famosissimi detective,'Maigret' di Simenon, 'Nero Wolf' di Rex Stout, 'Pepe Carvalho' di Manuel Vasquez Montalban, fino al nostro 'Montalbano', di Andrea Camilleri: tutti uniti nella loro diversità dalla passione per la buona cucina. A volte le indagini sono addirittura spezzate, inframmezzate dalla descrizione di gustosissimi manicaretti, qualche volta persino accompagnati e arricchiti da ricette, un genere letterario questo definito 'romanzo goloso' di cui si può considerare antesignana Alice B. Toklas( 1954), l'amica del cuore di Gertrude Stein che nel suo libro di memorie( Il libro di cucina) descrive le eleganti cene preparate da lei e dal suo cuoco indocinese per gli artisti famosi che gravitavano nel celebre salotto parigino della Stein dandole un buon spunto per raccontare le vicende di ciascuno di loro.

L'ultima curiosità giunge dall'Oriente, dove scopriamo come il genere gastrolettarario si vada diffondendo anche lì, sopratutto in Asia con titoli curiosi quali 'La vendetta della melanzana' di Bulbul Sharma( edito dalla Marcos y Marcos 2001) composto da tredici racconti, ognuno accompagnato dalla ricetta dei piatti che ne hanno insaporito la trama; 'Il ristorante dell'amore ritrovato' della giapponese Ogawa Ito, e 'Mango, curry e souvenir', entrambi editi da Neri Pozza (2010), di Yasmin Alibhai Brown, scrittrice di orgine indiana ma trapiantata in Uganda assieme alla famiglia sotto l'impero britannico fino a quando tutti gli asiatici furono banditi dal dittatore Amin. Dagli anni '70 la Brown vive a Londra ma nel suo doloroso peregrinare ciò che la tiene ancorata alla propria identità è appunto il cibo, tenacemente preparato dalle mamme e dalle zie che si portano dietro da una terra ad un'altra i loro piccoli utensili e le ricette tramandate in famiglia.

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Il Banco di Napoli trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii sorti a Napoli tra il XVI e XVII secolo. Attualmente è una Società del Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell'ambiente al fine di assicurare l'organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.

NarteA
NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni ed ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli.

Associazione Amici degli Archivi Onlus
L’Associazione Amici degli Archivi Onlus è stata istituita con atto notarile nel 2000 ed ha come scopo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Associazione è presieduta da Giulio Raimondi, già direttore del Grande Archivio di Napoli e Sovrintendente Archivistico per la Campania.

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Il Cerchio
Rivista Il Cerchio di Napoli diretta da Giulio Rolando.

Lucio e Mariolina Mirra
Teatro Diana e Teatro delle Palme in Napoli.

Libreria Neapolis
di Annamaria Cirillo, Libreria Napoletana Via San Gregorio Armeno, 4 Napoli.

Al Blu di Prussia
L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.

Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.

Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.

Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.

Palazzo Reale Napoli
Palazzo Reale di Napoli

Soprintendenza Archivistica per la Campania
Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
Presidente Dott.ssa Maria Luisa Storchi

Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34

Associazione No Comment
L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.