Molti "Esposito" erano però anche figli del mondo di corte, fatto di nobildonne, di dame di compagnia, di serventi di camera, di sguattere e di intrecci di relazioni spesso fugaci quanto i "cambi della guardia" che con grande frequenza riguardavano anche le posizioni di potere e di comando. E così erano tanti i bambini che dovevano la loro sopravvivenza alla ruota quotidianamente benedetta dalle madri spesso costrette ad una lacerante separazione. Anche oggi i bambini continuano ad essere abbandonati, i più sfortunati nei cassonetti, ma per fortuna la maggioranza di loro trova braccia accoglienti. La ruota è solo il lontano ricordo di una pietà misericordiosa incapace però di affrontare le contraddizioni di un'epoca dura dove la miseria era la condizione di vita di gran parte della popolazione. Ma è importante sapere e ricordare; per questo il restauro della Ruota dell'Annunziata è una significativa operazione culturale. Perché è il simbolo di quella miseria che come ci hanno mostrato Jesse White Mario, Renato Fucini, Francesco Mastriani, regnava sovrana a Napoli, ma è anche la testimonianza di una volontà di lottare, con i mezzi culturali a disposizione, per assicurare la sopravvivenza ai più deboli tra i deboli, appunto i bambini abbandonati. Dobbiamo perciò tutti essere grati a chi, con impegno e intelligenza, ha voluto recuperare questa testimonianza della storia di Napoli, importante perché segno della cultura dell'accoglienza capace di manifestare nella città anche nei secoli della miseria civile e morale.
Questo volume è stato pubblicato per la prima volta nel 1999, in occasione del termine dei lavori di restauro della Ruota dell'Annunziata e dei suoi locali; il restauro è stato promosso dall'Associazione Incontri Napoletani sotto la direzione scientifica delle Soprintendenze per i B. A. A. e B. A. S. di Napoli.
“ La Rota degli Esposti” a cura di Patrizia Giordano, Altrastampa edizioni, Napoli, III° ristampa, maggio 2004.







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