Questo progetto, costruito sulle indicazioni dei tecnici americani, prevede il collocamento di circa cinquantamila metri cubi di massi in tufo provenienti dalle cave di Caserta e Benevento. Il frutto della continuazione dell'orrendo scempio che si profila con l'ulteriore ampliamento e sfruttamento delle cave è rappresentato proprio da questi massi che saranno collocati su via Caracciolo, all'altezza della Rotonda Diaz, andando a disegnare due trapezi che arriveranno a circa 20 metri di profondità con una sporgenza di 7-8 metri. Cento camion ogni giorno per 45 giorni trasporteranno e depositeranno 1200 tonnellate di "nuovi scogli" sul lungomare per l'allungamento della scogliera che a sinistra sarà allungata di 95 metri (e un'aggiunta sarà costruita anche in parallelo alla strada), mentre a destra il prolungamento sarà di 75 metri.
Va ricordato che l'area in questione è tutelata, come ha dichiarato il soprintendente Gizzi, "da un vincolo di natura monumentale che vieta su tutta via Caracciolo e sullo specchio di mare adiacente qualsiasi edificazione o intervento, non solo permanente ma anche provvisorio", mentre si vuole avviare un'opera titanica ed estremamente invasiva che, forse,comporterà la devastazione degli alberi della villa comunale e che imporrebbe, invece, una pianificazione meticolosa e non lavori fatti con imprudenza e condotti con una fretta azzardata visto che siamo a soli tre mesi dalla data fissata per le preregate.
Se malauguratamente i lavori per l'organizzazione dell'America's Cup dovessero invadere e trasformare in modo radicale e irreversibile la Villa Comunale, come si teme e sono mobilitate affinché questo non avvenga, non sarebbe altro che un esempio di insensatezza e mancanza di considerazione per un patrimonio che dovrebbe essere tutelato e presentato ai visitatori di questa manifestazione tra i principali luoghi di interesse culturale della nostra città.
*Segretario generale delle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno
(per info 081 245 21 83)
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