Grande successo del giornalista e scrittore Antonio Mocciola che col suo ultimo libro “Le vie nascoste - Tracce di Italia remota”, pubblicato da Giammarino editore (www.gianmmarinoeditore.it) ha fatto scattare l’idea nei giorni scorsi di un meeting culturale che si è tenuto nella scuola media statale G. Ciaramella di Afragola. Un incontro moderato dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, a cui hanno partecipato tantissimi studenti, la stessa direttrice scolastica Milena Marchese, l’editore Gino Giammarino, l’avvocato ed ecologista Carlo Spina nonché l’autore di questo best seller che in pochi mesi dall’uscita ha sfondato il tetto delle ‘mille copie’ apparendo sulle testate dei più importanti giornali italiani. Nato a Napoli quarant’anni fa, Mocciola dopo gli studi classici e giuridici, si occupa di informazione collaborando con il magazine meridionalista "Il Brigante" edito sempre da Gianmmarino, di cui attualmente è capo-redattore.
Appassionato di musica e spettacolo, cura i booklet dei più recenti cd di Giuni Russo e del dvd di Franco Battiato dedicato alla cantante, che contiene il monologo teatrale scritto dallo stesso Mocciola con M. A Sisini e portato in scena da Piera Degli Esposti.
Nel 2006 esordisce nel panorama letterario pubblicando la raccolta di racconti "Quattordici tracce di amore disperso", che vince la rassegna "La Libreria degli Inediti". Nel 2008 pubblica con la Montag Edizioni "La sottrazione", naturale prosecuzione del lavoro precedente. Nel frattempo scrive, conduce trasmissioni radiofoniche e programmi televisivi su Sky.
Nel 2010 pubblica questo agile volumetto "Le vie nascoste", la prima guida dei paesi abbandonati d’Italia. Un viaggio insolito, che dà voce a borghi cancellati e immobili da decenni, spesso da secoli, per indifferenza o noncuranza. Archeologia moderna mai esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza. Un libro che colma un vuoto e regala inedite emozioni, portandoci per mano attraverso luoghi sconosciuti e disabitati, dai nomi arcaici e fantastici (Craco, Buonanotte, Romagnano al Monte, San Pietro Infine, Argentiera, Stramentizzo, Nardodipace). Ventuno “Pompei del Novecento”, scrigni di tesori inesplorati, al termine di strade impervie e spesso desolate. Un’Italia diversa, minore, persa nel buio della storia, che ritorna alla ribalta assieme al respiro dei suoi ricordi negati.
Un'operazione apprezzabilissima in cui l'autore non ricerca solo i segni passati ma soprattutto quelli contemporanei. Ad esempio, San Pietro Infine, dove rimangono impresse le tracce e le ferite dell’ultima grande guerra, fa pensare a Hiroshima. Dovremmo annusare il 'respiro' del tempo negato agli uomini e alle donne a Hiroshima, a Nagasaki, ad Auschwitz, a Birkenau; in questi luoghi di negazione dell’uomo, la nostra memoria sarebbe colpita. Paesi abbandonati, contrade tradite e lasciate al loro destino, località svuotate, zone senza traccia dell’uomo e delle sue ragioni ci fanno capire che il tempo passa, ma le testimonianze restano, ed è motivo di civiltà salvaguardarle. In nome del futuro.
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