Quante storie conoscete? Quante ne avete sentite quando eravate piccini? Noi abbiamo scovato quattro racconti speciali che appartengono alla tradizione popolare italiana, un po’ insoliti e poco diffusi ma davvero molto divertenti. Si parla di pidocchi e di gatti, di una bambina finita nel palazzo del re nascosta in un cesto di pere e di un bambino che, invece, sotto ad un pero incontrò una strega… una voce particolare ve le racconterà… Correte ad ascoltare!
E se vorrete, anche voi potrete raccontarci una fiaba! Venite al Museo delle arti e tradizioni popolari di Roma in Piazza Marconi, domenica 22 maggio, mettendo in borsa o sottobraccio una storia da condividere! Quella che vi piace di più o quella che più vi ha fatto paura o magari quella che per cui avete riso tantissimo. Natascia e Claudia delle associazioni CTG Roma Insieme e Mandragora vi aspettano numerosi e con la voglia di fare tante storie insieme!! Basterà solo credere alle..favole ( info e prenotazioni: Natascia 338.3392079 - Claudia 328.0368595, domenica 22 maggio)
Quota: € 7,00 biglietto museo (€ 2,00 per gli adulti - gratuito per gli under 18 e gli over 65). Museo Nazionale delle Arti e Trazioni Popolari - Piazza G. Marconi, 8 - Roma
Tel. 06.5926148 – 06.5910709.
fonte dati: MiBac, www.beniculturali.it
Sarà a Napoli venerdì 29 aprile, Paolo Portoghesi, ospite di Villa San Luigi, sede della Pontificia facoltà teologica dell'Italia Meridionale. L'architetto di fama internazionale terrà alle 17.30 un incontro-lezione sull'edilizia sacra ai corsisti della Scuola di alta formazione di arte e teologia, diretta da Giuseppe Manca e condiretta da Giorgio Agnisola. Tema dell'incontro, nella sede di Via Petrarca 115, è " Costruire una chiesa oggi", introduce S.I. Sergio Bastainel, illustre decano della sezione partenopea di questa facoltà, che si rivolge a tutti coloro che a vario titolo, per motivi professionali, di studio o di lavoro, intendono approfondire la dimensione estetica della teologia e la dimensione teologica dell'arte, con una specifica attenzione alla progettazione e realizzazione dei luoghi liturgici. Il giorno seguente, sabato 30 aprile, Portoghesi accompagnerà gli allievi della Scuola in visita di studio alla Cattedrale di Salerno e alla chiesa della Sacra Famiglia di Fratte progettata da lui stesso e dall’ing. Vittorio Gigliotti. La Sacra Famiglia è stato uno dei primi edifici religiosi realizzati in cemento armato all’indomani della riforma liturgica del Concilio Vaticano II ( nel 1959). Capofila del movimento Postmoderno italiano, presidente del Politecnico di Milano nel 1968, Paolo Portoghesi è oggi professore presso la facoltà di Architettura della Sapienza di Roma. Autore di diverse opere di una certa notorietà, fra le quali la Moschea di Roma ed il recupero e la rifunzionalizzazione del borgo di Calcata (nella Valle del Treja,nel viterbese), critico d'arte e studioso del Barocco romano, in particolare del Borrimini, per i meriti conseguiti nella sua lunga carriera professionale e culturale, è membro ordinario della prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e dell'Accademia di San Luca a Roma.
dove: PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELL’ITALIA MERIDIONALE
sezione SAN LUIGI - via Petrarca 115, NAPOLI 80122
Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia,tel. 081.2460278 - fax. 081.5752319
www.scuolaarteteologia.it -
quando : venerdì 29 aprile ore 17.30 - sabato 30 aprile visita di studio a Salerno e Fratte
di Patrizia Giordano
Donne che parlano di donne. Per la rassegna 'Passaggi diversi' promossa da Passiodea, libera associazione di idee e di passioni fondata dalla brava Anna Montefusco e la simpatica Sabrina Vitiello, giovedì 7 aprile, nell'antisala del complesso di Santa Maria La Nova, alle ore 18, le scrittrici, Nadia Verdile ed Agnese Palumbo, esperte osservatrici del mondo 'al femminile', si confronteranno tra letture e parole su due figure di spicco del Risorgimento italiano che, sebbene su barricate opposte, hanno rappresentato storicamente il coraggio delle donne, sopratutto a Napoli: sul fronte della Repubblica e dell'Italia Unita, ecco lo stuolo di mazziniane guidate dalla battagliera Antonietta De Pace, un'eroina del patriottismo risorgimentale, che ha tenuto le redini e tessuto la rete delle alleanze in tutto il Meridione. Per chi difendeva invece il proprio regno, Maria Sofia di Baviera ( consorte di Francesco II di Borbone, l'ultimo re delle due Sicilie) affiancata da uno stuolo di brigantesse che cercarono a denti stretti e senza mai mollare di tenere lontano l'invasore sabaudo.
La De Pace, nativa di Gallipoli in provincia di Lecce, si può considerare il simbolo incontrastato delle attività politiche e sociali del periodo; collaborò attivamente al comitato napoletano della Giovine Italia e poi fondò il primo circolo femminile in gran parte composto da donne di estrazione nobiliare e borghese, i cui parenti si trovavano rinchiusi nella carceri borboniche. A Napoli fondò un comitato politico mazziniano cospirando audacemente contro i Borbone, fu arrestata nel 1855 e rinchiusa per 15 giorni in un bugigattolo di un metro quadrato, costretta a non riposare, a non muoversi. Rimase in carcere per due anni e sottoposta a ben quaratasei udienze, sfuggì a stento alla fucilazione. Quando Garibaldi, il 6 settembre del 1860, entrò trionfante nel capoluogo partenopeo con soli 28 uomini al seguito, aveva al suo fianco due donne: Emma Ferretti ed appunto Antonietta De Pace, avvolta dai colori della bandiera italiana.
Il marito, Beniamino Marciano, patriota di origini bergamasche, la definì una donna 'svelta, intelligente, ardita e prudente insieme..che versò tutta l'anima per concorrere a liberare la patria dalla servitù'. Un personaggio storico( morì a 76 anni a Portici nel 1893) su cui c'è un'ampia documentazione ad opera di tante studiose, tra cui una sua discendente, Emilia Bernardini che ha un scritto un romanzo storico 'Antonietta e i Borboni' pubblicato da Avagliano, che offre uno straordinario ed inedito spaccato dell'Italia pre e post unitaria.
“Italia, Mediterraneo e Africa. Oggi” è l'originale titolo del convegno che si terrà domenica 20 marzo 2011, a partire dalle ore 10,30, presso “Villa di Livia”, prestigiosa residenza storica, situata in via Campi Flegrei a Pozzuoli. L’incontro, promosso ed organizzato dalla rivista culturale napoletana “Il Cerchio”, in collaborazione con la famiglia Carannante, proprietaria della residenza e l’“Asmef” (“Associazione Mezzogiorno e Futuro”), vedrà la partecipazione di esperti e studiosi che discuteranno sul valore storico-culturale e sul significato socio-economico-antropologico del bacino del Mediterraneo in relazione anche all’attuale situazione di guerra civile del nord-Africa e l’impatto che tutto questo sta avendo sul nostro Paese. Alla tavola rotonda parteciperanno il direttore della rivista, Giulio Rolando, Tobia Carannante, proprietario di “Villa di Livia”, Salvo Iavarone, presidente di “Asmef”, Alessandra Laricchia, studiosa esperta d’Africa, lo scrittore e letterato Pierfranco Bruni, il sacerdote Padre Paolo, missionario in Tanzania, Mariangela Petruzzelli, giornalista ed autrice, Alessandro Della Posta, presidente del “Premio Internazionale Cartagine”. Seguirà un rinfresco in cui si potranno degustare i vini della rinomata cantina campana “Grotta del Sole” ed ammirare questa bella struttura polivalente alle porte di Napoli che dal 2007 ospita convegni, incontri culturali, spettacoli teatrali e concerti. La Villa rimane anche uno splendido sito archeologico-architettonico di epoca augustea restaurato nel pieno rispetto dell’ambiente e con tecniche conservative innovative grazie alla piena sinergia tra enti pubblici e privati ed in particolare grazie alla lungimiranza della famiglia Carannante. Nella sala più ampia, la struttura conserva un grande mosaico con decorazioni geometriche ben visibile grazie all’ottimo restauro realizzato in un’elegante versione di commistione tra antico e moderno con agili protezioni trasparenti di materiale hi-tech dei resti archeologici lasciati a vista ed anche calpestabili. La Villa, detta 'di Livia' perché forse ospitò a lungo l’omonima figlia dell’imperatore Augusto, è arricchita da affreschi policromi, da una serie di altri ambienti minori tra cui “larari” (stanze sacrali) e “cubicola” (stanze da letto). Immancabile la visita ai giardini, delimitati da pareti di laterizi in muratura e da filari in tufelli che degradano dolcemente verso la baia di Pozzuoli su cui ci si può affacciare da una terrazza-palcoscenico ad abside.
dove: Villa di Livia, Via Campi Flegrei 19/a Pozzuoli
quando: domenica 20 marzo ore 10.30
info: Mariangela Petruzzelli,cell.333/4532314
e-mail:
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tel. 081 5266645;
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come arrivare in auto: Tangenziale, uscita Arco Felice, seguire le indicazioni
parcheggio nell’adiacente comprensorio Olivetti
di Patrizia Giordano
Scambio di saperi sul filo delle alchimie e dei linguaggi delle donne, anche quest’anno per la quarta edizione del Festival della letteratura e saggistica che si terrà il prossimo settembre a Narni, nel cuore dell’Umbria, ideato e diretto dalla filosofa Ester Basile, presidente dell’associazione Eleonora Pimentel Lopez de Leon, in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli studi Filosofici di Napoli, il comune umbro ed in rete con la Biblioteca Nazionale e l’Archivio di stato partenopei. Una grande kermesse che metterà a confronto per tre giorni saggistica, poesia, cinema, narrativa declinati al femminile attraverso una nutrita pattuglia di autrici campane e non. Sabato scorso 12 marzo c'è stata la presentazione ufficiale del programma nel teatro comunale di Narni a cura di Rita Felerico, del dipartimento di filosofia e politica dell’Istituto Orientale di Napoli.
E' il giornalismo d’inchiesta tipico di Rita Pennarola, reale, concreto, mai di parte, da dieci anni condirettore del mensile nazionale “La Voce delle voci”, nato dalla testata storica meridionale 'La Voce della Campania' che ha annoverato tra le sue firme l’allora poco noto Roberto Saviano. Già nel 2005 la Pennarola su incarico della Feltrinelli collaborò con Giorgio Bocca per “Napoli siamo noi” , dopo appena due anni vinse il Premio Saint Vincent di Giornalismo per un’inchiesta esclusiva sul caso Telecom-Adamo Bove. In 'Ultimi', edito da Tullio Pironti, l’autrice parte dall’assunto di Pier Paolo Pasolini («Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero una legalizzazione dell'omicidio», Corriere della Sera, 19 gennaio 1975), per affrontare con un approccio rigorosamente laico e attraverso storie, numeri, fatti, riscontri il dramma umano dell’aborto nei suoi risvolti biologici/ genetici / scientifici. Chi sono gli 'ultimi'? Gli ultimi sono loro, gli esseri viventi più indifesi che esistano in natura, e che le leggi biologiche assegnano agli unicellulari in caso di 'pericolo'.
Il Commisario Luigi Alfredo Ricciardi della Regia Questura di Napoli avverte subito che dove sta andando è un luogo speciale, che si sta inoltrando in un mondo fuori dal comune che lo farà sprofondare in un percorso alla ricerca di indizi, ricco di suggestioni e di magie. Già appena entra nel palazzo Sansevero, alza un muro tra l'incessante formicolio umano della piazza San Domenico Maggiore che esibisce in modo anche sfacciato la contemporaneità dei suoi infiniti problemi, e 'l'altro' che si preannuncia un'incognita di cui Ricciardi, il commisario che i colleghi invidiano per le sue capacità divinatorie nel risolvere i crimini più efferati, non sa valutare la portata e la ricaduta sul suo immaginario di uomo solitario, maledettamente testardo, che anche quando piove non gira mai con il cappello e l'ombrello. E questa storia di due fantasmi eccellenti che non avrebbero mai smesso di abbandonare il nobile palazzo dove avevano consumato fino alla tragedia la loro avventura umana, non fa che aumentare la stranita sensazione che l'investigatore si porta dietro. Vaga veramente qui la bellissima Maria d'Avalos, trucidata insieme all'amante, Fabrizio Carafa dal marito Carlo Gesualdo? si chiede perplesso Ricciardi. Ed è forse nel segno per così dire della continuità, che Raimondo di Sangro, della famiglia Sansevero, quel principe scienziato, accusato di essere negromante e stregone, fa sentire ancora la sua inquitenate presenza nelle notti di luna piena?
Qui tutto è in sintonia, spruzzato di noir e di magia, persino la pesante porta che sta subito a destra non appena Ricciardi varca il portone d'ingresso, sembra nascondere qualcosa di misterioso di cui l'uomo non sa se avere un certo timore o lasciarsene irretire. Ma l'investigatore sa per certo che oltre la soglia c'è l'insolito di cui deve verificare soltanto la portata. Dietro quella porta c'erano una volta le scuderie ma adesso se ne ammira soltanto la suggestiva architettura e gli antichi abbeveratoi in pietra di tufo. Per il resto Ricciardi come gli altri deve ricorrere all'immaginazione. E' qui, sotto le alte volte, che si spettegolava sicuramente delle macabre macchine di Raimondo di Sangro e di tutto il caleidoscopio di invenzioni di cui lo si ritenne capace nel secolo dei Lumi. Le scale che portano all'interno sono naturalmente larghe ma il testardo commissario deve giostrarsi lo stesso se vuole rimanere in equilibrio e arrivare in quella sorta di grande antro su cui da un alto finestrone piove una luce nebbiosa simile a quella della sua Napoli degli anni Trenta e giungono le voci e i frastuoni di una città che borbotta, si dimena e non dorme mai.
' Un romanzo storico e famigliare'
prefazione di Francesco d'Episcopo
Tina Giordano Alario, storica fondatrice e presidente dell'associazione 'Incontri Napoletani', il sodalizio che ha avuto il grande merito di avere restaurato e restituito a Napoli alcuni dei monumenti e delle opere d'arte importanti, recupera e ripropone in questo romanzo, uno dei periodi più tragici nella storia della città. E lo fa attraverso la cronaca di una famiglia napoletana profondamente segnata dalla morte prematura della madre, Caterina; dalla chiamata alle armi del padre, Armando,per la disastrosa campagna di Russia; dalla permanenza in città della figlia, Annina, durante i bombardamenti e le esplosioni che la sconvolsero, confortata dalla presenza premurosa della sorella del padre, zia Antonia, che subirà gravi traversie, e dalll'amicizia affettuosa nella parte finale, con Gennarino, un altro ragazzo rimasto solo a scoprire la vita nella tragedia di una guerra violenta e assurda.
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L'Istituto Banco di Napoli è una Fondazione che persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale nelle regioni meridionali. Ha sede nel Palazzo Ricca, Via Tribunali 213 -Napoli.
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Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell'ambiente al fine di assicurare l'organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.
NarteA
NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni ed ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli.
Associazione Amici degli Archivi Onlus
L’Associazione Amici degli Archivi Onlus è stata istituita con atto notarile nel 2000 ed ha come scopo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Associazione è presieduta da Giulio Raimondi, già direttore del Grande Archivio di Napoli e Sovrintendente Archivistico per la Campania.
Giovanna Izzo Sampaolesi
Restauri e Conservazione, esecutrice lavori ripristino due Guglie Cavalli di Bronzo e Ciborio SS. Annunziata.
Il Cerchio
Rivista Il Cerchio di Napoli diretta da Giulio Rolando.
Lucio e Mariolina Mirra
Teatro Diana e Teatro delle Palme in Napoli.
Libreria Neapolis
di Annamaria Cirillo, Libreria Napoletana Via San Gregorio Armeno, 4 Napoli.
Al Blu di Prussia
L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.
Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.
Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.
Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.
Palazzo Reale Napoli
Palazzo Reale di Napoli
Soprintendenza Archivistica per la Campania
Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
Presidente Dott.ssa Maria Luisa Storchi
Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34
Associazione No Comment
L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.
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