Da tutto ciò si comprende come questa iniziativa sia sorta con lo specifico intento di avvicinare i ragazzi non solo alla letteratura, ma alle molteplici forme di espressione che arricchiscono la cultura in cui siamo immersi e di cui facciamo parte: la poesia, la scrittura creativa, il teatro e l'illustrazione.
Un'iniziativa a mio giudizio di notevole portata culturale e soprattutto vincente, come confermano i dati forniti dagli organizzatori del Festival, che conta oltre 1.500 ragazzi, più di 10 istituti scolastici coinvolti, quasi 1.000 biglietti staccati (senza contare la notevole presenza di utenza libera accompagnata dai genitori e l'inaspettata richiesta di partecipazione che purtroppo non si è riusciti a soddisfare), inoltre circa 500 operatori provenienti da tutta Italia e più di 450 libri venduti, per un introito complessivo di 4.000 euro. Il tutto nel piccolo capoluogo pugliese.
A ben guardare il successo di BUCK, oltre al lavoro sinergico degli enti pubblici coinvolti, è imputabile anche al contributo determinante offerto dall'Accademia di Belle Arti, dal Teatro dei Limoni, dalla Fondazione Musicalia, dalla Facoltà di Scienze della Formazione di Foggia e dagli oltre 50 volontari che hanno permesso lo svolgimento del programma del Festival in piena regola. Tutto ciò lascia positivamente pensare ad una seconda edizione, che stando ai fatti, promette di superare l'ottimo risultato raggiunto quest'anno.
La scelta di parlare del festival non è stata affatto casuale, l'iniziativa rappresenta un segnale molto importante nella particolare congiuntura storica che sta attraversando il Paese, sopratutto il nostro Meridione. Esso indica la chiara volontà di fare qualcosa, di rilanciare la cultura( anche come fattore economico di sviluppo) e soprattutto di dimostrare ai nostri bambini/ragazzi come imparare, o appassionarsi alla cultura, non sia affatto qualcosa di noioso e petulante, ma rappresenti un viaggio divertente e coinvolgente, specialmente se supportato dalla partecipazione attiva dei "grandi". E' da segnalare, a tal proposito, la notevole partecipazione delle scuole ai 20 laboratori realizzati, che hanno offerto ai ragazzi l'opportunità di "sperimentare" e agli insegnanti la possibilità di arricchire le loro modalità d'insegnamento con tecniche creative ed innovative.
Di fronte ad una vita familiare frenetica, che vede sempre più frequentemente delegare l'educazione e la formazione dei bambini ad una tv ormai "cattiva maestra e consigliera" è bello invece pensare di poter contare sulle istituzioni e sul loro apporto attivo alla comunità, cosa che purtroppo non sempre accade.
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