
Tante buone forchette nel Risorgimento. Ne parla nel suo ultimo libro Germana Militerni Nardone
Scritto da Patrizia Giordanodi Rosetta Rossi Lando
Credevamo di sapere tutto su Garibaldi, sulle sue gesta, sui suoi viaggi, sui suoi amori, ma non c’eravamo mai posti il problema dei suoi gusti alimentari. Oggi che l’alimentazione ha un’importanza storico-sociale sempre crescente, ci sembra che l’argomento sia di grande interesse e attualità. E tale ricerca è stata fatta in modo approfondito, storico, aneddotico, da Germana Militerni Nardone che dell’Accademia Italiana della Cucina è una nota ed attiva rappresentante. Il suo ultimo libro “Garibaldi, l’Unità d’Italia sul piatto” edito da Guida ha dato spunto ad un piacevole excursus cultural gastronomico organizzato da Incontri Napoletani nella prestigiosa e accogliente sede della Fondazione Mondragone, accolti dalla presidente Giulia Parente, sempre perfetta padrona di casa, assieme ai due relatori: la giornalista Armida Parisi e Sergio Corbino, delegato accademico per la penisola sorrentina, moderati da Pasquale Esposito il quale riferendosi subito al libro della Nardone, ha sottolineato l’approfondimento e il rispetto di una storia che, con l’Unità d’Italia, ha penalizzato la nostra città e tutto il Meridione e che questo testo arricchito di ironici e significativi aneddoti riscatta nelle sue tradizioni e nella sua cultura.
La letteratura si fa largo in cucina: da 'Donna Flor ed i suoi due mariti ' di Amado a 'Mango,curry e souvenir' della scrittrice indiana Yasmin Alibhai Brown
Scritto da Patrizia Giordanodi Luciana Rollo Bancale
Cucina e letteratura, binomio vincente e non solo in 'rosa' che ha dato vita ad un genere molto diffuso negli ultimi anni: la gastro-letteratura. Al punto che una casa editrice torinese, 'Il Leone Verde', ha addirittura istituito una collana intitolata' Leggere è un gusto!' interamente dedicata ad esplorare gli intrecci gastronomico-letterari in piccoli e grandi capolavori del passato. Il perchè di tale commistione è ovvio. La letteratura, anche quella non autobiografica, nasce da sensazioni, odori, ricordi. E che cosa più del cibo, di una tavola imbandita con le tradizioni familiari e locali, può suscitare tutto questo??
La cucina è l'infanzia, la madre, la terra; anche dove non è presente il dato autobiografico, l'interesse gastronomico costituisce una cultura nascosta che impregna di sè i luoghi descritti, i caratteri dei personaggi, l'ambiente. Le caratteristiche di un determinato piatto vanno a identificarsi con la cultura e le tradizioni di un popolo, diventano folclore puro, e perciò elemento di curiosità da parte dello straniero. Nasce così una letteratura 'gastronomico-itinerante' che trova una delle prime espressioni nelle ricette raccolte dai protagonisti durante il loro viaggio nei diversi paesi, nel libro 'Il giro del Mondo in 80 giorni' di Jules Verne. E sembrerebbe strano trovare tanta attenzione all'elemento culinario in un romanzo d'avventura, se questo non implicasse appunto una caratterizzazione di culture e civiltà diverse che a volte si scontrano nella medesima terra. Si pensi alla Sicilia, al contrasto tra la cucina dei contadini offertaci dai 'Malavoglia' e la tragica opulenza del buffet festivo descritto da Tomasi di Lampedusa nel 'Gattopardo' con abbondanza di aragoste, tacchini, galantine, in cui il compiacimento barocco di quella tavola sembra l'unica traccia di vita di un mondo che muore. Qui il contrasto di culture diventa un vero 'spaccato' sociale e storico. E parlando della terra siciliana non si può fare a meno di pensare al sapore del formaggio citato da Elio Vittorini nelle 'Conversazioni in Sicilia', per lui basterà quel sapore 'bianco eppur aspro e antico' del formaggio siculo a riportargli sensazioni dell'infanzia assieme all'immagine della madre che arrostisce l'aringa.
Forza evocatrice del cibo, dunque, capace di suscitare grandi pagine letterarie e allora viene subito da pensare a Marcel Proust, dove il sapore delle famose madeleine, quei biscottini panciuti che mangiava da bambino a Combray in casa della zia ammalata, suscitano in lui un'emozione tale da dare addirittura origine al romanzo.
Sullo stesso filone evocativo metterei Colette che ne 'Il mio Noviziato' rammenta con nostalgia le cene dell'infanzia e l'entusiasmo che suscitava in lei il 'puchero', quella sorta di bollito misto che facevano a casa sua.
Francamente le citazioni sarebbero infinite ed è curioso osservare come persino in uno scrittore poco intimista come Giosuè Carducci si trovi il racconto della 'merlata' con accurate descrizioni di lui, provetto cacciatore e buongustaio, della preparazione dei merli e dei crostini, nelle sue vivaci cronache campestri di Castagneto Marittimo.
Ricordiamo ancora il compiacimento attraverso il quale sono descritte le ricche tavole dei 'Buddenbrook' da uno scrittore sensibile e raffinato come Thomas Mann, oppure le evocazioni di piatti appetitosi in 'Donna Flor ed i suoi due mariti', di Amado ( 1966), per non parlare di quei libri in cui il cibo diventa persino protagonista: libri che sembrano costruiti attorno ad un pranzo quali appaiono sin dall'esordio della letteratura, il 'Simposio' di Platone e poi il 'Satyricon' di Petronio, con la dettagliata descrizione delle cinquanta portate servite alla cena di Trimalcione, fino ad arrivare ai giorni d'oggi, al famossimo 'Pranzo di Babette' di Karen Blixen o ai romanzi di Joanne Harris dai titoli eloquenti ' Vino, patate e mele rosse' o 'Chocolat' reso celebre dalla trasposizione cinematografica con Juliette Binoche.
E come escludere da questo parziale elenco gastro-letterario tutti quei famosissimi detective,'Maigret' di Simenon, 'Nero Wolf' di Rex Stout, 'Pepe Carvalho' di Manuel Vasquez Montalban, fino al nostro 'Montalbano', di Andrea Camilleri: tutti uniti nella loro diversità dalla passione per la buona cucina. A volte le indagini sono addirittura spezzate, inframmezzate dalla descrizione di gustosissimi manicaretti, qualche volta persino ciascuno di loro.A volte le indagini sono addirittura spezzate, inframmezzate dalla descrizione di gustosissimi manicaretti, qualche volta persino accompagnati e arricchiti da ricette, un genere letterario questo definito 'romanzo goloso' di cui si può considerare antesignana Alice B. Toklas( 1954), l'amica del cuore di Gertrude Stein che nel suo libro di memorie( Il libro di cucina) descrive le eleganti cene preparate da lei e dal suo cuoco indocinese per gli artisti famosi che gravitavano nel celebre salotto parigino della Stein dandole un buon spunto per raccontare le vicende di ognuno.
L'ultima curiosità giunge dall'Oriente, dove scopriamo come il genere gastrolettarario si vada diffondendo anche lì, sopratutto in Asia con titoli curiosi quali 'La vendetta della melanzana' di Bulbul Sharma( edito dalla Marcos y Marcos 2001) composto da tredici racconti, ognuno accompagnato dalla ricetta dei piatti che ne hanno insaporito la trama; 'Il ristorante dell'amore ritrovato' della giapponese Ogawa Ito, e 'Mango, curry e souvenir', entrambi editi da Neri Pozza (2010), di Yasmin Alibhai Brown, scrittrice di orgine indiana ma trapiantata in Uganda assieme alla famiglia sotto l'impero britannico fino a quando tutti gli asiatici furono banditi dal dittatore Amin. Dagli anni '70 la Brown vive a Londra ma nel suo doloroso peregrinare ciò che la tiene ancorata alla propria identità è appunto il cibo, tenacemente preparato dalle mamme e dalle zie che si portano dietro da una terra ad un'altra i loro piccoli utensili e le ricette tramandate in famiglia.
'Foodies in Tour 2011' a Città del gusto di Napoli mercoledì 22 giugno.
Scritto da Patrizia Giordano'Foodies', gli esperti conoscitori dell'universo cibo, un esercito silenzioso di oltre cinque milioni di persone che non ama le definizioni e che negli ultimi anni è cresciuto ad un ritmo impressionante. Il loro approccio al cibo è culturale, quasi antropologico, per cui si fidano più del passaparola che dei giudizi di critici e guide. Ma sopratutto non si ...lasciano scappare facilmente l’occasione di assaporare chicche e prodotti eccellenti. A loro è dedicata la prima tappa del “Foodies in Tour” che si terrà alla Città del gusto di Napoli, in Via Coroglio, mercoledì 22 giugno dalle 20 alle 24. Una manifestazione organizzata da Gambero Rosso in collaborazione con Negroni che si concluderà a novembre con l’appuntamento finale in occasione della pubblicazione dell’edizione 2012 della guida del Gambero Rosso.
La tappa alla Città del gusto di Napoli aprirà quindi la stagione estiva del Tour ospitando una selezione dei migliori prodotti artigianali della Campania accompagnati da marchi storici e da creazioni esclusive. Qualche esempio? La serata sarà l’occasione per il Maestro Pizzaiolo della Città del Gusto di presentare, nell’ambito dell’iniziativa del “Panino d’autore Negroni”, il proprio saltimbocca (che sarà poi in vendita presso le bouvette di Città del gusto). Insieme alle fragranti pizze in teglia del Maestro Pizzaiolo ottenute con lievitazione 100% artigianale e al saltimbocca d’autore sarà possibile vivere una drinkexperience con gli inediti cocktail della Città del gusto che uniscono cucina e drink, e provare gli originali cuoppi di fritture (cestini realizzati in carta di paglia) della famosa Cuopperia di Cetara. E ancora, le migliori mozzarelle del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop, i migliori formaggi della Regione selezionati da La Tradizione, i premiatissimi gelati artigianali d'autore de La Cremeria Gabriele dei fratelli Cuomo, entrambi di Vico Equense. Sui banchi di assaggio anche la pasta artigianale fresca del Pastificio Leonessa, i taralli secondo le antiche tradizioni napoletane del Tarallificio Leopoldo, la pasticceria moderna e classica con due grandi maestri pasticceri Sabatino Sirica e Gennaro Volpe.
Il tutto accompagnato da una selezione di pregiate Birre Moretti sulle note d’atmosfera mixate dal vivo da Radio Capri – la costa della musica – ed i Dj di Lunare Project.
Costo della serata: 20 euro
18 euro per chi presenta la guida Foodies dello scorso anno o con le tessere sconto
Prenotazione obbligatoria. Posti ad esaurimento.
Informazioni e prenotazioni:
Città del gusto - Via Coroglio, Napoli, tel. 081 19808900 - www.gamberosso.it
fonte dati: Ufficio stampa dipunto studio - 081 681505 - www.dipuntostudio.it
Ristoratori al Sud : la storia di Antonio e Rita Mellino dei Quattro Passi di Nerano
Scritto da Patrizia GiordanoDelle edizioni Ippogrifo, 'La Cucina delle Sirene' di Francesco Aiello è un interessante e gustoso excursus nella moderna gastronomia mediterranea attraverso la storia e le ricette del ristorante 'Quattro Passi' di Antonio e Rita Mellino a Nerano di Massa Lubrense.
In perfetto equilibrio tra memoria del passato e moderna sensibilità al buono e al bello, la Penisola Sorrentina costituisce un laboratorio unico per la definizione della gastronomia contemporanea. In questo contesto, la storia di questa famiglia della ristorazione del Sud, impegnata da un quarto di secolo a creare e diffondere sapere gastronomico, è al centro del racconto del giornalista Aiello nel quale le vicende del cibo si intersecano abilmente con gli elementi storici e naturalistici di un contesto ambientale unico al mondo.
Lungo le pagine del volume (136 pagg; 35 euro), con la prefazione di Luciano Pignataro, il contributo storiografico di Antonino Siniscalchi e le fotografie d'autore di Michele Mari, la storia del ristorante si interseca con i cambiamenti che si sono verificati negli ultimi decenni sia per quanto riguarda i principi dell’alimentazione, sia per le motivazioni del “mangiare fuori”. Emerge in primo piano, dunque, quel processo di evoluzione e specializzazione della ristorazione che, da fatto gastronomico in senso lato, assume una connotazione antropologica, sociologica, economica e, quindi, culturale.
Sintesi tra il recupero della migliore tradizione della Campania e delle tendenze contemporanee in tema di cotture e presentazioni, la cucina dei Quattro Passi appare continuamente alla ricerca delle grandi materie prime, da qualsiasi parte provengano, senza mai tradire l’originaria vocazione di valorizzazione dei prodotti tipici della terra e del mare di Sorrento. Ecco perché accanto a ricette nelle quali si esaltano le doti del cuoco che crea, un posto di primo piano è riservato alle preparazioni che più direttamente si richiamano alla tradizione, nelle quali il cuoco-artigiano interpreta i prodotti di un territorio che ha fatto della biodiversità l’elemento su cui puntare per alimentare il “Grand Tour” gastronomico del terzo millennio. Il libro si presenta, giovedì 6 giugno alle ore 18, al ristorante Quattro passi di Nerano; assieme all'autore intervengono Clara Barra, curatrice delle Guide Gambero Rosso, il giornalista enogastronomo Luciano Pignataro ed Enzo Vizzari, direttore delle Guide dell'Espresso. Modera Guido Barendson.
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www.edizionedellippogrofo.it
Serata speciale a Città del Gusto di Napoli per la nuova Guida Oli d'Italia 2011( Gambero Rosso)
Scritto da Patrizia GiordanoUna manifestazione tutta da gustare in quel di Napoli. Un format innovativo e originale a Città del Gusto in Via Coroglio dove giovedì 9 giugno, dalle ore 20.00 alle 23.00, il paradiso dei buongustai e goduriosi ospita un evento imperdibile. In occasione dell’uscita della nuova guida Oli d’Italia - I migliori extravergine 2011 con una selezione di circa 273 aziende del settore, diverse quelle capitanate da donne!, Gambero Rosso propone al pubblico una grande degustazione dei migliori oli extravergine segnalati in guida, una panoramica attenta della produzione olivicola di qualità.
Per ogni regione gli esperti del Gambero Rosso raccontano i territori, le Dop, le cultivar autoctone e gli abbinamenti ideali suggeriti da grandi gourmet. Gli oli giudicati migliori vengono contraddistinti tradizionalmente dalle Tre Foglie, il massimo punteggio della guida riservato ai prodotti eccellenti, con profumi e sapori straordinari che vanno da nord a sud e che rispettano in tutto e per tutto il Disciplinare Unaprol I.O.O% Qualità Italiana. Il primato spetta ancora alla Toscana con ben 16 Tre Foglie, seguita dall'Umbria con 15, 9 gli oli con il massimo dei voti dalla Puglia, seguono la Campania con 7, la Sicilia con 6, il Lazio con 4, la Sardegna e l'Abruzzo con 3, infine l'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e le Marche. Una selezione degli oli premiati sarà protagonista a Napoli, a Città del gusto, nella serata di giovedì 9 giugno (ore 19) con banchi di assaggio a cura dei sommelier dell’Ais e alcuni produttori. In accompagnamento alle degustazioni, i bocconi d’autore preparati dagli chef resident, Nicola Miele e Giovanni Pastore, la mozzarella dell’Azienda Agricola Casearia Barlotti, i pani d'autore del Maestro Pizzaiolo Michele Leo, i pomodorini del Piennolo della storica Casa Barone, nota per la sua attenta e pregiata produzione. Chicca della serata, una drinkexeperience OIL FROZEN a base di olio condotta da Sebastiano, in sottofondo, come sempre, le suggestioni incredibili di Radio Capri con i Dj di Lunare Project.
Prezzo della degustazione: 18 euro, per i soci Gambero Rosso, Ais, Fisar, Cral, Onav, 15 euro; Info e Prenotazioni: Città del Gusto – Via Coroglio 57/104 – tel 081 19808900 – www.cittadelgusto.it
fonte dati: Ufficio Stampa
Dipunto studio – tel 081 681505 –
( ecco alcune aziende partecipanti : la Quagliera Abbruzzo, Forcella Abbruzzo, Madonna dell’Olivo Campania, Torretta Campania, Fontana Madonna Campania, I Capitani Campania, Le Masciare Campania, Az. Agricola Russo Campania, Starec Friuli Venezia Giulia Cetrone Lazio, Del Carmine Marche, D'Erchie Puglia, Frantoi Cutrera Sicilia, Mandranova Sicilia, Frantoi Cutrera Sicilia, Mandranova Sicilia, Planeta Sicilia, San Leo Toscana, Fattoria Altomena Toscana, Molino Il Fattore Tega Umbria)
Un grande evento interattivo, totalmente gratuito, organizzato da Caccia e Pesca e dedicato all'intero popolo della Pesca sportiva in mare e acqua dolce. Nato per soddisfare le aspettative di tutte le categorie degli appassionati: dai più esperti fino ai principianti con attività ludiche, aggregative e culturali per grandi e piccini. Città di mare e di antiche tradizioni marinare, il capoluogo salermitano si trasformerà da venerdì 3 a domenica 5 giugno in un vero punto di incontro per tutti gli aficionados del settore. Tema centrale del Fishing Festival è l’esperienza di pesca vissuta in tutte le sue declinazioni, per imparare, provare e soprattutto divertirsi con tutta la famiglia nel rispetto dell’ambiente in mare e in acqua dolce.
Ricco di appuntamenti ill programma della kermesse, a partire dalle prove in barca, dai workshop e dalle esibizioni fino alle aree dedicate alle prove tecniche e ai giochi per bambini.
Grazie alla presenza di aziende del settore e di associazioni, i partecipanti potranno inoltre incontrare i Campioni delle varie discipline e i volti del canale Caccia e Pesca. Grandi esperti per ogni tecnica di pesca in mare e in acqua dolce si alterneranno tra gli stand delle aziende con esibizioni aperte al pubblico e speciali stage su prenotazione. Sempre tra gli stand, si potranno toccare con mano le ultime novità del settore e negli appositi spazi testare in acqua le attrezzature sotto l’attenta guida dei progettisti e dei Pro–Staff delle aziende.
Allestita anche un’area "shopping" con la presenza dei marchi più importanti del comparto pesca in mare e l'assistenza di personale specializzato in grado di consigliare sull’acquisto.
Non è previsto nessun biglietto di ingresso e tutte le attività sono gratuite.
di Teresa Mangiacapra
Cloto, Lachesi e Atropo, le tre Parche, coloro che detengono il potere più grande: l’elargizione del tempo concesso alla vita dei mortali, sono il soggetto della mia installazione ' Tria Fata' dedicata all’unità d’Italia e inaugurata recentemente nel chiostro della chiesa di Santa Maria la Nova nell'ambito della mostra le Sorelle d'Italia in cui espongo assieme ad altre tre artiste: Tullia Matania, Mathelda Balatresi e Maria Racana Terracciano. Ciascuna a modo suo vuole offrire una serie di spunti di riflessione su uno dei momenti più importanti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese.
di Patrizia Giordano
Un Massimo Baldari inedito quello che espone in questi giorni presso la Pica Gallery, in via Vetriera. Il noto cronista del Mattino - dopo i suoi esordi al Roma - torna dopo trent’anni al suo primo grande amore: la fotografia, una passione coltivata con pazienza nel solco della discrezione com’è sua abitudine, mettendo in gioco l’esperienza acquista in questi ultimi anni nel campo delle nuove tecnologie per sfruttare al massimo tutte le potenzialità offerte dal digitale. Ed ecco ‘Fine Art Naples’ la sua prima personale, da Salvatore Pica sino a sabato 21 maggio, dove agli iniziali entusiasmi coloristici, Baldari sovrappone di una stessa immagine le atmosfere intense e surreali del bianco e nero, convinto che solo il b/n nella maggior parte dei casi può svelare la forza interna di una foto e far vibrare corde ormai sopite. Veri e propri ‘scatti di vita’ li ha definiti Francesco de Core, in occasione del varo del vernissage, che nascono dal rapporto con i paesaggi, i volti, la quotidianità, gli affetti vicini e collaterali, in cui le parole chiave sono passione ed emozione, ma anche leggerezza. Una leggerezza che non è mai superficialità ma essenzialità. E come se l’obiettivo di Baldari, perdendo la zavorra dei pensieri che appiattiscono e assecondando i propri istinti, riuscisse a volare più in alto proiettando anche il nostro sguardo un po’ più in là di dove di solito riusciamo a spingerlo. Un ‘occhio’ che non demorde quello di Baldari. Piuttosto scruta, analizza, scandaglia e che, forse, oltre a farci vedere cose che abitualmente non vediamo, ci aiuta a osservare sotto una luce diversa ciò che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno ma di cui fatichiamo a cogliere il senso e che invece l’attimo di un fotogramma fissa e ci consegna. Così guardando il bianco e nero della lunga banchina di Via Caracciolo o della piazza d’Armi di Castel Sant’Elmo, dove il gioco di luci, fessure e geometrie ci rivela la traccia dei diversi passaggi d’epoca dell’antica fortezza quasi a tenerci desti, vigili su quanto ancora verrà, oppure le spianate di terra, ruggine e polvere dell’ex area dell’Italsider a Bagnoli. “Scorci di un mondo che adesso ci appare solo preistoria, ma che conserva una dignità umile e profonda - racconta lo stesso autore - perché dentro resta attaccata la carne viva degli operai”. A ricordarci che la fotografia ha un potere strano, misterioso: congela ciò che è vivo ma sa dare vita all’inanimato. Un’aritmia dell’esistenza che l'autore ritrova tra gli anfratti della sua Napoli, antica e moderna, tra le rovine di Ercolano, Baia, Miseno, Cuma, nei residuali depositi di malinconiche mareggiate invernali o nel volo di un gabbiano, congelato per sempre in quel frammento di azione sospesa nell’eternità. Mentre il colore esplode in tutta la sua virulenta cromia dalle vecchie barche dei pescherecci al Borgo Marinari e l'infinita serie dei suoi personaggi. Sono immagini belle e surreali, talvolta anche incredibilmente ‘crude’ e solitarie, da cui pare di sentire il silenzio mai oppressivo ma dilatato delle lacerazioni del mondo che ci circonda, ma anche piene di amore e tenerezza, quasi a placare ansie ed inquietudini, come i ritratti di famiglia o gli straordinari tramonti su isole e coste che abitano la nostra voglia di pace. Perché a volte più che di un mondo nuovo, c’è bisogno di occhi nuovi per guardare il mondo ( orari lunedì/venerdì ore 9-12.30; 16.30-19, sabato 9-12.30).
dove: Pica Gallery, via Vetriera 16, Napoli
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SVILUPPO DONNEIMPRENDITRICI
Un network al femminile di donne professioniste, imprenditrici e aspiranti imprenditrici in tutti i campi che creano sinergie per crescere professionalmente.
NeveDonna 2011
L'evento dedicato alla Donna, un'occasione unica di Networking. Tre giornate di sinergie e benessere, di incontri e presentazioni, conferenze e laboratori con e a cura di Donne, Aziende, Imprese, Istituzioni, Club, Circoli, Associazioni, per mettersi in gioco, cogliere e generare opportunità personali, professionali e sociali.
Banco di Napoli
Il Banco di Napoli trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii sorti a Napoli tra il XVI e XVII secolo. Attualmente è una Società del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Istituto Banco di Napoli Fondazione
L'Istituto Banco di Napoli è una Fondazione che persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale nelle regioni meridionali. Ha sede nel Palazzo Ricca, Via Tribunali 213 -Napoli.
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Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell'ambiente al fine di assicurare l'organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.
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NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni ed ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli.
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Giovanna Izzo Sampaolesi
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Lucio e Mariolina Mirra
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Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.
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L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.
Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.
Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.
Palazzo Reale Napoli
Palazzo Reale di Napoli
Soprintendenza Archivistica per la Campania
Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
Presidente Dott.ssa Maria Luisa Storchi
Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34
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L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.
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