Itinerando Live

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Gran bazar napoletano a L'Art, l'atelier di Laura Vecchio, al 390 di Via Posillipo. Un nido di luce affacciato sul mare che bagna Napoli. Luce pura, riflessa dalle finestre in ferro battuto. Cattura del giorno e creatività che osanna da venerdì ( ore 17) sino a domenica sera l’handmade partenopeo. Un artigianato artistico raffinato, antico, fatto di precisione, fatica e di passione  “per la materia pura” - come dice Laura, grafica pubblicitaria e designer, verace bellezza partenopea, colori scuri che tradiscono l’immagine classica della donna del sud.

Nel suo spazio espositivo - che si trasforma per tre giorni in una zattera di curiosità e idee regalo - teleria da bagno, oggettistica, complementi di arredo, alta bigiotteria, wedding elements, fragranze: tutti partecipano di una dimensione estetica che rifugge la banalità e mostra una nuova libertà. Fatta di pensiero e saper fare. Gli intrecci preziosi in macramè di Chiara Eboli, artista eclettica, bravissima pittrice, si fondono con la sua ultima produzione di terrecotte, dipinte a pennello con colori e disegni che sottolineano la profonda conoscenza delle tecniche miste. La poesia e i colori della natura donano fascino ed atmosfera a paesaggi e scorci di Napoli ripresi dall’ obiettivo di Carlo Maria La Nave mentre l’etnico è rivisitato nell’alta bigiotteria dell’artista Luminita Irimia che non tradisce i natali rumeni. Una produzione di pezzi unici - anelli, bracciali, pendant - in cui l’artefice esprime la sua gioiosa creatività. Le pietre colorate, dal blu al giallo tufo, sono scelte ed accoppiate con armonia. Ogni pezzo viene modellato e reso unico con continue variazioni, tipiche della lavorazione manuale.

Per coccolare il nostro corpo dopo un bagno rilassante, ma anche nei gesti di pulizia quotidiana, ci aspettano le telerie da bagno di Marilisa Borsacchi: lino, cotone, spugna, dalle tinte naturali oppure dalle sofisticate lavorazioni jacquard che ne fanno quasi un oggetto di culto, anche per chi non se lo può permettere. Se la tavolozza cromatica domina nel cucito creativo e nel patchwork allegro e trendy di Tiziana Tramontano, leggerezza e poesia spaziano nelle idee regalo, decorazioni e bomboniere realizzate da Le Saudaded di Marco Saud Vocaturo, una vitale creatività che si esprime negli effetti cromatici e nelle infinite forme e materiali delle sue produzioni ad ampio raggio. L’esposizione si completa con l’arte presepiale ed artigiana di Maria Rosaria Cocchia, la sensibilità creativa dell’autrice si avverte nell’espressività dei suoi pastori in terracotta vestiti con i tipici costumi popolari dell' 800 che sembrano muoversi con una notevole plasticità. Ad annunciarci che il Natale è vicino.

di Patrizia Giordano

Marsiglia - Torre del Greco: un filo rosso-corallo lega e si dipana fra le due cittadine marinare del Mediterraneo, crocevia di popoli e genti, a cui l' Istituto Italiano di cultura francese diretto da Roberta Albertanza in occasione della XIV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo e in onore quest'anno del Semestre di presidenza Italiana dell’Unione europea, dedica un interessante ciclo di incontri. A partire da giovedì 6 novembre  sino al 17 dicembre con due conferenze e due mostre di apertura sui temi del corallo e dei corsari del Mare Nostrum.

E non poteva esserci sede migliore al n. 6 di Rue Ferdinad Pauriol, a due passi dalla Canebière, la via un pò blasè del vecchio porto di Marsiglia, per ammirare l’esposizione "Corsari del Nostro Mare", curata da Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico, che presenta armi, carte nautiche, documenti d’archivio e altri oggetti databili tra il ‘500  e l’800, epoca in cui la corsareria e la pirateria ebbero fine nel Mediterraneo.

La lavorazione artistica del corallo sarà il secondo grande tema di questa serata con una singolare rassegna di preziosi gioielli del XIX° e XX° secolo provenienti dal Museo del Corallo Ascione di Torre del Greco. Spille che sembrano mazzi di rose in fiore, collane, orecchini a grappolo e cammei finemente incisi, cinture di corallo e perline, in tutte le gradazioni del rosso e del rosa. Un giro delle meraviglie curato da Filomena Maria Sarella e Caterina Ascione, che rimanda all'abilità e delicatezza degli antichi artigiani torresi. Completerà l'esposizione una parte della collezione di gioielli contemporanei delle artiste Loredana Boboli de Lama e Isabella Astengo che lavorano questo prezioso materiale in maniera raffinata e nel totale rispetto della natura.

All'insegna del Forum delle Culture, nel complesso monumentale di S. Domenico Maggiore va in scena "Il Bello o il Vero, la scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento". Una kermesse fortemente attesa nell'antico complesso ducentesco, curata da Isabella Valente che a partire da giovedì ( ore 16.30) sino al 31 gennaio 2015 coinvolgerà migliiaia di visitatori in un viaggio unico nel suo genere: arte, alta tecnologia e territorio comunicano tra loro mostrando al grande pubblico una rassegna di opere del tempo mai vista in nessuna città d’Italia e in maniera del tutto innovativa.

Mai prima d’ora, fatta eccezione per Parigi, una mostra ha presentato una panoramica tanto completa sulla scultura locale del secondo Ottocento e del primo Novecento.

Mai prima d’ora una mostra ha messo in relazione museo e territorio, esponendo opere “vere” e, tramite ricostruzioni digitali in 3D, opere inamovibili collocate in spazi urbani.

E ancora, mai prima d’ora una mostra ha permesso alle opere di interagire col pubblico.

La storiografia moderna ha per lungo tempo voltato le spalle all’arte del XIX secolo, accorgendosi solo negli ultimi decenni dell’idea del “bello” e dell’idea del “vero” presente nelle opere realizzate in quegli anni. I numerosi studi di seguito avviati in tutta Italia sono proceduti, però, con lentezza nel napoletano per mancanza di fondi, lasciando una pesante lacuna.

Da questo gap culturale è partita una delle linee di ricerca su cui Databenc, Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali, sta operando sin dalla sua costituzione, nell’ambito dei progetti CHIS (Cultural Heritage Information System), SNECS (Social Network delle Entità dei Centri Storici), OPS (Opera parlanti Show) e Muse@Home.

Databenc presenta ne Il Bello o il Vero parte delle sue attività di ricerca, basate sulla novità delle installazioni tecnologiche e caratterizzate dalla proposta di originali modelli esperienziali,  che permettano una conoscenza dell’opera da parte del pubblico sempre più stimolante e non passiva, trasformando l’approccio scientifico in esperienza cognitiva emozionante, accompagnando il visitatore in un viaggio tra reale e digitale.

A fare da cornice alla mostra - che sarà inaugurata da Daniele Pitteri, commissario Fondazione Forum delle Culture, Angelo Chianese, presidente del Databenc e l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele - il ritrovato e suggestivo complesso monumentale di San Domenico Maggiore: uno spazio espositivo che mette assieme, sino al 31 gennaio 2015, 35 artisti( da Giovan Battista Amendola,Tito Angelini, Vincenzo Gemito, Francesco de Matteis, Carlo De Veroli, Saverio Gatto sino a Giuseppe Renda, Odoardo Tabacchi, Giovanni Tizzano),  in tutta la loro complessa personalità, raccogliendo circa 250 opere provenienti da musei, gallerie e collezioni private di tutta Italia, esponendo opere inamovibili con ricostruzioni 3D e navigazioni virtuali.

Sguardi, espressioni, gesti che escono dalla materia, e dalla non materia, e raccontano storie di personaggi noti e ignoti, volti del popolo, mestieri, scene di vita, scorci di Napoli in dodici itinerari in cui il visitatore è guidato alla conoscenza delle varie correnti, dei diversi artisti, dei particolari momenti che hanno caratterizzato quegli anni.

Una rassegna completa, dunque, che perfettamente si inserisce nel contesto del Forum Universale delle Culture per la sua capacità di promuovere la conoscenza del territorio e del popolo napoletano in un arco temporale che lo ha visto particolarmente fecondo in creatività e genio.

Ma c'è di più perchè Il Bello o il Vero prende forma nella creatività dei più piccoli con meno di 13 anni che si possono divertire ad usare pastelli, matite e pennarelli, scegliendo una scultura tra quelle proposte, disegnarla e inviare la foto dell'opera d’arte, compilando l’apposito form (info@ Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Tutti i disegni saranno pubblicati sul sito ufficiale e i più belli saranno esposti in occasione della mostra ( si ha tempo fino al 31 dicembre 2014).Oppure Il Bello o il Vero lo si può andare a cercare tra le strade ed i vicoli di Napoli, basta solo alzare lo sguardo inviando la fotografia di una scultura pubblica o di un monumento della città partenopea, scrivendo quali emozioni suscita. Le immagini saranno selezionate e pubblicate sul sito della mostra e sui social network dedicati. Inoltre, una giuria composta da fotografi professionisti sceglierà le foto più suggestive, che saranno esposte in occasione della mostra. ( in foto Giuseppe Renda " Non mi toccare") 

 

 

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Si apre la grande stagione al museo di Capodimonte. Da lunedì 3 a giovedì 6 novembre a partire dalle 11 nell'ampio auditorium un nuovo ciclo di incontri dedicato alle vicende, ai profondi legami della storia politica e della cultura artistica  che hanno unito Napoli e la Spagna tra Seicento e Settecento, ne discuteranno: Luis Ribot, professore ordinario di Storia moderna UNED; Roberto Alonso, storico dell’arte Università Complutense di Madrid e Ricardo Naldi, professore ordinario di storia dell’arte moderna Università degli Studi di Napoli L’Orientale.

Gli incontri sono organizzati dalla Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta e dall’Istituto Cervantes di Napoli, con il sostegno dell’Ambasciata di Spagna, in collaborazione con l’associazione Amici di Capodimonte.

lunedì  3 novembre         Luis Ribot,   Napoli vista da Madrid nei secoli XVI, XVII-XVIII    
martedì  4  novembre     Roberto Alonso,  Tra Napoli e la Spagna. Sculture per i viceré 
giovedì  6 novembre       Riccardo Naldi,    Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe. Due scultori spagnoli agli inizi del Cinquecento.

CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE - TEL  081 19563311 – E-MAIL : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Difficile non farsi affascinare dalle sirene di “Approdi d’autore” manifestazione giunta quest'anno all’ottava edizione. La rassegna organizzata da Graus editore, che propone appuntamenti culturali, ma con leggerezza, nell’edizione 2012 si sdoppia, allargandosi anche a Capri, ma mantenendo la tradizionale location di Ischia. Le sirene di Graus canteranno a partire da maggio alla Spa Pantarei dell'isola azzurra, luogo dove il benessere si coniuga con la cultura. L’appuntamento è sempre alle otto di sera, l’ora che “volge al desìo e ai naviganti intenerisce il core”.

Una manifestazione, dunque, che prende il via da Capri per concludersi a settembre a Ischia e che in questa edizione ha come filo rosso "I canti delle sirene". Il perché lo spiega lo stesso editore Piero Graus. “Naturalmente le sirene sono fortemente legate ai valori di Napoli e della Campania. Rappresentano il fascino, l’ammaliamento, l’incantesimo, la seduzione. Ma anche la favola, il racconto, la storia, le storie, la leggenda, la memoria. Ecco, queste sono tutte cose che per noi si trovano nel termine ‘sirene’ ”.

Primi libri in presentazione Anthony Manfredonia ed il suo Il digiuno degli amanti abbinato a Parlami di Alessandro Zannini. Altri appuntamenti: La terra e il mare di Elena Scarfagna e Øyvind Gregersen e Vurria di Maddelena De Fazio; ci saranno Victor Poletti autore di Un angelo blu insieme a Gaetano Amato con Gioco segreto. A giugno il calendario di Approdi d’autore propone "Capri incontra Ischia" evento che sarà poi ricambiato dall’ “isola verde” nella parte di programmazione ischitana con Gilda Cortese, Andrea Esposito e Ivano Fiorentino rispettivamente autori di La mia vendetta è l’amore, Il paese nasconde e Il riflesso di un arcobaleno sulla Colombaia. Il 9 giugno ci sarà Stefano Calvagna con Cronaca di un assurdo normale, un libro da cui è stato tratto il film omonimo che arriva in sala proprio in questo mese e che verrà proiettato in anteprima nazionale. Intervengono anche i due protagonisti: Chiara Ricci e Massimo Bonetti. Nella stessa serata un altro libro in presentazione: Gaetano Lorito con Non ho mai smesso di farlo. Venerdì 15 giugno è la volta di Ciro Cacciola, che avvalendosi della prefazione di Renzo Arbore ed una “serenata” di Marisa Laurito, presenta Balla Italia. 150 buoni motivi per ballare italiano da Trieste in giù. L’incontro è arricchito dagli interventi musicali di Imma Allozzi e Roberto Porzio. Il 23 giugno si torna al sabato con Maria Cristina Foglia che parlerà del suo Ischia in tavola, abbinata a Francesca Sapienza che ha scritto Giulia e Partenope e Ciro Tummolillo che presenta Il trasformista. Tummolillo conclude la serata con uno spettacolo di cabaret. Ma i canti delle sirene, assicurano alla Graus, ammalieranno i lettori....per tutta l'estate!


calendario eventi: www.grauseditore.it
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Figure di donne tra l’astratto e il figurativo minimalista, figure rarefatte e nel contempo solide che solo l’arte e le sue straordinarie alchimie sulla tela rendono possibile: sono le figure femminili di Maria Ràcana Terracciano, in mostra da martedì 12 ( inaugurazione  ore 18) sino al 30 giugno nella galleria Al Blu di Prussia, lo spazio multimediale di Giuseppe e Patrizia Mannajuolo, diretto da Mario Pellegrino, al 42 di via Filangieri a Napoli, che con questo finissage conclude la stagione espositiva 2011-2012 prima della pausa estiva.

Titolo della mostra è " L'aria delle Donne", organizzata e curata dalla critica d'arte Mimma Sardella, ex direttrice del Palazzo Reale di Napoli e già Sovrintendente per i Beni artistici e storici di Bari. Per l’esposizione la galleria dei Mannajuolo si tinge di azzurro per creare una cornice cromatica di particolare effetto e presentare al meglio le opere di questa artista, nata in Lucania ma napoletana di fatto da sempre. Ventitrè le opere esposte: dipinti (tecnica mista su tela) di varie dimensioni, una di queste al piano terra, a lato dell'ascensore, che ha il compito di introdurre al percorso espositivo, alle sue atmosfere rarefatte, mentre nella sala cinema scorreranno le immagini di un video per la regia di Toni Stefanucci, testo di Mimma Sardella per la voce di Antonella Stefanucci.

“L’aria delle donne” (piccolo catalogo con testi di Mimma Sardella, Mario Pellegrino - che tra l’altro sottolinea: “Maria Ràcana Terracciano è un’artista di particolare raffinatezza, riservata eppure di grande temperamento - e Antonella Delli Paoli) è un omaggio, oltre che un riferimento diretto, alla levità delle figure femminili rappresentate sulla tela dalla Terracciano a partire dagli anni Settanta ad oggi in una ricerca costante al cui centro c’è, appunto, la donna, la sua rappresentazione iconica, sfumata, a volte surreale, ma sempre forte, espressiva. E il titolo scelto dalla curatrice (Mimma Sardella ha già curato l’esposizione del novembre 2010 a Castel dell’Ovo, “Donnemaria”) intende rimarcare appunto la singolarità di tale ricerca. “La mia è una donna tra l'astratto ed il figurativo minimalista - afferma Maria Ràcana Terracciano, madre dell’ambasciatore Pasquale Terracciano, che continua a fornire la sua competenza diplomatica alla Presidenza del Consiglio - . Una ricerca che parte da lontano, dai miei esordi - aggiunge - Erano gli anni del movimento femminista, delle lotte per propugnare la libertà della donna, della sua emancipazione per liberarsi dalle difficoltà sociali, dagli schemi… Erano gli anni, ricordo, delle battaglie per l’aborto. Io sentivo la necessità di portare avanti una ricerca su questo tema, che anche in seguito non ho abbandonato, quando mi sono volta, a donne finalmente liberate, verso l’approfondimento creativo dei concetti di spazio e di tempo, nelle loro diverse accezioni”.

che muovono la vita al di là dell’immediato fluire del tempo, che non le riguarda; più in là, in lontananza ma molto molto lontano, volgono lo sguardo. Quando Stanley Kubrick, nel 1968, scelse le note forti di Richard Strauss ( “Also sprach Zarathustra”) per aprirci all’emozionante visione di “2001 Odissea nello spazio”, deludendo il suo compositore, ottenne un gran risultato, forzando con la musica l’orizzonte delle immagini filmiche. Per le immagini che Maria Ràcana Terracciano ferma sulla tela, la lontananza è tale che la musica, se c’è, non si sente. Nell’infinito spazio-tempo il suono si perde, non esiste, non può fisicamente essere asco

 “L’aria delle donne” - scrive in catalogo la curatrice Mimma Sardella  - “ è appunto lo sguardo infinito dell'universo femminile, Donne similmente atteggiate, anzi tratteggiate appena eppure saldamente impostate, guardano verso l’orizzonte. Sostano al di sopra di un limite immaginato, silenziose creature che suggellano il mistero della vita, raccolte a…mirare. I colori  sfumano di azzurri sospesi nell’infinito esistere del tempo che si fonde con lo spazio immenso dell’Universo, né esiste lo scandire  delle ore del giorno: qui è dipinto  il tempo dello spazio.

Donne antiche? Sempiterne, si direbbe - prosegue a scrivere la Sardella -. Una proroga infinita del fluire temporale che tanto mortifica e accelera il nostro quotidiano, trattiene lo scorrere degli attimi, delle ore, dei tempi del giorno e dell’anno, nella dimensione borgesiana che diventa il respiro evidente dell’iconografia dell’artista , di ogni dettaglio  che Maria ferma sulle sue raffinate tele.

Donne quiete? Ma no, assolutamente. Queste donne sono figure sicure ed esperte, conoscono i segreti ltato; cantano di propria vita le emozioni dell’Alefh, come nella tela così denominata, dove la donna, assorta e appena tratteggiata a punta di mina e incolore, sente fluire oltre sé il tempo della Storia, che lei stessa decide di nominare “Imperi”.

Nella tela “In volo”, azzurra anch’essa, esposta al piano terra a sinistra del modernissimo ascensore vagano nello spazio pezzi di mondo racchiusi in bolle di aria trasparente: così un castello, un paesino di montagna e una nave a vele spiegate vagano senza pondus  nello spazio, visibili allo sguardo del passante oltre il vetro trasparente che chiude l’accesso da via Filangieri alla Galleria Al Blu di Prussia. Risalita la scala e riguadagnata la stabilità del piano, al primo incedere lo  sguardo viene attratto come da un soggetto in movimento che gira sulla parete di fondo; non è un esperimento cibernetico, è una ruota - o la corolla di un fiore di innumerevoli petali?- che figure di donnine allineate di fianco, erette e fiere, fanno girare al contrario, riferimento certo alla teoria einsteiniana della relatività dello spazio. Al centro non c’è il bottone del fiore a tenere la corolla, è lo spazio vuoto a comparire nel tondo di un piccolo vortice come per riprendere e portare lontano, nella inesauribile danza del tempo, le sagome, visionariamente sempre più lontane nell’incanto infinito del volo senza méta della vita stessa. A destra, subito, una tela impastata di colore giallo mostra una bella giovane donna che, seduta in poltrona e vestita con abiti di primo Novecento, pare rassicurarci e augurarci buon viaggio.

La tela, dipinta cinquant’anni or sono, fa parte del gioco, anch’essa in qualche modo concepita senza tempo, ferma la protagonista come a guardare i movimenti continui di chi va e di chi viene, nell’alternarsi composto e talvolta no dei convenuti  “Donna che guarda le donne”. Altro è il viaggiare su percorsi segnati come itinerari dovuti, su e giù, in lungo e largo alla ricerca di nuove mete dove fermarsi a vivere, emigranti perpetui in un mondo che pare incapace di accogliere i suoi abitanti e renderli stanziali. Questo racconta la tela azzurra  “In giro per il mondo” che segna a bianche linee personaggi di varia età e sesso, pronti a percorrere le linee tratteggiate sulla tonda superficie. Capace di astrazione pur senza stravolgere le forme per significarne altre, l’artista mostra in ogni opera la sua esperita scelta linguistica, nel colore steso fino a imprimersi nella tela senza rilievi né sbavature, dove mai appaiono visibili i segni del pennello nella pasta ispessita di una qualche colatura.  Al di dentro, trattenuta dai bordi semplicemente rimboccati sul telaio rigido e perfettamente simmetrico nei suoi angoli retti, esiste solo il colore dell’aria, intrisa dalla luce che un invisibile sole emana all’alba del giorno e al suo crepuscolo, senza proiettare ombre, ché l’aria non sa descriverle. In successione appaiono, collocate sulla parete più ampia, due tele di più grande formato, campite di un rosso sfumato tra il colore di due frutti: della  prugna e della fragola.  Dentro un infinito tramonto trattenuto dall’alba naviga, rinchiusa in un mondo fattosi stretto come una bolla, la nave di tutte le bandiere “Navigare dentro”. Perduta ormai è la rotta che forse sanno le donne “Donne che guardano la terra dallo spazio”; dipinte di spalle e a figura eretta, guardano verso un globo azzurro, che non è sole e neppure  terra, ma forse un nuovo mondo, raggiungibile? Chi lo sa…forse Maria”.

titolo evento : " L'aria delle donne", mostra di Maria Ràcana Terracciano

quando: da martedì 12 giugno, ore 18, a sabato 30 giugno 2012

dove: galleria Al Blu di Prussia, Via Filangieri 42, Napoli ( www.albludiprussia.com)

ufficio stampa: Pasquale Esposito (347-8558890)

orari: mar-sab 16.30-20; ingresso libero; tel. 081/409446

Catalogo della mostra( a cura di M. Sardella, M. Pellegrino e A. Delli Paoli) disponibile in galleria.

 

 

L’arte contemporanea entra nei nuovi uffici di Finanza & Futuro Banca, la rete dei promotori finanziari del Gruppo Deutsche Bank, situati in via Crispi 62 a Napoli, che quest'anno festeggia i suoi 25 anni di attività con una singolare collettiva intitolata “Passioni, Forme e Immagini del Novecento ”.

Organizzata da Finanza & Futuro, in collaborazione con il partner commerciale Carmignac Gestion, la mostra - curata da Daniela Ricci e ideata da Vincenzo Cacace -  “intende essere un’occasione di incontro tra mondo delle professioni e arte fuori dai normali circuiti”, dichiara Luigi Scarselli, Network Manager dell’Area Sud di Finanza & Futuro.

“L’ufficio di Finanza & Futuro - spiega il Regional Manager, Mariangelo Tieri - oltre ad essere un luogo dove esprimere al meglio l’attività di promotore finanziario, professione sempre più complessa ed articolata, deve essere anche un luogo di stimolo e di “ricarica” di coloro che lo frequentano, nel quale discutere di lavoro ma non solo, dando spazio anche all’arte e alla cultura in genere, nutrimento fondamentale per la mente che arricchisce la personalità del professionista.”.

L’avvio del nuovo decennio del secolo scorso, che ha visto proliferare ideologie, prospettive, dinamiche sociali, orientamenti religiosi in modo vasto ed ha assistito anche ad immense tragedie e conflitti, si lasciava alle spalle l’esperienza del Gruppo Sud che tra il 1947 e il ’49 era unito dalla speranza di rinnovamento da parte di artisti con progetti differenti che arrivò poi all’esperienza del Gruppo 58 ponte dell’avanguardia tra Napoli e l’Europa. Alcuni artisti, tra cui quelli presentati per l’occasione, hanno sentito l’esigenza di fare attraverso le loro opere, un’attenta riflessione sulla loro validità rispetto al panorama evolutivo internazionale per affrontare l’arte e il suo linguaggio. Elio Waschimps, Teresa Mangiacapra, Elio, Luigi e Rosario Mazzella, Paolo La Motta, Alessandro Bella, Mario Sangiovanni, Enrico Cajati, Aniello Scotto, di diverse generazioni, che si esprimono con media differenti- pittura, scultura, fotografia e installazioni- riescono a dare un senso di continuità tra presente e passato attraverso un’analisi diretta ed incisiva delle varie fasi di trasformazione che la pittura, la fotografia e la scultura subiscono nel corso del tempo. Un “viaggio” intrapreso coraggiosamente fatto di immagini che fanno riflettere sulla precarietà, incubi, contraddizioni e antinomie. Per riuscire a capire alcuni di questi lavori (impossibile citarli tutti), bisogna necessariamente guardare retrospettivamente l’evoluzione di ogni singolo artista nel percorso dell’arte. Pennellate miocinetiche ed incantatorie, fluide e segniche, concettuali e informali, ma anche scatti per indagare le metropoli  con le sue intime solitudini  o osservare il mondo da altre prospettive e ancora sculture che rappresentano in maniera soggettiva, armonia, torsioni, equilibri, intersecazione di piani, leggerezza, cerchi e luce riflessa alludendo ai processi naturali e anche al loro trasformarsi nel tempo e nello spazio.


titolo: ”Passioni, Immagini e Forme del Novecento”

Orario: Lun-mer-ven dalle ore 10 alle

quando: dal 6 giugno al 6 luglio 2012

dove: Ufficio dei Promotori Finanziari Finanza & Futuro Banca, via Crispi 62, Napoli

UFFICIO STAMPA.

Daniela Ricci, cell. 347.0824165, mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Annalisa Tirrito, cell. 335.5289607, mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.    

Immagini dell’anima impresse sulla tela. Rossella Avolio non sfugge alla regola, che poi è di chi ha qualcosa da comunicare, e nell'ambito del Maggio dei Monumenti mette in mostra a Castel dell’Ovo (Sale delle Terrazze, sino al 15 maggio), la sua visione delle cose, del mondo attraverso il colore sulla tela, ma anche sul legno, un’altra tappa del suo percorso d’arte che l’ha fatta conoscere ed apprezzare in giro per l’Italia oltre che a Napoli. Un percorso tenace, fuori dai circuiti, dalle tutele organizzative, ma segnato dalla passione e dalla capacità della giovane artista napoletana, di cui ha dato prova nelle precedenti esposizioni a Palazzo Alabardieri, e prima ancora a Palazzo Crispi, e successivamente al Circolo Artistico Politecnico e in altre sedi.

A Castel dell’Ovo la Avolio firma la mostra che ha per titolo “Il colore incisivo e i suoi riflessi nella moda”, segni pittorici si susseguono sulla tela, su tavole, perfino sui tessuti in un succedersi di armonie e contrasti cromatici che danno la misura di una pennellata sempre più matura. Cromie diverse, dalla familiare, abituale prevalenza del rosso l'artista si affaccia a nuove tinte, altri colori ancora per manifestare il suo stato d’animo, la sua ispirazione, la sua visione d’artista. L’arte per la pittrice, risponde ad un’esigenza creativa e si manifesta in opere che coinvolgono emotivamente lo spettatore. «Non esistono regole o codici standardizzati per comunicare le proprie emozioni - afferma la Avolio - ma solo libertà di espressione che significa essere se stessi e trasmettere i propri sentimenti e la propria interiorità. Non esiste dunque un’unica tecnica ed un’unica modalità di comunicazione, ma tante e variegate legate alle esperienze artistiche acquisite ed arricchite dal proprio vissuto».

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Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell'ambiente al fine di assicurare l'organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.

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L’Associazione Amici degli Archivi Onlus è stata istituita con atto notarile nel 2000 ed ha come scopo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Associazione è presieduta da Giulio Raimondi, già direttore del Grande Archivio di Napoli e Sovrintendente Archivistico per la Campania.

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Rivista Il Cerchio di Napoli diretta da Giulio Rolando.

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Teatro Diana e Teatro delle Palme in Napoli.

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di Annamaria Cirillo, Libreria Napoletana Via San Gregorio Armeno, 4 Napoli.

Al Blu di Prussia
L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.

Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.

Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.

Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.

Palazzo Reale Napoli
Palazzo Reale di Napoli

Soprintendenza Archivistica per la Campania
Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
Presidente Dott.ssa Maria Luisa Storchi

Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34

Associazione No Comment
L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.