
Difficile non farsi affascinare dalle sirene di “Approdi d’autore” manifestazione giunta quest'anno all’ottava edizione. La rassegna organizzata da Graus editore, che propone appuntamenti culturali, ma con leggerezza, nell’edizione 2012 si sdoppia, allargandosi anche a Capri, ma mantenendo la tradizionale location di Ischia. Le sirene di Graus canteranno a partire da maggio alla Spa Pantarei dell'isola azzurra, luogo dove il benessere si coniuga con la cultura. L’appuntamento è sempre alle otto di sera, l’ora che “volge al desìo e ai naviganti intenerisce il core”.
Una manifestazione, dunque, che prende il via da Capri per concludersi a settembre a Ischia e che in questa edizione ha come filo rosso "I canti delle sirene". Il perché lo spiega lo stesso editore Piero Graus. “Naturalmente le sirene sono fortemente legate ai valori di Napoli e della Campania. Rappresentano il fascino, l’ammaliamento, l’incantesimo, la seduzione. Ma anche la favola, il racconto, la storia, le storie, la leggenda, la memoria. Ecco, queste sono tutte cose che per noi si trovano nel termine ‘sirene’ ”.
Primi libri in presentazione Anthony Manfredonia ed il suo Il digiuno degli amanti abbinato a Parlami di Alessandro Zannini. Altri appuntamenti: La terra e il mare di Elena Scarfagna e Øyvind Gregersen e Vurria di Maddelena De Fazio; ci saranno Victor Poletti autore di Un angelo blu insieme a Gaetano Amato con Gioco segreto. A giugno il calendario di Approdi d’autore propone "Capri incontra Ischia" evento che sarà poi ricambiato dall’ “isola verde” nella parte di programmazione ischitana con Gilda Cortese, Andrea Esposito e Ivano Fiorentino rispettivamente autori di La mia vendetta è l’amore, Il paese nasconde e Il riflesso di un arcobaleno sulla Colombaia. Il 9 giugno ci sarà Stefano Calvagna con Cronaca di un assurdo normale, un libro da cui è stato tratto il film omonimo che arriva in sala proprio in questo mese e che verrà proiettato in anteprima nazionale. Intervengono anche i due protagonisti: Chiara Ricci e Massimo Bonetti. Nella stessa serata un altro libro in presentazione: Gaetano Lorito con Non ho mai smesso di farlo. Venerdì 15 giugno è la volta di Ciro Cacciola, che avvalendosi della prefazione di Renzo Arbore ed una “serenata” di Marisa Laurito, presenta Balla Italia. 150 buoni motivi per ballare italiano da Trieste in giù. L’incontro è arricchito dagli interventi musicali di Imma Allozzi e Roberto Porzio. Il 23 giugno si torna al sabato con Maria Cristina Foglia che parlerà del suo Ischia in tavola, abbinata a Francesca Sapienza che ha scritto Giulia e Partenope e Ciro Tummolillo che presenta Il trasformista. Tummolillo conclude la serata con uno spettacolo di cabaret. Ma i canti delle sirene, assicurano alla Graus, ammalieranno i lettori....per tutta l'estate!
calendario eventi: www.grauseditore.it
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' L'aria delle donne' di Maria Ràcana Terracciano in mostra Al Blu di Prussia
Scritto da Patrizia GiordanoFigure di donne tra l’astratto e il figurativo minimalista, figure rarefatte e nel contempo solide che solo l’arte e le sue straordinarie alchimie sulla tela rendono possibile: sono le figure femminili di Maria Ràcana Terracciano, in mostra da martedì 12 ( inaugurazione ore 18) sino al 30 giugno nella galleria Al Blu di Prussia, lo spazio multimediale di Giuseppe e Patrizia Mannajuolo, diretto da Mario Pellegrino, al 42 di via Filangieri a Napoli, che con questo finissage conclude la stagione espositiva 2011-2012 prima della pausa estiva.
Titolo della mostra è " L'aria delle Donne", organizzata e curata dalla critica d'arte Mimma Sardella, ex direttrice del Palazzo Reale di Napoli e già Sovrintendente per i Beni artistici e storici di Bari. Per l’esposizione la galleria dei Mannajuolo si tinge di azzurro per creare una cornice cromatica di particolare effetto e presentare al meglio le opere di questa artista, nata in Lucania ma napoletana di fatto da sempre. Ventitrè le opere esposte: dipinti (tecnica mista su tela) di varie dimensioni, una di queste al piano terra, a lato dell'ascensore, che ha il compito di introdurre al percorso espositivo, alle sue atmosfere rarefatte, mentre nella sala cinema scorreranno le immagini di un video per la regia di Toni Stefanucci, testo di Mimma Sardella per la voce di Antonella Stefanucci.
“L’aria delle donne” (piccolo catalogo con testi di Mimma Sardella, Mario Pellegrino - che tra l’altro sottolinea: “Maria Ràcana Terracciano è un’artista di particolare raffinatezza, riservata eppure di grande temperamento - e Antonella Delli Paoli) è un omaggio, oltre che un riferimento diretto, alla levità delle figure femminili rappresentate sulla tela dalla Terracciano a partire dagli anni Settanta ad oggi in una ricerca costante al cui centro c’è, appunto, la donna, la sua rappresentazione iconica, sfumata, a volte surreale, ma sempre forte, espressiva. E il titolo scelto dalla curatrice (Mimma Sardella ha già curato l’esposizione del novembre 2010 a Castel dell’Ovo, “Donnemaria”) intende rimarcare appunto la singolarità di tale ricerca. “La mia è una donna tra l'astratto ed il figurativo minimalista - afferma Maria Ràcana Terracciano, madre dell’ambasciatore Pasquale Terracciano, che continua a fornire la sua competenza diplomatica alla Presidenza del Consiglio - . Una ricerca che parte da lontano, dai miei esordi - aggiunge - Erano gli anni del movimento femminista, delle lotte per propugnare la libertà della donna, della sua emancipazione per liberarsi dalle difficoltà sociali, dagli schemi… Erano gli anni, ricordo, delle battaglie per l’aborto. Io sentivo la necessità di portare avanti una ricerca su questo tema, che anche in seguito non ho abbandonato, quando mi sono volta, a donne finalmente liberate, verso l’approfondimento creativo dei concetti di spazio e di tempo, nelle loro diverse accezioni”.
che muovono la vita al di là dell’immediato fluire del tempo, che non le riguarda; più in là, in lontananza ma molto molto lontano, volgono lo sguardo. Quando Stanley Kubrick, nel 1968, scelse le note forti di Richard Strauss ( “Also sprach Zarathustra”) per aprirci all’emozionante visione di “2001 Odissea nello spazio”, deludendo il suo compositore, ottenne un gran risultato, forzando con la musica l’orizzonte delle immagini filmiche. Per le immagini che Maria Ràcana Terracciano ferma sulla tela, la lontananza è tale che la musica, se c’è, non si sente. Nell’infinito spazio-tempo il suono si perde, non esiste, non può fisicamente essere asco
“L’aria delle donne” - scrive in catalogo la curatrice Mimma Sardella - “ è appunto lo sguardo infinito dell'universo femminile, Donne similmente atteggiate, anzi tratteggiate appena eppure saldamente impostate, guardano verso l’orizzonte. Sostano al di sopra di un limite immaginato, silenziose creature che suggellano il mistero della vita, raccolte a…mirare. I colori sfumano di azzurri sospesi nell’infinito esistere del tempo che si fonde con lo spazio immenso dell’Universo, né esiste lo scandire delle ore del giorno: qui è dipinto il tempo dello spazio.
Donne antiche? Sempiterne, si direbbe - prosegue a scrivere la Sardella -. Una proroga infinita del fluire temporale che tanto mortifica e accelera il nostro quotidiano, trattiene lo scorrere degli attimi, delle ore, dei tempi del giorno e dell’anno, nella dimensione borgesiana che diventa il respiro evidente dell’iconografia dell’artista , di ogni dettaglio che Maria ferma sulle sue raffinate tele.
Donne quiete? Ma no, assolutamente. Queste donne sono figure sicure ed esperte, conoscono i segreti ltato; cantano di propria vita le emozioni dell’Alefh, come nella tela così denominata, dove la donna, assorta e appena tratteggiata a punta di mina e incolore, sente fluire oltre sé il tempo della Storia, che lei stessa decide di nominare “Imperi”.
Nella tela “In volo”, azzurra anch’essa, esposta al piano terra a sinistra del modernissimo ascensore vagano nello spazio pezzi di mondo racchiusi in bolle di aria trasparente: così un castello, un paesino di montagna e una nave a vele spiegate vagano senza pondus nello spazio, visibili allo sguardo del passante oltre il vetro trasparente che chiude l’accesso da via Filangieri alla Galleria Al Blu di Prussia. Risalita la scala e riguadagnata la stabilità del piano, al primo incedere lo sguardo viene attratto come da un soggetto in movimento che gira sulla parete di fondo; non è un esperimento cibernetico, è una ruota - o la corolla di un fiore di innumerevoli petali?- che figure di donnine allineate di fianco, erette e fiere, fanno girare al contrario, riferimento certo alla teoria einsteiniana della relatività dello spazio. Al centro non c’è il bottone del fiore a tenere la corolla, è lo spazio vuoto a comparire nel tondo di un piccolo vortice come per riprendere e portare lontano, nella inesauribile danza del tempo, le sagome, visionariamente sempre più lontane nell’incanto infinito del volo senza méta della vita stessa. A destra, subito, una tela impastata di colore giallo mostra una bella giovane donna che, seduta in poltrona e vestita con abiti di primo Novecento, pare rassicurarci e augurarci buon viaggio.
La tela, dipinta cinquant’anni or sono, fa parte del gioco, anch’essa in qualche modo concepita senza tempo, ferma la protagonista come a guardare i movimenti continui di chi va e di chi viene, nell’alternarsi composto e talvolta no dei convenuti “Donna che guarda le donne”. Altro è il viaggiare su percorsi segnati come itinerari dovuti, su e giù, in lungo e largo alla ricerca di nuove mete dove fermarsi a vivere, emigranti perpetui in un mondo che pare incapace di accogliere i suoi abitanti e renderli stanziali. Questo racconta la tela azzurra “In giro per il mondo” che segna a bianche linee personaggi di varia età e sesso, pronti a percorrere le linee tratteggiate sulla tonda superficie. Capace di astrazione pur senza stravolgere le forme per significarne altre, l’artista mostra in ogni opera la sua esperita scelta linguistica, nel colore steso fino a imprimersi nella tela senza rilievi né sbavature, dove mai appaiono visibili i segni del pennello nella pasta ispessita di una qualche colatura. Al di dentro, trattenuta dai bordi semplicemente rimboccati sul telaio rigido e perfettamente simmetrico nei suoi angoli retti, esiste solo il colore dell’aria, intrisa dalla luce che un invisibile sole emana all’alba del giorno e al suo crepuscolo, senza proiettare ombre, ché l’aria non sa descriverle. In successione appaiono, collocate sulla parete più ampia, due tele di più grande formato, campite di un rosso sfumato tra il colore di due frutti: della prugna e della fragola. Dentro un infinito tramonto trattenuto dall’alba naviga, rinchiusa in un mondo fattosi stretto come una bolla, la nave di tutte le bandiere “Navigare dentro”. Perduta ormai è la rotta che forse sanno le donne “Donne che guardano la terra dallo spazio”; dipinte di spalle e a figura eretta, guardano verso un globo azzurro, che non è sole e neppure terra, ma forse un nuovo mondo, raggiungibile? Chi lo sa…forse Maria”.
titolo evento : " L'aria delle donne", mostra di Maria Ràcana Terracciano
quando: da martedì 12 giugno, ore 18, a sabato 30 giugno 2012
dove: galleria Al Blu di Prussia, Via Filangieri 42, Napoli ( www.albludiprussia.com)
ufficio stampa: Pasquale Esposito (347-8558890)
orari: mar-sab 16.30-20; ingresso libero; tel. 081/409446
Catalogo della mostra( a cura di M. Sardella, M. Pellegrino e A. Delli Paoli) disponibile in galleria.
Omaggio all'arte contemporanea per i 25 anni di attività di Finanza&Futuro Banca
Scritto da Patrizia GiordanoL’arte contemporanea entra nei nuovi uffici di Finanza & Futuro Banca, la rete dei promotori finanziari del Gruppo Deutsche Bank, situati in via Crispi 62 a Napoli, che quest'anno festeggia i suoi 25 anni di attività con una singolare collettiva intitolata “Passioni, Forme e Immagini del Novecento ”.
Organizzata da Finanza & Futuro, in collaborazione con il partner commerciale Carmignac Gestion, la mostra - curata da Daniela Ricci e ideata da Vincenzo Cacace - “intende essere un’occasione di incontro tra mondo delle professioni e arte fuori dai normali circuiti”, dichiara Luigi Scarselli, Network Manager dell’Area Sud di Finanza & Futuro.
“L’ufficio di Finanza & Futuro - spiega il Regional Manager, Mariangelo Tieri - oltre ad essere un luogo dove esprimere al meglio l’attività di promotore finanziario, professione sempre più complessa ed articolata, deve essere anche un luogo di stimolo e di “ricarica” di coloro che lo frequentano, nel quale discutere di lavoro ma non solo, dando spazio anche all’arte e alla cultura in genere, nutrimento fondamentale per la mente che arricchisce la personalità del professionista.”.
L’avvio del nuovo decennio del secolo scorso, che ha visto proliferare ideologie, prospettive, dinamiche sociali, orientamenti religiosi in modo vasto ed ha assistito anche ad immense tragedie e conflitti, si lasciava alle spalle l’esperienza del Gruppo Sud che tra il 1947 e il ’49 era unito dalla speranza di rinnovamento da parte di artisti con progetti differenti che arrivò poi all’esperienza del Gruppo 58 ponte dell’avanguardia tra Napoli e l’Europa. Alcuni artisti, tra cui quelli presentati per l’occasione, hanno sentito l’esigenza di fare attraverso le loro opere, un’attenta riflessione sulla loro validità rispetto al panorama evolutivo internazionale per affrontare l’arte e il suo linguaggio. Elio Waschimps, Teresa Mangiacapra, Elio, Luigi e Rosario Mazzella, Paolo La Motta, Alessandro Bella, Mario Sangiovanni, Enrico Cajati, Aniello Scotto, di diverse generazioni, che si esprimono con media differenti- pittura, scultura, fotografia e installazioni- riescono a dare un senso di continuità tra presente e passato attraverso un’analisi diretta ed incisiva delle varie fasi di trasformazione che la pittura, la fotografia e la scultura subiscono nel corso del tempo. Un “viaggio” intrapreso coraggiosamente fatto di immagini che fanno riflettere sulla precarietà, incubi, contraddizioni e antinomie. Per riuscire a capire alcuni di questi lavori (impossibile citarli tutti), bisogna necessariamente guardare retrospettivamente l’evoluzione di ogni singolo artista nel percorso dell’arte. Pennellate miocinetiche ed incantatorie, fluide e segniche, concettuali e informali, ma anche scatti per indagare le metropoli con le sue intime solitudini o osservare il mondo da altre prospettive e ancora sculture che rappresentano in maniera soggettiva, armonia, torsioni, equilibri, intersecazione di piani, leggerezza, cerchi e luce riflessa alludendo ai processi naturali e anche al loro trasformarsi nel tempo e nello spazio.
titolo: ”Passioni, Immagini e Forme del Novecento”
Orario: Lun-mer-ven dalle ore 10 alle
quando: dal 6 giugno al 6 luglio 2012
dove: Ufficio dei Promotori Finanziari Finanza & Futuro Banca, via Crispi 62, Napoli
UFFICIO STAMPA.
Daniela Ricci, cell. 347.0824165, mail:
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Annalisa Tirrito, cell. 335.5289607, mail:
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Immagini dell’anima impresse sulla tela. Rossella Avolio non sfugge alla regola, che poi è di chi ha qualcosa da comunicare, e nell'ambito del Maggio dei Monumenti mette in mostra a Castel dell’Ovo (Sale delle Terrazze, sino al 15 maggio), la sua visione delle cose, del mondo attraverso il colore sulla tela, ma anche sul legno, un’altra tappa del suo percorso d’arte che l’ha fatta conoscere ed apprezzare in giro per l’Italia oltre che a Napoli. Un percorso tenace, fuori dai circuiti, dalle tutele organizzative, ma segnato dalla passione e dalla capacità della giovane artista napoletana, di cui ha dato prova nelle precedenti esposizioni a Palazzo Alabardieri, e prima ancora a Palazzo Crispi, e successivamente al Circolo Artistico Politecnico e in altre sedi.
A Castel dell’Ovo la Avolio firma la mostra che ha per titolo “Il colore incisivo e i suoi riflessi nella moda”, segni pittorici si susseguono sulla tela, su tavole, perfino sui tessuti in un succedersi di armonie e contrasti cromatici che danno la misura di una pennellata sempre più matura. Cromie diverse, dalla familiare, abituale prevalenza del rosso l'artista si affaccia a nuove tinte, altri colori ancora per manifestare il suo stato d’animo, la sua ispirazione, la sua visione d’artista. L’arte per la pittrice, risponde ad un’esigenza creativa e si manifesta in opere che coinvolgono emotivamente lo spettatore. «Non esistono regole o codici standardizzati per comunicare le proprie emozioni - afferma la Avolio - ma solo libertà di espressione che significa essere se stessi e trasmettere i propri sentimenti e la propria interiorità. Non esiste dunque un’unica tecnica ed un’unica modalità di comunicazione, ma tante e variegate legate alle esperienze artistiche acquisite ed arricchite dal proprio vissuto».
di Patrizia Giordano
Altrove. Se dovessimo cercare il luogo di appartenenza dei paesaggi naturali ripresi dall’obiettivo di Cleto Di Giustino, nessuna memoria visiva ci verrebbe in aiuto. Di queste immagini universali, scritte con la luce ed il colore, archetipi da sussidiario alla voce natura e bellezza, non ne sapevamo molto. Finchè l’artista teramano, superando la sua costante riservatezza, non ha organizzato il suo primo finissage qui a Napoli, nello Studio Fiorillo alla Riviera di Chiaia 23, dove offre una personalissima interpretazione del mondo agricolo e pastorale della terra d’Abruzzo. Agronomo per mestiere e self made man della fotografia da quasi quindici anni, Di Giustino ha trovato nel contatto quotidiano con la campagna un “santuario” della sua stasi meditativa, nel terreno osservato nelle sue diverse declinazioni, nel cambio delle stagioni e dei colori, l’urgenza di documentare il rapporto stretto e millenario che lega l’uomo alla natura.
Non la tradizionale visione paesaggistica, né una natura lontana ed incontaminata, bensì i campi segnati dal passaggio dell’uomo, come le cosiddette andane, quelle lunghe strisce impresse nella terra dal lavoro delle trebbiatrici. Tracce, segni che l’occhio del fotografo ricerca, indaga, scruta ora dall’alto di una collina, dominando ampi spazi, ora da vicino, quasi al microscopio, spiando le fioriture, il brulichio e gli scarti del terreno che nella tecnica fotografica si fa tessuto. Trame, curve, linee, arabeschi, gibbosità ed ondulazioni : un effetto materico sorprendente, di grande gagliardìa plastica, che rende le opere di questo artista simili alla pittura e alla scultura. Non a caso il titolo della personale è ” Individuazioni materiche e tissurali ”; curata dalla gallerista Ornella Fiorillo, la mostra per l’affluenza di pubblico è stata prorogata sino al 12 maggio ( ore 9-18; sabato 10-13). In esposizione diciotto scatti ( 70x100cm), il meglio della produzione realizzata tra il 2009 ed il 2011; lavori che comunicano, a un tempo, vivacità e leggerezza, appiattimento e movimento in un perfetto equilibrio di luce artificiale e naturale. Prive di qualsiasi elemento di riconoscibilità, le fotografie sono astrazioni, impressioni degli stati d’animo dell’autore sulla materia. Atmosfere sospese sul confine sottile che divide la vita reale da quella immaginaria.
” Un processo creativo a cui l’obiettivo di Cleto di Giustino è arrivato gradualmente, per tappe lente e successive - scrive in catalogo Manuela Valleriani - senza mai modificare il paesaggio naturale che quotidianamente gli si offriva alla vista e di cui il suo intimo sguardo è andato da sempre alla ricerca”. Da alcuni anni l’artista collabora con Mimmo Iodice alle riprese per il calendario della banca Tercas. Il magistero del grande maestro è stato fondamentale nel suo percorso artistico che non nasconde la lezione dei primi Impressionisti ( da Turner a Boudin) ma ancor di più il legame con l’astrattismo di Alberto Burri, di cui eredita il senso dello spazio.“ Cleto è terribilmente colpevole perché ci ha nascosto per anni queste meraviglie, che sono un piacere per la vista - ha dichiarato Iodice all’apertura del finissage - una visione poetica della terra che è la vita stessa dell’uomo, la sua millenaria storia e che Cleto ricerca e lascia intravedere, corrompendo lo sguardo e suscitando emozioni”.
Torna al teatro Cilea di Napoli ' Anche l'occhio vuole la sua parte', la divertente commedia diretta da Maurizio Casagrande
Scritto da Patrizia GiordanoDopo il grande successo dell'anno scorso, con più di seimila presenze, ritorna al Teatro Cilea di Napoli, venerdì 23 marzo, alle 21, la strepitosa e divertentissima commedia 'Anche l'occhio vuole la sua parte', interpretata da Michele Caputo che ne è lo stesso autore assieme a Francesco Velona. In scena un cast di bravissimi attori: Cristina D'Alberto, Tiziana Di Giacomo, Andrea De Maria e Ivan Boragine sotto l'attenta regia dell'esilarante Maurizio Casagrande. Scene di Giusi Giustino e costumi di Paola De Luca.
Vincitrice del premio Albatros 2011 per il teatro, la commedia, prodotta dalla DIANA OR.IS, strappa applausi e risate dall'inizio alla fine perchè riesce a sottolineare in maniera ironica, senza prendersi troppo sul serio, l’eterna contrapposizione tra apparire ed essere, in un mondo sin troppo dedito all’effimero.
Sopratutto oggi che viviamo con l'ansia perenne di quello che gli altri pensano di noi! E per non essere considerati proprio dei “fessi”, a volte bisogna comportarsi trasgredendo le regole, seguire le mode, insomma mostrarsi in un modo ed essere ..in un altro.
Invece Mario (Michele Caputo), il nostro protagonista, non è al passo coi tempi. Professore precario abita a casa di Massimo, un amico, il quale senza neppure conoscerlo gli ha prestato l'appartamento, dopo esser stato messo fuori casa da sua moglie Silvia (Cristina d’Alberto) che lo ha tradito. Ma Mario ne è ancora innamorato, così tenta il suicidio, ma grazie all'amico d'infanzia Emilio (Andrea Di Maria) riesce a salvarsi! Ma è proprio questo che vuole Mario? Tornare alla sua grigia vita matrimoniale con Silvia? Tutto viene completamente sconvolto dall’arrivo di Simona (Tiziana De Giacomo) una bellissima donna, che farà innamorare Mario, il quale finalmente...dimenticherà la sua legittima consorte mettendo fine alle sue pene d’amore, ma sarà solo l’inizio di un dilemma paradossale: seguire il suo cuore o sottomettersi al giudizio degli altri? Un finale a sorpresa tra dialoghi, gag e battute scioglierà ogni dubbio …!
Per scoprirlo, non vi rimane che andare a teatro!
Info e prenotazioni 0817141508, www.teatrocileanapoli.it
Calendario repliche
venerdì 23 marzo ore 21.00
sabato 24 marzo ore 21.00
domenica 25 marzo ore 18.00
giovedì 29 marzo ore 21.00
venerdì 30 marzo ore 21.00
domenica 1 aprile ore 18.00
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli di Roma dal 27 al 29 aprile 2012
25 e 26 marzo: due giorni per le bellezze nascoste con il FAI, Fondo Ambiente Italiano
Scritto da Patrizia Giordanodi Patrizia Giordano
Gran rito di primavera questo week end. Torna ancora più ricco e pieno di verve l’appuntamento con il Fai, Fondo Ambiente Italiano, giunto alla sua XX edizione: sabato 24 e domenica 25 marzo apertura straordinaria con visite a contributo libero di 670 monumenti dislocati in ogni angolo del Belpaese. Un grande spettacolo di arte e bellezza dedicato a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio artistico e di natura italiano. Ambientato in centinaia di locations particolari, molte inaccessibili al pubblico per il resto dell’anno: residenze storiche, aree archeologiche, chiese, castelli, riserve naturali, piccoli musei di provincia di cui magari si era persa memoria, oltre alle tante escursioni e biciclettate nel verde organizzate dagli esperti del CAI e della FIAB. Un rito di primavera cresciuto velocemente nel tempo, che ha coinvolto sinora sei milioni e mezzo di visitatori con uno sforzo organizzativo di oltre 15 mila “apprendisti ciceroni”, giovani studenti che anche quest’anno faranno da guida e distribuiranno materiale illustrativo. Ogni angolo d’Italia avrà, come sempre, il suo gioiello da riscoprire. Per conoscere tutte le possibilità offerte dal Fai e programmare in tempo il vostro benvenuto culturale alla primavera, basta collegarsi al sito www.fondoambiente.it, facendo attenzione agli orari e ricordando che il 40% dei luoghi aperti è accessibile anche a persone con disabilità fisica. Non solo.
Per iniziare con il piede giusto il week end, nelle principali città italiane verranno distribuiti ai turisti cestini della prima colazione ( un brik di latte, un frutto, pane e Nutella) offerti dalla Ferrero in collaborazione con Lavazza, T18 ( per la frutta) e Centrale del Latte di Firenze. A Napoli si potrà fare colazione dalle 9 alle 12 presso lo stand Ferrero in piazza Municipio (angolo Via Cervantes ), piacevole occasione per caricarsi delle giuste energie e passare alla visita di Palazzo San Giacomo, sede dell’amministrazione comunale, e della Pontificia reale basilica di San Giacomo degli Spagnoli, luoghi solitamente chiusi al pubblico. Il Municipio venne progettato nella prima metà dell’Ottocento dai fratelli Gasse per ospitare i ministeri dei Borbone ma per la costruzione fu necessario abbattere la facciata della basilica commissionata a Ferdinando Manlio nel 1540 dal viceré don Pedro di Toledo per la comunità spagnola di Napoli. Tempio dell’aristocrazia, ancora oggi a distanza di più di quattro secoli, la chiesa è sotto il patronato della Real Hernandad de Nobles Hespanoles de Santiago. Il vicerè vi volle la sua tomba monumentale costruita in vita da Giovanni Merliano da Nola. Sebbene il suo corpo non sia seppellito qui, ma nel Duomo di Firenze, città dove morì. Nel sepolcro napoletano, dietro l’altare maggiore, sono raccolte le spoglie del figlio, don Garcia. Chi vuole invece un esempio delle bizzarrie del barocco, non ha che da andare nel week end in via Toledo, nel Palazzo Zevallos Stigliano, sede di Banca Intesa. La visione del ricco portale all’ingresso tra filari di bugne, mascheroni e anfore è di quelle che lasciano il segno. Opera egregia di Cosimo Fanzago, per offrire a don Giovanni Zevallos, duca di Ostuni, una dimora adeguata al suo rango. L’edificio, acquistato alla fine dell’Ottocento dalla Banca Commerciale di Milano, ha subito nel corso del tempo sostanziali modifiche come il cortile trasformato nella prima metà del Novecento in un ampio salone dall’architetto Platania. Da ammirare all’interno, gli affreschi ottocenteschi di Mandelli, gli stucchi di Aveta e la preziosa collezione di dipinti con tele del Cammarano ed il “Martirio di Sant’Orsola” di Caravaggio.
Nel cuore antico di Napoli, ci si potrà inoltrare nella suggestiva visita alle catacombe di San Gennaro (sabato ore 10 - 17.30 con partenze ogni 30 minuti) oppure nel Teatro romano dell’Anticaglia, in Via San Paolo, risalente alla tarda età flavia( ingresso ore 9-13). Sulla collina di Posillipo, dopo il successo della scorsa edizione, riapre Villa Rosebery, uno dei principali esempi del neoclassicismo a Napoli, dal 1957 residenza napoletana del Capo dello Stato ( sabato ore 9-17, ingresso per i soli soci FAI, domenica ore 9-17 apertura al pubblico). Per la gita fuoriporta, tante le chicche in programma: imperdibile l’escursione alla Baia di Ieranto di proprietà del Fai dal 1986, quarantasei ettari di natura incontaminata in penisola sorrentina da togliere il fiato ( apertura 10-18; visite guidate fino alle 16, solo su prenotazione al 3358410253). Dolce vagare anche tra borghi e chiese rupestri nel Parco nazionale del Cilento e Valle di Diano con le escursioni organizzate dal CAI di Salerno ( info 338/8948941). In ogni luogo di visita sarà possibile aderire al Fai che conta sulle iscrizioni di tutti per proseguire la sua opera di tutela oppure inviando un sms al numero 45504.
Tante buone forchette nel Risorgimento. Ne parla nel suo ultimo libro Germana Militerni Nardone
Scritto da Patrizia Giordanodi Rosetta Rossi Lando
Credevamo di sapere tutto su Garibaldi, sulle sue gesta, sui suoi viaggi, sui suoi amori, ma non c’eravamo mai posti il problema dei suoi gusti alimentari. Oggi che l’alimentazione ha un’importanza storico-sociale sempre crescente, ci sembra che l’argomento sia di grande interesse e attualità. E tale ricerca è stata fatta in modo approfondito, storico, aneddotico, da Germana Militerni Nardone che dell’Accademia Italiana della Cucina è una nota ed attiva rappresentante. Il suo ultimo libro “Garibaldi, l’Unità d’Italia sul piatto” edito da Guida ha dato spunto ad un piacevole excursus cultural gastronomico organizzato da Incontri Napoletani nella prestigiosa e accogliente sede della Fondazione Mondragone, accolti dalla presidente Giulia Parente, sempre perfetta padrona di casa, assieme ai due relatori: la giornalista Armida Parisi e Sergio Corbino, delegato accademico per la penisola sorrentina, moderati da Pasquale Esposito il quale riferendosi subito al libro della Nardone, ha sottolineato l’approfondimento e il rispetto di una storia che, con l’Unità d’Italia, ha penalizzato la nostra città e tutto il Meridione e che questo testo arricchito di ironici e significativi aneddoti riscatta nelle sue tradizioni e nella sua cultura.
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L'evento dedicato alla Donna, un'occasione unica di Networking. Tre giornate di sinergie e benessere, di incontri e presentazioni, conferenze e laboratori con e a cura di Donne, Aziende, Imprese, Istituzioni, Club, Circoli, Associazioni, per mettersi in gioco, cogliere e generare opportunità personali, professionali e sociali.
Banco di Napoli
Il Banco di Napoli trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii sorti a Napoli tra il XVI e XVII secolo. Attualmente è una Società del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Istituto Banco di Napoli Fondazione
L'Istituto Banco di Napoli è una Fondazione che persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale nelle regioni meridionali. Ha sede nel Palazzo Ricca, Via Tribunali 213 -Napoli.
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell'ambiente al fine di assicurare l'organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.
NarteA
NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni ed ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli.
Associazione Amici degli Archivi Onlus
L’Associazione Amici degli Archivi Onlus è stata istituita con atto notarile nel 2000 ed ha come scopo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Associazione è presieduta da Giulio Raimondi, già direttore del Grande Archivio di Napoli e Sovrintendente Archivistico per la Campania.
Giovanna Izzo Sampaolesi
Restauri e Conservazione, esecutrice lavori ripristino due Guglie Cavalli di Bronzo e Ciborio SS. Annunziata.
Il Cerchio
Rivista Il Cerchio di Napoli diretta da Giulio Rolando.
Lucio e Mariolina Mirra
Teatro Diana e Teatro delle Palme in Napoli.
Libreria Neapolis
di Annamaria Cirillo, Libreria Napoletana Via San Gregorio Armeno, 4 Napoli.
Al Blu di Prussia
L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.
Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.
Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.
Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.
Palazzo Reale Napoli
Palazzo Reale di Napoli
Soprintendenza Archivistica per la Campania
Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
Presidente Dott.ssa Maria Luisa Storchi
Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34
Associazione No Comment
L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.
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