' L'aria delle donne' di Maria Ràcana Terracciano in mostra Al Blu di Prussia

Scritto da Patrizia Giordano

Figure di donne tra l’astratto e il figurativo minimalista, figure rarefatte e nel contempo solide che solo l’arte e le sue straordinarie alchimie sulla tela rendono possibile: sono le figure femminili di Maria Ràcana Terracciano, in mostra da martedì 12 ( inaugurazione  ore 18) sino al 30 giugno nella galleria Al Blu di Prussia, lo spazio multimediale di Giuseppe e Patrizia Mannajuolo, diretto da Mario Pellegrino, al 42 di via Filangieri a Napoli, che con questo finissage conclude la stagione espositiva 2011-2012 prima della pausa estiva.

Titolo della mostra è " L'aria delle Donne", organizzata e curata dalla critica d'arte Mimma Sardella, ex direttrice del Palazzo Reale di Napoli e già Sovrintendente per i Beni artistici e storici di Bari. Per l’esposizione la galleria dei Mannajuolo si tinge di azzurro per creare una cornice cromatica di particolare effetto e presentare al meglio le opere di questa artista, nata in Lucania ma napoletana di fatto da sempre. Ventitrè le opere esposte: dipinti (tecnica mista su tela) di varie dimensioni, una di queste al piano terra, a lato dell'ascensore, che ha il compito di introdurre al percorso espositivo, alle sue atmosfere rarefatte, mentre nella sala cinema scorreranno le immagini di un video per la regia di Toni Stefanucci, testo di Mimma Sardella per la voce di Antonella Stefanucci.

“L’aria delle donne” (piccolo catalogo con testi di Mimma Sardella, Mario Pellegrino - che tra l’altro sottolinea: “Maria Ràcana Terracciano è un’artista di particolare raffinatezza, riservata eppure di grande temperamento - e Antonella Delli Paoli) è un omaggio, oltre che un riferimento diretto, alla levità delle figure femminili rappresentate sulla tela dalla Terracciano a partire dagli anni Settanta ad oggi in una ricerca costante al cui centro c’è, appunto, la donna, la sua rappresentazione iconica, sfumata, a volte surreale, ma sempre forte, espressiva. E il titolo scelto dalla curatrice (Mimma Sardella ha già curato l’esposizione del novembre 2010 a Castel dell’Ovo, “Donnemaria”) intende rimarcare appunto la singolarità di tale ricerca. “La mia è una donna tra l'astratto ed il figurativo minimalista - afferma Maria Ràcana Terracciano, madre dell’ambasciatore Pasquale Terracciano, che continua a fornire la sua competenza diplomatica alla Presidenza del Consiglio - . Una ricerca che parte da lontano, dai miei esordi - aggiunge - Erano gli anni del movimento femminista, delle lotte per propugnare la libertà della donna, della sua emancipazione per liberarsi dalle difficoltà sociali, dagli schemi… Erano gli anni, ricordo, delle battaglie per l’aborto. Io sentivo la necessità di portare avanti una ricerca su questo tema, che anche in seguito non ho abbandonato, quando mi sono volta, a donne finalmente liberate, verso l’approfondimento creativo dei concetti di spazio e di tempo, nelle loro diverse accezioni”.

che muovono la vita al di là dell’immediato fluire del tempo, che non le riguarda; più in là, in lontananza ma molto molto lontano, volgono lo sguardo. Quando Stanley Kubrick, nel 1968, scelse le note forti di Richard Strauss ( “Also sprach Zarathustra”) per aprirci all’emozionante visione di “2001 Odissea nello spazio”, deludendo il suo compositore, ottenne un gran risultato, forzando con la musica l’orizzonte delle immagini filmiche. Per le immagini che Maria Ràcana Terracciano ferma sulla tela, la lontananza è tale che la musica, se c’è, non si sente. Nell’infinito spazio-tempo il suono si perde, non esiste, non può fisicamente essere asco

 “L’aria delle donne” - scrive in catalogo la curatrice Mimma Sardella  - “ è appunto lo sguardo infinito dell'universo femminile, Donne similmente atteggiate, anzi tratteggiate appena eppure saldamente impostate, guardano verso l’orizzonte. Sostano al di sopra di un limite immaginato, silenziose creature che suggellano il mistero della vita, raccolte a…mirare. I colori  sfumano di azzurri sospesi nell’infinito esistere del tempo che si fonde con lo spazio immenso dell’Universo, né esiste lo scandire  delle ore del giorno: qui è dipinto  il tempo dello spazio.

Donne antiche? Sempiterne, si direbbe - prosegue a scrivere la Sardella -. Una proroga infinita del fluire temporale che tanto mortifica e accelera il nostro quotidiano, trattiene lo scorrere degli attimi, delle ore, dei tempi del giorno e dell’anno, nella dimensione borgesiana che diventa il respiro evidente dell’iconografia dell’artista , di ogni dettaglio  che Maria ferma sulle sue raffinate tele.

Donne quiete? Ma no, assolutamente. Queste donne sono figure sicure ed esperte, conoscono i segreti ltato; cantano di propria vita le emozioni dell’Alefh, come nella tela così denominata, dove la donna, assorta e appena tratteggiata a punta di mina e incolore, sente fluire oltre sé il tempo della Storia, che lei stessa decide di nominare “Imperi”.

Nella tela “In volo”, azzurra anch’essa, esposta al piano terra a sinistra del modernissimo ascensore vagano nello spazio pezzi di mondo racchiusi in bolle di aria trasparente: così un castello, un paesino di montagna e una nave a vele spiegate vagano senza pondus  nello spazio, visibili allo sguardo del passante oltre il vetro trasparente che chiude l’accesso da via Filangieri alla Galleria Al Blu di Prussia. Risalita la scala e riguadagnata la stabilità del piano, al primo incedere lo  sguardo viene attratto come da un soggetto in movimento che gira sulla parete di fondo; non è un esperimento cibernetico, è una ruota - o la corolla di un fiore di innumerevoli petali?- che figure di donnine allineate di fianco, erette e fiere, fanno girare al contrario, riferimento certo alla teoria einsteiniana della relatività dello spazio. Al centro non c’è il bottone del fiore a tenere la corolla, è lo spazio vuoto a comparire nel tondo di un piccolo vortice come per riprendere e portare lontano, nella inesauribile danza del tempo, le sagome, visionariamente sempre più lontane nell’incanto infinito del volo senza méta della vita stessa. A destra, subito, una tela impastata di colore giallo mostra una bella giovane donna che, seduta in poltrona e vestita con abiti di primo Novecento, pare rassicurarci e augurarci buon viaggio.

La tela, dipinta cinquant’anni or sono, fa parte del gioco, anch’essa in qualche modo concepita senza tempo, ferma la protagonista come a guardare i movimenti continui di chi va e di chi viene, nell’alternarsi composto e talvolta no dei convenuti  “Donna che guarda le donne”. Altro è il viaggiare su percorsi segnati come itinerari dovuti, su e giù, in lungo e largo alla ricerca di nuove mete dove fermarsi a vivere, emigranti perpetui in un mondo che pare incapace di accogliere i suoi abitanti e renderli stanziali. Questo racconta la tela azzurra  “In giro per il mondo” che segna a bianche linee personaggi di varia età e sesso, pronti a percorrere le linee tratteggiate sulla tonda superficie. Capace di astrazione pur senza stravolgere le forme per significarne altre, l’artista mostra in ogni opera la sua esperita scelta linguistica, nel colore steso fino a imprimersi nella tela senza rilievi né sbavature, dove mai appaiono visibili i segni del pennello nella pasta ispessita di una qualche colatura.  Al di dentro, trattenuta dai bordi semplicemente rimboccati sul telaio rigido e perfettamente simmetrico nei suoi angoli retti, esiste solo il colore dell’aria, intrisa dalla luce che un invisibile sole emana all’alba del giorno e al suo crepuscolo, senza proiettare ombre, ché l’aria non sa descriverle. In successione appaiono, collocate sulla parete più ampia, due tele di più grande formato, campite di un rosso sfumato tra il colore di due frutti: della  prugna e della fragola.  Dentro un infinito tramonto trattenuto dall’alba naviga, rinchiusa in un mondo fattosi stretto come una bolla, la nave di tutte le bandiere “Navigare dentro”. Perduta ormai è la rotta che forse sanno le donne “Donne che guardano la terra dallo spazio”; dipinte di spalle e a figura eretta, guardano verso un globo azzurro, che non è sole e neppure  terra, ma forse un nuovo mondo, raggiungibile? Chi lo sa…forse Maria”.

titolo evento : " L'aria delle donne", mostra di Maria Ràcana Terracciano

quando: da martedì 12 giugno, ore 18, a sabato 30 giugno 2012

dove: galleria Al Blu di Prussia, Via Filangieri 42, Napoli ( www.albludiprussia.com)

ufficio stampa: Pasquale Esposito (347-8558890)

orari: mar-sab 16.30-20; ingresso libero; tel. 081/409446

Catalogo della mostra( a cura di M. Sardella, M. Pellegrino e A. Delli Paoli) disponibile in galleria.

 

 

Patrizia Giordano

Patrizia Giordano

Giornalista free lance e copywriter, un po’ creativa un po’ giramondo, è entrata nel gruppo di Incontri Napoletani in occasione del restauro della Rota degli Esposti nel 1999. Ha curato le pubblicazioni storico-scientifiche promosse dal sodalizio ed è attualmente la Vicepresidente.

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