Tante buone forchette nel Risorgimento. Ne parla nel suo ultimo libro Germana Militerni Nardone

Scritto da Patrizia Giordano

di Rosetta Rossi Lando

Credevamo di sapere tutto su Garibaldi, sulle sue gesta, sui suoi viaggi, sui suoi amori, ma non c’eravamo mai posti il problema dei suoi gusti alimentari. Oggi che l’alimentazione ha un’importanza storico-sociale sempre crescente, ci  sembra che l’argomento sia di grande interesse e attualità. E tale ricerca è stata fatta in modo approfondito, storico, aneddotico, da Germana  Militerni Nardone che dell’Accademia Italiana della Cucina è una nota ed attiva rappresentante. Il suo ultimo libro “Garibaldi, l’Unità d’Italia sul piatto” edito da Guida ha dato spunto ad un piacevole excursus cultural gastronomico organizzato da Incontri Napoletani nella prestigiosa e accogliente sede della Fondazione Mondragone, accolti dalla presidente Giulia Parente, sempre perfetta padrona di casa, assieme ai due relatori: la giornalista Armida Parisi e Sergio Corbino, delegato accademico per la penisola sorrentina, moderati da Pasquale Esposito il quale riferendosi subito al libro della Nardone, ha sottolineato l’approfondimento e il rispetto di una storia che, con l’Unità d’Italia, ha penalizzato la nostra città e tutto il Meridione e che questo testo arricchito di ironici e significativi aneddoti riscatta nelle sue tradizioni e nella sua cultura.

In questi 150 anni tante cose sono cambiate anche nei costumi e nelle abitudini alimentari - ha spiegato Armida Parisi - che seguendo l'analisi documentaria della Nardone ha ricordato che Garibaldi, nato in una Nizza italiana, avrà avuto dalla madre un’alimentazione semplice, frugale, tipica dei gusti dell’epoca, e non gli sarà mancata l’insalata nizzarda. Anche in Sud America, dove fu fulminato dalla bellezza e personalità di Anita (con cui ebbe tre figli) avrà senz’altro gradito il riso alla creola, ricco di verdure, ma avrà anche dovuto mangiare il ‘ciurrasco’, arrosto di carne tipico del luogo. Tornato con la famiglia a Genova, non gli sarà certo mancato il pesto. Costretto poi a trasferirsi negli U.S.A., dove Antonio Meucci gli procurò un posto in una fabbrica di candele, si nutriva probabilmente di carni semplici. Tornato in Italia, con la spedizione dei Mille, risalendo lo Stivale, avrà quindi provato tutte le cucine delle varie zone, dalla Sicilia alla Campania, cucine tutte fatte di cibi e condimenti poveri ma genuini. Arrivato nella capitale del Regno, invece, si incontrò con due realtà : la cucina povera e spesso all’aperto di carnacottai, pizzaioli, e fatta da poche e povere carni e pesce azzurro e la grande cucina dei Monzù, cuochi francesi al servizio dei nobili e dei  ricchi i cui pranzi erano fatti di 12-18 portate.

Ma all’Eroe dei due Mondi piacevano i sapori semplici e in special modo taluni formaggi ed in questo si trovava anche con Vittorio Emanuele II, il 're galantuomo' e Cavour, con cui condivideva passioni alimentari e sessuali. Costumi, abitudini, ricette dell’epoca erano un uso tramandato oralmente per lo storico analfabetismo delle masse. Vi erano stati dei piccoli trattati di gastronomia anche da parte di Manzoni, Tommaseo, Vico, ma il grande, primo storico testo fu quello di Pellegrino Artusi, gastronomo emiliano, autore  de “La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene”, edito nel 1891 e sacro testo culinario fino alla metà del secolo scorso. Con le sue ricette diffuse in tutta la Penisola, insieme al successo del libro “Cuore” e di “Pinocchio”, contribuì ad unificare gusti e culture più della stessa politica - ha ribadito Sergio Corbino, da quasi trent’anni illustre e attivissimo membro dell’Accademia italiana della Cucina, autore di numerosissime pubblicazioni, il quale ha sottolineato come, al di là dei vari luoghi, vi erano delle note differenze sociali anche nelle abitudini alimentari fra i ricchi, il clero e il popolo indigente e analfabeta. Ma alla scarsa  produzione di testi specifici di un tempo si contrappongono invece oggi un’enorme quantità di pubblicazioni, libri, riviste, agende, siti web nonché trasmissioni televisive, su reti pubbliche e private, non sempre condotte da persone veramente competenti e con proposte spesso inaccettabili. Anche perché alla poca saggezza alimentare contribuiscono cibi sempre meno genuini, di provenienze varie e incerte e le allettanti proposte-convenienza dei supermercati.

Germana Nardone, ringraziando Incontri Napoletani per il piacevole pomeriggio, ha ribadito le semplici sane abitudini di un grande personaggio come Garibaldi, molto conformi ai principi base e all’impegno principale dell’Accademia di cui da tempo è delegata per l’area flegrea. Perché allora non proporre l'Eroe dei due Mondi come simbolo, come testimonial, come socio onorario? 

Patrizia Giordano

Patrizia Giordano

Giornalista free lance e copywriter, un po’ creativa un po’ giramondo, è entrata nel gruppo di Incontri Napoletani in occasione del restauro della Rota degli Esposti nel 1999. Ha curato le pubblicazioni storico-scientifiche promosse dal sodalizio ed è attualmente la Vicepresidente.

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Galleria immagini

Links

Studio 147
Guida agli appuntamenti in citta', online tutte le informazioni utili.

SVILUPPO DONNEIMPRENDITRICI
Un network al femminile di donne professioniste, imprenditrici e aspiranti imprenditrici in tutti i campi che creano sinergie per crescere professionalmente.

NeveDonna 2011
L'evento dedicato alla Donna, un'occasione unica di Networking. Tre giornate di sinergie e benessere, di incontri e presentazioni, conferenze e laboratori con e a cura di Donne, Aziende, Imprese, Istituzioni, Club, Circoli, Associazioni, per mettersi in gioco, cogliere e generare opportunità personali, professionali e sociali.

Banco di Napoli
Il Banco di Napoli trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii sorti a Napoli tra il XVI e XVII secolo. Attualmente è una Società del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Istituto Banco di Napoli Fondazione
L'Istituto Banco di Napoli è una Fondazione che persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale nelle regioni meridionali. Ha sede nel Palazzo Ricca, Via Tribunali 213 -Napoli.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell'ambiente al fine di assicurare l'organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.

NarteA
NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni ed ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli.

Associazione Amici degli Archivi Onlus
L’Associazione Amici degli Archivi Onlus è stata istituita con atto notarile nel 2000 ed ha come scopo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Associazione è presieduta da Giulio Raimondi, già direttore del Grande Archivio di Napoli e Sovrintendente Archivistico per la Campania.

Giovanna Izzo Sampaolesi
Restauri e Conservazione, esecutrice lavori ripristino due Guglie Cavalli di Bronzo e Ciborio SS. Annunziata.

Il Cerchio
Rivista Il Cerchio di Napoli diretta da Giulio Rolando.

Lucio e Mariolina Mirra
Teatro Diana e Teatro delle Palme in Napoli.

Libreria Neapolis
di Annamaria Cirillo, Libreria Napoletana Via San Gregorio Armeno, 4 Napoli.

Al Blu di Prussia
L’idea e il progetto di restituire alla città un luogo d’arte, si deve alla caparbietà della famiglia Mannajuolo, in particolare di Giuseppe Mannajuolo, nipote di quel Guido che ha reso, dal dopoguerra in poi, il suo spazio espositivo un vero e proprio punto di riferimento della cultura figurativa napoletana. Via G.Filangieri 42 - 80121, Napoli.

Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E), Via Settembrini 79 - 80139 Napoli, sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14, 80132 - Napoli, è stato fondato nel 1975 a Napoli da Enrico Cerulli, Elena Croce, Pietro Piovani, Giovanni Pugliese Carratelli e da Gerardo Marotta, che ne è anche il presidente, intorno alla biblioteca umanistica di oltre centomila volumi, messa insieme in un trentennio di pazienti ricerche di fondi librari in tutta Europa.

Civita
Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese. Oggi il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l' Associazione Civita e Civita Servizi.

Fondazione Mondragone
La Fondazione Mondragone si trova a Napoli, in piazzetta Mondragone, in un complesso monumentale che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'ente promuove l'innovazione nelle attività legate alla Moda. Ospita poi il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento "Elena Aldobrandini" che testimonia con il suo patrimonio, la creatività, il gusto e l'antica tradizione che l'artigianato meridionale vanta in tale settore.

Palazzo Reale Napoli
Palazzo Reale di Napoli

Soprintendenza Archivistica per la Campania
Via San Biagio dei Librai, 39 - 80138 Napoli
Presidente Dott.ssa Maria Luisa Storchi

Comitato Civico di S.Maria di Portosalvo
Presidente: Avv. Antonio Pariante - Napoli, C.so Umberto I, 34

Associazione No Comment
L’associazione No Comment nasce a Napoli nel gennaio 1999, con l’intento di fare “memoria visiva” del quotidiano napoletano, dando visibilità ai bisogni dei soggetti disagiati e meno garantiti, promuovendo i valori della solidarietà, della legalità e del bene salute. La No Comment si adopera, nei limiti delle proprie disponibilità, per promuovere una informazione visiva no profit, richiamandosi alle indicazioni dell’articolo 21 della Costituzione Italiana e all’articolo 19 dei Diritti dell’uomo.