Il romanzo sicuramente più affascinante di de Giovanni e anche il più complesso dei precedenti Il commissario Ricciardi e' il protagonista indiscutibile della scena criminale della Napoli anni Trenta. I casi che prende in consegna vengono risolti con abilita' e precisione che lascia sconcertati i suoi colleghi e le istituzioni. La sua capacita' sembra innaturale quasi dettata dal demonio. Quello che lascia sconcertati è il dono di Ricciardi di ascoltare le ultime parole dei morti.
Ricciardi ha dalla sua un dono, quello di ascoltare le ultime parole del morto assassinato nel luogo del delitto. Un'abilita' divinatoria quasi rivestita di stregoneria, ma che gli consente di risolvere i misteri dei crimini.
Il Giorno dei Morti viene rinvenuto il cadavere di un bambino, Ricciardi e' di servizio e parte immediatamente per raggiungere il luogo del delitto in una giornata piovosa e fredda alla ricerca degli indizi.
Questa volta però sembra che il destino remi contro Ricciardi, in città sta arrivando il Duce con la figlia Edda, la questura di Napoli si attiva, non bisogna essere distratti da nulla e anche Ricciardi viene sollevato dall’indagine, tutti a disposizione.
Ma il commissario non rinuncia e comincerà ad indagare senza autorizzazione e soprattutto senza indizi, anche perché per la prima volta sul luogo del delitto non ha sentito nessuna voce. Domanda: il suo dono è sparito o il bambina è morte di morte naturale?
Intanto, il primo volume, "Il senso del dolore", è stato pubblicato dalla Suhrkamp in Germania, dove ha già venduto oltre 20.000 copie, e sta per uscire in Francia con la Payot & Rivage Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, è il protagonista di ben tre suoi romanzi:
Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, la condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi, Il posto di ognuno.L’estate del commissario Ricciardi.
MAURIZIO de GIOVANNI
Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora.
Nel 2005, con un racconto ambientato nella Napoli fascista degli anni Trenta che ha per protagonista il commissario Ricciardi, vince il premio nazionale Tiro Rapido riservato a giallisti emergenti. Il commissario Ricciardi diventa il protagonista di un romanzo edito nel 2006, edito successivamente dalla Fandango Libri, col titolo Il senso del dolore, dando inizio a una serie di pubblicazioni giunta sinora a tre volumi aventi per protagonista il commissario Ricciardi.
Maurizio di Giovanni ci racconta che il commissario Ricciardi è nato per disperazione e per puro caso, in un momento particolare della sua vita, alcuni amici lo iscrissero al concorso“Tiro rapido” della Porsche, al quale lui partecipò con molto scetticismo.
Vinse la gara, e nella fase successiva svoltasi a Firenze, la giuria gli chiese un altro racconto con lo stesso protagonista. Vinse anche là.
Scrivere del commissario procura a de Giovanni un’emozione strana, dice:” è come se lo caricassi a molla, come un giocattolo, e poi lo mettessi in un plastico che è il suo tempo, almeno come lo vedo io. Sono creativo solo nel caricarlo: ma tutti i movimenti che fa, le sensazioni che prova, le poche emozioni che manifesta, sono tutti suoi”.
Ricciardi non assomiglia all’autore, dice sempre di Giovanni: ”Ricciardi è uno spettatore perenne di un dolore infinito, fisico, urlato nelle orecchie senza pause. E’ il portatore di una sofferenza frammentata e infinita, unica e comune. Non vuole perseguire la giustizia degli uomini, che è lontana da quella vera, ma solo dare pace a chi è stato strappato dalla vita. Se dovessi fare mia qualcosa di lui, direi la capacità di amare in silenzio, senza piangere e senza ridere. E di amare così tanto da desiderare il bene di chi si ama, e se il bene di chi si ama è la propria assenza la si deve regalare come un fiore estremo”.
l romanzi sono tutti ambientati nel 1931,in un’atmosfera opprimente, propria del regime fascista che stava avviandosi al declino, e ritrovare tutta la documentazione su quegli anni a Napoli non è stato certamente cosa da poco, anche perché le notizie di quel periodo sono molto contraddittorie, ma l’autore non si è fatto intimidire e ha approfondito e cercato, fino a riuscire ad avere di quel periodo una visione talmente ampia da sentire quell’epoca molto vicina a lui, quasi ci fosse vissuto veramente.
Dice di Giovanni: ”Ricciardi lotta con la fame e l’amore; la prima acceca e dispera, il secondo giustifica ansia di possesso e brama di potere. Entrambi assolvono il reo ai propri stessi occhi, non attenuano ma sostengono la propensione al delitto”.
È stato detto dei romanzi di de Giovanni: “La prosa di de Giovanni possiede certamente un invidiabile ritmo, tipico del genere; pure è tornita, pulita, ricca di chiaroscuri e sottigliezze. Guarda insomma a Simenon, al Chandler più intimista.”
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